di Marco Bresolin
La Stampa, 24 marzo 2023
I dubbi della Germania: “Il rispetto dei diritti umani deve essere al centro della cooperazione”. La premier italiana lancia l’allarme: “Il collasso di Tunisi potrebbe provocare 900 mila rifugiati”. È giusto aumentare la cooperazione con Libia e Tunisia per cercare di frenare le partenze dei migranti, ma “il rispetto dei diritti umani deve essere al centro di questa cooperazione”. La questione si sta facendo sempre più largo tra i governi europei, soprattutto quelli del Nord, preoccupati che l’Ue - anche su spinta dell’Italia - finisca per stringere patti col diavolo. Un timore che diverse delegazioni dei Paesi Ue hanno sollevato nelle riunioni dei gruppi di esperti e che sono state poi raccolte in un’analisi effettuata dai servizi del Consiglio.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 24 marzo 2023
È in corso l’atteso Consiglio europeo a Bruxelles, a cui Giorgia Meloni ha richiesto per l’ennesima volta adesione alla sua linea dura e al tempo stesso “ridistributiva” sull’annoso e dolente dossier viaggi della speranza (e, purtroppo, della morte), approdi mediterranei, richiedenti asilo e rifugiati. In realtà il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, ha annunciato soltanto un “breve aggiornamento” sulla questione. Già questa differenza di enfasi rivela la scarsa sintonia tra l’agenda italiana e le priorità europee che, come s’è subito visto ieri, sono soprattutto concentrate sulla guerra d’Ucraina e altri nodi economico-finanziari.
di Giulia Merlo
Il Domani, 24 marzo 2023
Fratelli d’Italia punta ad approvare una proposta di legge che rende la gpa un reato universale. Tuttavia la nozione difficilmente regge davanti alle regole di diritto internazionale: non si può condannare qualcuno per un comportamento commesso fuori dai confini nazionali e dove è considerato legale.
di Carmine Fotia
Il Domani, 23 marzo 2023
La condizione inumana delle carceri è una sorta di afflizione aggiuntiva alla pena che si abbatte su una popolazione in prevalenza composta da persone fragili, disagiate, povere, scrive Stefano Anastasia, garante dei detenuti del Lazio.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 23 marzo 2023
Sarebbe l’undicesimo suicidio in carcere dall’inizio dell’anno. Sembrava essersi fermato il tragico vortice della morte che ha portato nel 2022 al record di 84 detenuti che si sono tolti la vita in cella. Ma l’altra notte nella Casa circondariale di Torino un recluso di 26 anni, italiano, si è inalato il gas di una bomboletta usata per alimentare un fornello rimanendo asfissiato.
di Serena Riformato
La Stampa, 23 marzo 2023
Dopo i rinvii, l’impasse, le discussioni, la proposta di legge sulle madri detenute è pronta a essere discussa in aula alla Camera da lunedì. Tuttavia con un testo, per volontà della maggioranza, annacquato rispetto all’intento originario: impedire che i bambini fino a 6 anni si trovino a scontare con le mamme la pena in carcere o in strutture detentive, privilegiando invece i trasferimenti in case famiglie.
di Liana Milella
La Repubblica, 23 marzo 2023
Gli emendamenti della meloniana Carolina Varchi stravolgono il testo approvato nella scorsa legislatura a Montecitorio e oggi riproposto dai Dem. Forza Italia ritira le modifiche e si accoda a FdI. Oggi lo show down in commissione. Lunedì il testo va in aula.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 23 marzo 2023
La proposta aveva ottenuto l’urgenza: prevedeva che le donne costrette a tenere i figli con sé potessero scontare la pena in una casa famiglia. Arriva il via libera, ma gli emendamenti escludono la possibilità per chi è recidiva. Il Pd insorge: “Così stravolgono il testo”.
vita.it, 23 marzo 2023
L’iniziativa, sostenuta da 14 associazioni, da 4 garanti dei diritti delle persone private della libertà e dal presidente della Conferenza dei garanti territoriali, è rivolta al presidente e ai componenti della commissione Giustizia, affinché venga ripristinato lo spirito originario della proposta di legge d’iniziativa dei deputati Serracchiani, Costa, Di Biase, Casu e Furfaro. Il modello alternativo? Il sistema delle Case famiglia protette.
garantedetenutilazio.it, 23 marzo 2023
Nuovi percorsi alternativi al carcere: le comunità di accoglienza s’interrogano sulle ipotesi normative del sottosegretario alla Giustizia Delmastro delle Vedove. Facilitare percorsi alternativi per l’uscita dal carcere, in particolare per le persone con problemi di dipendenza, senza trasformare però le comunità di accoglienza in surrogati degli istituti di pena né in carceri private. Lo ha ribadito il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) in una conferenza stampa che si è svolta martedì 21 marzo nella sala stampa della Camera dei deputati. Il dibattito è nato dopo le dichiarazioni alla stampa del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, che ha proposto di trasferire i detenuti con dipendenze dalle carceri alle comunità in “stile San Patrignano”. All’incontro, al quale hanno partecipato realtà del terzo settore impegnate sul tema del carcere e delle dipendenze e alcuni parlamentari, è intervenuto anche Stefano Anastasìa, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio e Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali.
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