di Annalena Benini
Il Foglio, 25 marzo 2023
Un milione e mezzo di euro: tutto quello che serve per le case famiglia, soldi che sono stati già stanziati, una piccola cifra per non tenere i bambini in prigione. Formalmente, sono liberi. Ospiti della struttura. Invece scontano una pena, la pena delle loro madri. La prima parola che un bambino impara in carcere, subito dopo mamma (se nasci in carcere hai solo tua madre) è: apri.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 25 marzo 2023
Chi non c’è stato, si dice, non può immaginarne la pena e l’infamia. Ma nemmeno i bei ricordi che ne restano. Come quello di una bambina in visita che gattona nel parlatorio, e fa conoscenza con ladri e truffatori, piccoli spacciatori e piccolissimi spacciati.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 25 marzo 2023
L’esponente di Noi Moderati: “Penso che quando gli animi sono esasperati bisogna far passare un po’ di tempo. Quindi calma e sangue freddo. Siamo legislatori e dobbiamo avere senso di responsabilità. Considerata anche la dimensione “limitata” del problema, per quanto grave, è giusto provare a trovare una soluzione comune”.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 25 marzo 2023
La proposta choc. Il Pd: “Siamo alla follia. Il ministro Nordio garantista appare un ricordo sbiadito”. Antigone e la Cgil: “Una proposta che non garantisce alle donne la possibilità di essere madri erode il principio dell’interesse supremo del bambino. La recidiva in Italia è quasi sempre legata alla piccola criminalità da strada dovuta all’esclusione sociale, alla povertà, alla tossicodipendenza”.
di Pier Francesco Borgia
Il Giornale, 25 marzo 2023
Via il reato di tortura e via anche la patria podestà per le madri condannate e recidive. Fratelli d’Italia prova a imprimere un’accelerazione sulla sua idea di giustizia. Ieri è stato infatti assegnata alla Commissione giustizia della Camera la proposta di legge (avanzata dal partito della premier) di abrogazione del reato di tortura, introdotto soltanto nel 2017. E nelle stesse ore il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, ha lanciato un’altra proposta: togliere la patria podestà alle donne che vanno in carcere per reati gravi con sentenza passata in giudicata.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 marzo 2023
Il messaggio dell’anarchico dinanzi ai magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che comunicheranno la loro decisione entro cinque giorni. “Sono disposto a recedere dallo sciopero della fame purché il tribunale di Sorveglianza liberi altri detenuti attualmente sottoposti al 41 bis, persone anziane o malate che vogliono soltanto tornare a casa dopo 30 anni di 41 bis”: è questo il messaggio utopistico pronunciato da Alfredo Cospito dinanzi ai magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Milano.
ansa.it, 25 marzo 2023
Il parere espresso dalla pg Nanni e dal sostituto pg Balice non è vincolante ai fini della decisione. Il verdetto del Tribunale di Sorveglianza è atteso entro 5 giorni da oggi. L’anarchico ai giudici: stop al digiuno se liberate altri al 41bis.
professionereporter.eu, 25 marzo 2023
Quando i giornalisti fanno anche altro. Flavia Filippi, da molti anni al Tg de La7 ha fondato “Seconda Chance”, assieme all’autrice e documentarista Alessandra Ventimiglia Pieri e alla titolare di Ethicatering, Beatrice Busi Deriu. Un progetto per aiutare gli imprenditori e i detenuti ad incontrarsi. I primi danno lavoro ai secondi. Grazie a una legge - è di 22 anni fa, ma è poco conosciuta - che permette alle aziende di ottenere un credito d’imposta di 6.000 euro l’anno.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 marzo 2023
Dietrofront sulla giustizia. Dal Transatlantico fanno sapere che la premier vuole evitare di aprire nuovi fronti con le toghe. La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri (almeno per ora non s’ha da fare. Intendiamoci, si tratta di spifferi, sussurri, voci da Transatlantico ammesse a mezza bocca da uomini assai vicini alla premier Meloni la quale, quanto pare, non avrebbe alcuna intenzione di aprire un nuovo fronte con i magistrati.
di Liana Milella
La Repubblica, 25 marzo 2023
Due emendamenti di Lega e FdI bloccati per ora al Senato. E Costa di Azione chiede al Guardasigilli Nordio: “Ma lei lo sapeva?”. La storia che stiamo per raccontarvi dimostra che tra gli slogan politici e i fatti passa un abisso. Ricordate la battuta “il magistrato che va in politica non torna più indietro”? È stato un vessillo che ha unito destra e sinistra nella scorsa legislatura. Ma i fatti adesso vanno in tutt’altra direzione.
- Biella. Il calvario dei detenuti: “Colpivano ovunque, pensavo di morire”
- Rimini. Giorgio Galavotti è il nuovo Garante comunale dei detenuti
- Is Arenas (Ca). La Garante Testa: “Le colonie sono un modello sardo tutto da esportare”
- Modena. Carcere e reinserimento sociale “Tirocinio per otto detenuti nel laboratorio del Sant’Anna”
- Se questo governo vuole lo Stato etico









