messinatoday.it, 28 marzo 2023
Era entrato in prigione da pochi giorni. Doveva rispondere insieme ad altri due di aggressione e di sottrazione di un telefonino ai danni di una donna a Torre Faro. Non avrà mai più modo di difendersi. Aymen Dahech, 24 anni, tunisino, ha scritto da solo la sua pena togliendosi la vita al carcere di Gazzi dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Simona Finocchiaro.
telefriuli.it, 28 marzo 2023
Visita ieri mattina del sottosegretario di Stato alla Giustizia, Andrea Ostellari, che ha definito la casa circondariale un buon penitenziario. Entro un anno saranno chiusi alcuni cantieri. “Quello di Udine è un buon carcere, con molte potenzialità. Come tante strutture ha bisogno di interventi di miglioramento, che sono in corso d’opera - ha dichiarato il sottosegretario di Stato alla Giustizia, sen. Andrea Ostellari, a margine della visita di oggi in via Spalato - Penso alla nuova sezione per i semiliberi, che sarà conclusa entro un anno, e alla ex sezione femminile, che verrà utilizzata per la formazione e il lavoro dei detenuti.
La Repubblica, 28 marzo 2023
I medici degli istituti penitenziari di Parma sono pronti allo sciopero dopo tre mesi di “vacatio contrattuale” e la mancata volontà dell’Ausl ducale di dare seguito ad un accordo per sbloccare la situazione. Il sindacato Smi ha quindi indetto lo stato di mobilitazione dei professionisti che operano in carcere.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 28 marzo 2023
Il viaggio dell’avvocato Raffaele Caruso tra i capolavori di Fabrizio De André. Fabrizio de André non credeva nella legge né in chi la applica: “Al vostro posto non ci so stare”, gridava ai giudici, dipingendoli come nani meschini e vendicativi o immaginandoli sodomizzati da un gorilla. Eppure nella sua opera si ritrova un senso profondo e coerente di giustizia. Intesa, però, non come la dea algida e cieca raffigurata dalle statue, ma come una forza istintiva, quasi ancestrale, “che attinge a pieno alla categoria dell’umano: la capacità di guardare alla realtà con il cuore degli ultimi, abbracciando sia le ragioni di chi soffre e subisce che quelle di chi sbaglia”.
di Riccardo Noury*
Il Domani, 28 marzo 2023
Il 2022 è stato, ovviamente, l’anno del ritorno della guerra in Europa. L’aggressione russa all’Ucraina ha prodotto una crisi umanitaria spaventosa ed è stata segnata da crimini di guerra a ripetizione. Ma proprio la guerra contro l’Ucraina ha rivelato impietosamente i doppi standard che gli stati della comunità internazionale applicano quando sono in gioco i diritti umani. Per quanto riguarda l’Italia, l’analisi di Amnesty International riguarda due legislature e altrettanti governi, protagonisti di un costante deterioramento del rispetto dei diritti umani. Il filo conduttore è quello delle occasioni perdute.
di Giovanna Branca
Il Manifesto, 28 marzo 2023
Amnesty International. Il rapporto 2022-2023. L’aggressione dell’Ucraina, i doppi standard dell’Occidente, violenza di genere. Se il rapporto 2022-2023 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani nel mondo avesse un titolo, osserva il portavoce Riccardo Noury, sarebbe “Guerra, protesta, patriarcato”. La guerra, naturalmente, è quella tornata sul suolo europeo con l’aggressione dell’Ucraina - “abbiamo fatto oltre 17 rapporti sulla situazione in Ucraina, cercando di occuparci di tutte le violazioni dei diritti umani: dalle esecuzioni extragiudiziali agli attacchi gratuiti e deliberati alle infrastrutture civili e l’uso di armi proibite”, dice il presidente di Amnesty Italia Emanuele Russo - che espone anche quello che l’organizzazione definisce “il vergognoso doppio standard” di cui ha dato prova l’Occidente. La compattezza dimostrata contro l’invasione russa manca nei confronti di “altri contesti non meno pericolosi e cruenti”, afferma Russo. “Penso in particolare a ciò che accade in Egitto, in Israele, Arabia saudita, o in teatri di guerra dimenticati come lo Yemen o l’Etiopia”. Ed è il doppio standard anche nei confronti dei rifugiati: “Abbiamo accolto giustamente quelli ucraini ma senza fare lo stesso con quelli che lasciamo morire nel Mediterraneo”, dice la direttrice generale di Amnesty Italia Ileana Bello.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 28 marzo 2023
Matteo Salvini prosegue la sua guerra contro le Ong. Dalla Guardia Costiera domenica era arrivata una nota molto polemica: “Le continue chiamate dei mezzi aerei Ong hanno sovraccaricato i sistemi di comunicazione del Centro nazionale di coordinamento dei soccorsi, sovrapponendosi e duplicando le segnalazioni dei già presenti assetti aerei dello Stato. Allo stesso modo, l’episodio citato dalla Ong Ocean Viking e riferito ai presunti spari della guardia costiera libica nella loro area Sar, non veniva riportato al Paese di bandiera, come previsto dalle norme, bensì al Centro di coordinamento italiano, finendo col sovraccaricare il Centro”. L’audio della comunicazione: “Stanno sparando”, “grazie per l’informazione - la replica -, abbiamo ricevuto la sua mail”.
di Marco Bresolin
La Stampa, 28 marzo 2023
“La Tunisia non sarà lasciata sola”. Ma per ottenere il sostegno dell’Unione europea utile a evitare il collasso finanziario “ci sono delle condizioni da rispettare”. In termini di riforme economiche, ma anche e soprattutto democratiche. È questo il messaggio che il commissario europeo Paolo Gentiloni ha portato ieri a Tunisi al presidente Kais Saied, nel tentativo di tendere una mano al Paese nordafricano che in questo momento sta affrontando una grave crisi e non riesce più a controllare le partenze dei migranti diretti verso l’Italia.
di Giuliana Sgrena
Il Manifesto, 28 marzo 2023
Il Paese, appeso alle dure decisioni del Fmi, vive una grave crisi economica e politica dopo il “golpe” del presidente Saied. Tajani agita il “Piano Marshall” e il “rischio islamizzazione”. Alla fine il presidente tunisino Kais Saied è tornato sui suoi passi e ha incontrato il commissario europeo per l’economia Paolo Gentiloni, contrariamente a quanto annunciato in un primo tempo. Lo sgarro, che non avrebbe potuto permettersi in questo momento, era motivato dall’orgoglio di un presidente che incontra solo i suoi pari. Atteggiamento all’insegna dell’autoritarismo che guida il suo operato di presidente della repubblica che ha assunto tutti i poteri e accusa tutti coloro che sembrano credere agli allarmi occidentali sulla situazione fallimentare dell’economia tunisina di essere traditori.
di Ugo De Giovannangeli
Il Riformista, 28 marzo 2023
Il Paese in rivolta contro il governo. Ben Gvir, leader di Potenza ebraica, ha accettato di congelare tutto fino a dopo Pasqua, ma ha ottenuto che si esamini la creazione di una sorta di milizia da lui guidata. Un ricatto.
- Israele. Record di detenuti senza accuse: 967 palestinesi
- Messico. Almeno 37 migranti morti nell’incendio in Centro di detenzione al confine con gli Usa
- Giustizia. Perché la tortura deve continuare a essere un reato
- La lunga torsione del processo penale è il più vistoso disallineamento dell’ordinamento dello Stato
- Il magistrato “combattente” scardina e danneggia le regole e l’ortodossia del processo penale









