di Andrea Nobili*
Il Resto del Carlino, 18 marzo 2023
Le carceri, una discarica sociale. I problemi legati alla tossicodipendenza vanno affrontati nelle strutture terapeutiche e non nelle carceri. Una riflessione di buon senso, quella del Sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove, che ha recentemente proposto di collocare i detenuti tossicodipendenti nelle comunità di recupero.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 marzo 2023
Mancava solo il via libero definitivo dal Senato, ma la proposta di legge per evitare i bimbi e bimbe dietro le sbarre a firma dell’ex deputato Paolo Siani del PD è stata stoppata. Questo perché Fratelli D’Italia, l’otto marzo scorso, in commissione giustizia ha chiesto delle modifiche al testo. Una in particolare, se passasse, in caso di recidiva si rischierebbe di separare i figli dalle madri detenute: di fatto neutralizzerebbe il sacrosanto principio della tutela e valorizzazione del rapporto tra le madri detenute e figli piccoli.
di Errico Novi
Il Dubbio, 18 marzo 2023
Pinelli: “La sovranità dello Stato non deve sfociare in controllo indiscriminato dei cittadini”. Ecco: si sono indicati puntuali progetti di riforma che investono presupposti più stringenti per l’adozione delle misure cautelari, l’inappellabilità delle assoluzioni, la proposta Nordio-Delmastro sul trasferimento dalle celle alle comunità di recupero per i detenuti con tossicodipendenze, il ripristino della prescrizione sostanziale, la revisione di abuso d’ufficio, traffico d’influenze e legge Severino.
di Riccardo Lo Verso
Il Foglio, 18 marzo 2023
La cronaca smonta i fuochi di paglia sul boss latitante in grado di ricattare lo stato. Un aggiornamento dell’antimafia militante che continua a indirizzare l’opinione pubblica: ma è ancora credibile chi parla come in un film hollywoodiano?
di Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera, 18 marzo 2023
Gaia Tortora, la figlia del popolare giornalista: “Vidi che i suoi occhi non erano più gli stessi. Piero Angela per me fu un secondo papà”. “Ironico ma tagliente, riservato, mai mondano, fumantino. E poi dolce, comprensivo, attento. Ma questo era prima. Il dopo era uguale tranne che negli occhi. Ecco, gli occhi poi sono diventati diversi”. C’è un prima e un dopo nella vita di Gaia Tortora. Il dopo comincia un giorno che non potrà mai dimenticare: 17 giugno 1983.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 18 marzo 2023
Sono passati quarantacinque anni esatti dal sequestro di Aldo Moro e dalla strage della sua scorta, ma i dietrologi e gli illusionisti di ogni risma non riescono proprio ad accettare il fatto che a rapire e a uccidere il presidente della Democrazia cristiana furono le Brigate rosse e nessun altro.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 18 marzo 2023
Il giudice chiede alla Consulta di valutare il non luogo a procedere per la morte di un operaio della sua impresa. “Era suo nipote, ha già sofferto troppo”. Il caso giudiziario è delicato e fa emergere questioni di tipo penalistico che non possono prescindere dal legame tra i soggetti coinvolti - un datore di lavoro ed un operaio, nipote del primo, morto dopo una caduta - con un dibattito da parte dei giuristi che si annuncia di estremo interesse. Ecco perché dovrebbe intervenire anche la Corte Costituzionale.
brocardi.it, 18 marzo 2023
Il reo sottoposto a regime di cui all’art. 41 bis ord. pen. mantiene il diritto al colloquio con i familiari, anche se sottoposti al medesimo regime carcerario. Con la pronunzia n. 48956 del 28 ottobre 2022 (depositata in data 23 dicembre 2022), la Corte di Cassazione, sezione penale, ha ribadito la centralità del diritto del detenuto, sottoposto al regime differenziato di cui all’ art. 41 della l. sull’ordinamento penitenziario al mantenimento delle relazioni familiari, pur se sottoposti al medesimo regime restrittivo. Trattasi, difatti, di diritto fondamentale, espressione della personalità del detenuto, il quale, sebbene tale, resta al contempo cives, e pertanto titolare di diritti.
di Maurizio Costanzo
luce.lanazione.it, 18 marzo 2023
Cresce il numero delle donne dietro le sbarre, in Italia sono 2.425 su un totale di 56.319 reclusi. A Rebibbia 3 docce per 180 detenute. Nelle carceri italiane, secondo i dati aggiornati al 28 febbraio, sono presenti 2.425 donne, su un totale di 56.319 detenuti.
di Nicola Rotari
Corriere del Veneto, 18 marzo 2023
A distanza di un anno dalla sua chiusura, avvenuta il 12 aprile 2022 dopo una rivolta in cui alcuni giovanissimi detenuti appiccarono un incendio che portò all’evacuazione della struttura, il carcere minorile di Treviso si appresta a riaprire i battenti: la data di termine dei lavori è stata fissata il 21 marzo e quindi entro fine mese, su decisione del ministero, la struttura di via Santa Bona vecchia, adiacente alla casa circondariale, tornerà attiva a tutti gli effetti. I sindacati che tutelano i lavoratori della struttura si oppongono alla riapertura e ieri mattina sul tema si è svolto un incontro con il prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, per presentare i motivi di questa contrarietà. In primis il livello di sicurezza, sempre precario nonostante i lavori eseguiti, che non corrisponderebbero ad una ristrutturazione ma al massimo ad una risistemazione quasi solo estetica. “Alla Prefettura e al Dipartimento di Giustizia minorile abbiamo spiegato le preoccupazioni dei lavoratori del carcere minorile” ha sottolineato Marta Casarin, segretaria generale del sindacato Fp-Cgil di Treviso. “Una struttura fatiscente e non adatta ad accogliere i detenuti dopo i fatti dello scorso aprile. La nostra richiesta è quella di non riaprire il carcere. Il prefetto ci ha ascoltato e abbiamo concordato di inviare una nota al ministero della Giustizia per esprimere le nostre preoccupazioni e sollecitare un intervento per bloccare la riapertura del penitenziario dal momento che non garantirebbe tutele adeguate a detenuti e lavoratori”.
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