di Massimo Massenzio
Corriere Torino, 16 marzo 2023
Università e Garante hanno verificato la loro condizione. C’è chi ha chiesto corsi di formazione, i tempi sono lunghi Reclusi al Lorusso e Cutugno, hanno tra 18 e 25 anni. Solo il 21% pensa al diploma. Il reinserimento nella società sembra un miraggio: i ragazzi in carcere hanno lo stesso trattamento di un delinquente abituale e tra il 69% di persone che tornano a commettere reati ci sono anche gli under 25.
di Massimo Massenzio
Corriere Torino, 16 marzo 2023
Cesare Burdese, architetto torinese impegnato dal 1986 su temi di edilizia penitenziaria, è stato l’autore del progetto di riorganizzazione del Ferrante Aporti nel 2001 e ha fatto parte della commissione ministeriale che ha dettato le linee guida per la progettazione della prossima riqualificazione dell’intero complesso dell’istituto penale minorile e degli uffici giudiziari. Un intervento finanziato grazie al fondo nazionale complementare al Pnrr che costerà oltre 25 milioni di euro.
viterbotoday.it, 16 marzo 2023
Ieri mattina, nella casa circondariale Mammagialla di Viterbo, si è svolto un incontro sul tema della prevenzione tra i professionisti della Asl e la popolazione detenuta. All’incontro, realizzato nell’ambito del piano aziendale dell’equità e ideato dal tavolo paritetico per la tutela della salute delle persone detenute, ha partecipato tra gli altri il direttore generale facente funzioni della Asl Viterbo, Antonella Proietti, il direttore della casa circondariale, Anna Maria Dello Preite, i direttori dei dipartimenti di Cure primarie e di Prevenzione, Giuseppe Cimarello e Augusto Quercia, gli specialisti e gli operatori che si occupano di prevenzione e delle malattie infettive, i rappresentanti della polizia penitenziaria.
palermotoday.it, 16 marzo 2023
Un percorso riabilitativo per il recupero dei detenuti attraverso incontri settimanali con operatori sociali e specialisti per stimolare l’alfabetizzazione emozionale di chi vive tra le sbarre. È stato presentato oggi nel carcere Pagliarelli di Palermo il progetto pilota promosso dal Movimento per la Gentilezza, presieduto da Natalia Re che prevede incontri settimanali con operatori sociali, psicologi e specialisti per favorire il percorso di riabilitazione e di reinserimento nella società dei detenuti. “Il carcere è un pezzo di città - spiega Pino Apprendi - dove sono ristretti uomini e donne, per scontare una pena o in attesa di giudizio. Inizieremo dei percorsi di collaborazione per parlare di Gentilezza con i detenuti delle carceri siciliane”.
osservatoreromano.va, 16 marzo 2023
Un’iniziativa di formazione per sensibilizzare la comunità ai problemi e alle difficoltà del mondo del carcere, dei detenuti e delle loro famiglie: si chiama “Ultimi” il progetto voluto dalla diocesi di Savona-Noli per andare “oltre le mura” promuovendo la conoscenza dell’attuale realtà carceraria del territorio e per formare nuovi volontari disponibili a visitare i carcerati sul territorio ligure e a essere vicini alle difficoltà che incontrano gli ex detenuti e le loro famiglie.
ansa.it, 16 marzo 2023
Scriveranno una sceneggiatura sull’affettività in carcere. È la nuova sfida del regista polacco Krzysztof Zanussi, 83 anni, al lavoro con lo scrittore Rocco Familiari e Marta Bifano in un laboratorio con i detenuti impegnati a riscrivere il dramma teatrale “L’odore”, per un lungometraggio con la regia di Paolo Colangeli e il contributo della Film Commission Regione Campania.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 marzo 2023
In nome della difesa dei confini nazionali, il nostro Paese continua ad applicare i respingimenti dei migranti non solo via mare, ma anche via terra, come al confine italo sloveno. Quest’ultima è una pratica dichiarata illegittima da una ordinanza del tribunale di Roma del 2021, ma a fine 2022 il Viminale l’ha ripristinata tramite una direttiva e ciò ha ricreato una evidente violazione dei diritti umani a causa di un effetto a catena: dall’Italia alla Slovenia, che a sua volta rimanda migranti e richiedenti asilo in Bosnia ed Erzegovina e li sottopone al rischio di violenze e abusi. Stessa dinamica - come denunciato da una inchiesta di Lighthouse Reports - si ripresenta nei respingimenti dai porti adriatici verso la Grecia attraverso traghetti privati dove i migranti sarebbero trattenuti con forza e in pessime condizioni. Al livello europeo, le pratiche del respingimento dei migranti si traducono in violazioni dei diritti umani. Ci viene in aiuto il recente report dal titolo “Picchiati, puniti e respinti alle frontiere dell’Europa”, elaborato dal network inter-europeo Protecting rights at borders (Prab), che affronta anche la questione dell’Italia, capitolo redatto in collaborazione con l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), Diaconia Valdese e il Danish Refugee Council. I dati raccolti dai partner del Prab documentano come sono stati “accolti” migliaia di migranti alle porte dell’Ue con un diniego di accesso alle procedure di asilo, arresto o detenzione arbitrari, abusi fisici o maltrattamenti, furto o distruzione di proprietà. Persone provenienti da Afghanistan, Siria e Pakistan hanno riferito di essere state più frequentemente vittime di respingimenti e nel 12% degli incidenti registrati sono stati coinvolti bambini. Questi dati sono purtroppo solo la punta dell’iceberg.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 16 marzo 2023
Ecco un trafficante “nostro” interlocutore a Tripoli: è il ministro degli Interni Trabelsi, che ha incontrato Piantedosi. Per Onu, Usa e Amnesty è “tra i peggiori violatori di diritti umani”.
da Esecutivo di Magistratura democratica
Il Manifesto, 16 marzo 2023
Secondo Magistratura democratica il decreto legge del governo in materia di immigrazione va contro i diritti e contro la razionalità. Il decreto-legge n. 20 del 2023 all’articolo 7 abroga il terzo e quarto periodo dell’articolo 19 comma 1.1. del decreto legislativo n. 286 del 1998 (Testo unico sull’immigrazione) che consentiva il riconoscimento della protezione speciale alle persone che in Italia avevano costruito una vita privata e familiare. Norma per la quale, è di tutta evidenza, non sussistono i requisiti della necessità e dell’urgenza previsti dall’articolo 77 della Costituzione.
di Francesco Girone
huffingtonpost.it, 16 marzo 2023
Secondo un rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il lavoro minorile nell’industria tessile e dell’abbigliamento è ancora un problema mondiale, che coinvolge 170 milioni di bambini in tutto il mondo. In Italia, il lavoro minorile è proibito per legge, ma ci sono ancora casi in cui i minori vengono sfruttati nelle fabbriche tessili. Secondo un rapporto dell’Associazione Italiana dei Tessili e dell’Abbigliamento, la presenza di lavoro minorile nell’industria tessile italiana è diminuita negli ultimi anni, ma rimane ancora un problema in alcune regioni del paese. Tuttavia, ci sono aziende che stanno cercando di prevenire il lavoro minorile nella loro catena di produzione. Alcuni marchi di moda italiani si sono impegnati a garantire che i loro fornitori rispettino le leggi sul lavoro minorile e a monitorare regolarmente la loro catena di approvvigionamento.
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