huffingtonpost.it, 4 marzo 2023
La senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra interviene dopo la risposta scritta del ministro della Giustizia all’interrogazione presentata sul caso dell’anarchico in sciopero della fame da oltre quattro mesi contro il 41bis.
di Valentina Calderone*
maremosso.lafeltrinelli.it, 4 marzo 2023
Il tema della privazione della libertà e di alcuni suoi aspetti molto specifici è diventato cronaca quasi quotidiana da quando Alfredo Cospito ha iniziato, il 20 ottobre 2022, uno sciopero della fame per protestare contro l’ergastolo ostativo e il 41-bis, due regimi detentivi diversi tra loro cui è sottoposto.
di Aldo Varano
Il Dubbio, 4 marzo 2023
I giornali lo hanno quasi nascosto, ritenendo correttamente l’avvenimento privo d’importanza, ma la notizia è ufficiale: il Senato ha varato la Commissione antimafia per alzata di mano. Un mese fa ne avevano approvato l’istituzione anche 288 deputati, insieme a un astenuto. Nessun voto contro. Anche allora il fatto fu privo di rilevanza mediatica.
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2023
Il Parlamento approva: è nata la nuova Commissione parlamentare Antimafia, ora tocca ai partiti riempirla di persone perbene. Ne va della credibilità della Istituzione e in questo momento nessuno può permettersi di correre questo rischio. E’ prevedibile che l’individuazione del o della presidente risponda alla logica dei numeri e che quindi, come anticipato da Il Fatto, la scelta cada su un rappresentante di Fratelli d’Italia, anche se il profilo specifico di alcuni parlamentari, non appartenenti al partito di maggioranza relativa, potrebbe ispirare scelte diverse, che darebbero il senso di una convergenza alta e trasversale, coerente al condiviso auspicio: sulla mafia non ci si deve dividere, bisogna fare soltanto gli interessi del Paese.
di Saverio Regasto*
Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2023
Ora che la polemica politica parrebbe essersi parzialmente sopita, val la pena di tornare sul tentativo, tutto italiano, di darsi, o ridarsi, una sorta di “diritto autarchico”, un ordinamento, cioè, del tutto scollegato dal quadro normativo tanto europeo quanto internazionale. Il ministro della Giustizia, che nelle ultime settimane si segnala per un iperattivismo a mio giudizio eccessivo, ha più volte dichiarato e parrebbe si sia impegnato ad abrogare la norma sull’abuso d’ufficio, persino nell’attuale depotenziato testo, perché disposizione che ingenererebbe, nei pubblici ufficiali e negli incaricati di pubblico servizio, una presunta “paura della firma” che, a sua volta, sarebbe foriera di tremendi ritardi nell’attuazione e realizzazione dei progetti del Pnrr.
di Giovanni Fiandaca
Il Foglio, 4 marzo 2023
Ecco il “processo riparatorio”, dove il dolore conta più dei reati e dove il potere dei pm non ha limiti. Cosa può succedere se il lavoro della giustizia diventa uno strumento “riparatorio”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 marzo 2023
Il difensore di Ernesto Fazzalari, l’avvocato Antonino Napoli, aveva presentato ricorso in Cassazione contestando un precedente giudizio negativo del Tribunale del Riesame. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di sospensione della pena, con contestuale detenzione domiciliare o ospedaliera, per Ernesto Fazzalari, ritenuto il boss della ‘ndrangheta di Taurianova - nella Piana di Gioia Tauro. Detenuto al 41 bis nel carcere di Parma per scontare una condanna a trent’anni di reclusione, Fazzalari risulta affetto da adenocarcinoma del pancreas. Il difensore di Ernesto Fazzalari, l’avvocato Antonino Napoli, aveva presentato ricorso in Cassazione contestando un precedente giudizio negativo del Tribunale del Riesame, secondo cui “il condannato non avrebbe potuto ricevere cure diverse e migliori di quelle praticate in regime di detenzione”.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 4 marzo 2023
I detenuti al carcere duro non possono ascoltare i Cd dei neomelodici, alcuni dei quali raccontano di contesti malavitosi e in contrapposizione aperta con i poteri dello Stato. È legittimo negare ad un detenuto al 41-bis la possibilità di acquistare Cd neomelodici che veicolano messaggi di violenza. Alcuni brani di questo genere musicale, ad avviso dei giudici sono in contrasto con il principio rieducativo della pena teso alla risocializzazione, perché raccontano “di contesti malavitosi e di contrapposizione anche aperta ai poteri dello Stato”. Con questa motivazione il Tribunale del riesame, aveva negato ad un detenuto al regime differenziato la possibilità di acquistare e tenere nella cella i Cd di musica neomelodica. Per la Cassazione un no giustificato. La Suprema corte dichiara, infatti, inammissibile il ricorso di un detenuto per reati di camorra campano, che aveva chiesto l’autorizzazione ad ascoltare questa musica.
di Alessia Rabbai
fanpage.it, 4 marzo 2023
Ci sono sei indagati per la morte nel carcere Mammagialla di Viterbo di Hassan Sharaf. Il 20enne si è impiccato e ha chiesto aiuto. Per il pg non è stato soccorso in tempo.
di Lilina Golia
Corriere della Sera, 4 marzo 2023
A firmarla è il deputato bresciano del Pd Gianantonio Girelli, la soddisfazione del coordinatore regionale della Fp Cgil Calogero Lo Presti. I numerosi appelli sindacali rivolti agli organi istituzionali e ai politici locali, regionali e nazionali, sulle prospettive per la realizzazione del nuovo carcere nella città di Brescia non sono rimasti inascoltati.
- Napoli. Dal carcere di Poggioreale al teatro San Carlo: “Così salviamo i detenuti”
- Milano. Profugo ed ex detenuto diventa un liutaio: “Il mio violino per Battiato”
- Genova. Università in carcere: aule multimediali e sezioni dedicate agli studenti
- Siracusa. Detenuti al lavoro in due scuole: si occuperanno del verde
- Messina. Un laboratorio di fumetto per i detenuti nel carcere di Gazzi









