di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2023
Al detenuto al 41-bis non può essere riconosciuto un diritto incondizionato ai colloqui telefonici e visivi a distanza, con il familiare sottoposto allo stesso regime speciale. L’esigenza di assicurare il diritto a coltivare la relazione con il parente non può, infatti, andare a discapito della sicurezza interna dell’istituto o pubblica.
livesicilia.it, 3 marzo 2023
“Non ci fermeremo finché non saranno individuati i responsabili. Nostro figlio era affidato allo Stato che aveva il dovere di giudicarlo ma anche e soprattutto di proteggerlo. Troppi episodi oscuri intorno al decesso di nostro figlio. Non ci fermeremo, finché venga fatta giustizia e individuati i responsabili della morte di nostro figlio avvenuta in una cella del carcere di Frosinone”.
di Elio Palombi e Alessandro Gargiulo
Il Riformista, 3 marzo 2023
Nella mattinata del 28 febbraio, in compagnia di cari amici, tutti “familiari” di Nessuno tocchi Caino, siamo stati in visita al carcere di Poggioreale. Non è stata una visita di piacere, ovviamente, ma una visita di dolore, un’ispezione dello stato del luogo e dello stato d’animo di detenuti e detenenti.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 3 marzo 2023
Sale la tensione in vista del corteo in solidarietà a Cospito annunciato dagli anarchici domani in città. Cresce l’attesa e la tensione per la manifestazione nazionale convocata domani a Torino dagli ambienti antagonisti in segno di solidarietà ad Alfredo Cospito, l’anarchico in sciopero della fame per protesta contro il 41 bis. Il corteo, che partirà alle 16.30 da piazza Solferino (senza attraversare il centro), potrebbe richiamare un migliaio di anarchici.
di Pierpaolo Lio
Corriere della Sera, 3 marzo 2023
Il sit-in dei manifestanti in solidarietà ad Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto al 41 bis a Opera. Accuse al governo anche per la strage di Crotone. La “tortura di Stato” inflitta all’anarchico Alfredo Cospito, da dieci mesi al 41bis, ma anche la strage di migranti domenica a Crotone. Sono le “accuse” di una trentina di anarchici che risuonano dalle casse posizionate in corso Buenos Aires, a Milano. Dall’altra parte della strada, la sede di Fratelli d’Italia, presidiata da un imponente schieramento delle forze dell’ordine.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 3 marzo 2023
Quattro anni in carcere per associazione mafiosa al 41bis. Carcere duro. Isolamento. Poi grazie all’intervento del difensore, avvocato Stefano Giordano e l’avvocato Valerio Vianello, arriva l’assoluzione. Proprio oggi la Corte d’Appello di Caltanissetta ha accolto oggi l’istanza di revisione presentata dall’Avv. Stefano Giordano nell’interesse del Sig. Antonino Giordano (omonimo, ma non parente del difensore).
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 3 marzo 2023
L’idea di Bruno Palamara, ex detenuto, oggi titolare della impresa interamente dedicata ai familiari che hanno un parente recluso, spesso lontano da casa. Un modo per agevolare il trasporto per i colloqui e un’offerta di sostegno psicologico a distanza: “In carcere si vive colloquio dopo colloquio”.
tempostretto.it, 3 marzo 2023
Un incontro per orientare al lavoro e dare speranza e fiducia ai detenuti. Trovare lavoro con la fedina penale macchiata, magari dopo anni di carcere? È difficile, ma possibile. Ed è forse meno difficile se il carcere dove stai scontando la tua pena è quello messinese di Gazzi. Perché qui, tra le mura della casa circondariale affidata alla direttrice Angela Sciavicco, da anni si lavora per assicurare un futuro diverso a chi passa per le celle. Qui tanti detenuti hanno seguito corsi di formazione professionale, hanno conseguito il diploma e oggi alcuni di loro si preparano alla laurea, grazie alla collaborazione con l’Università di Messina.
tempostretto.it, 3 marzo 2023
Un incontro per orientare al lavoro e dare speranza e fiducia ai detenuti. Trovare lavoro con la fedina penale macchiata, magari dopo anni di carcere? È difficile, ma possibile. Ed è forse meno difficile se il carcere dove stai scontando la tua pena è quello messinese di Gazzi. Perché qui, tra le mura della casa circondariale affidata alla direttrice Angela Sciavicco, da anni si lavora per assicurare un futuro diverso a chi passa per le celle. Qui tanti detenuti hanno seguito corsi di formazione professionale, hanno conseguito il diploma e oggi alcuni di loro si preparano alla laurea, grazie alla collaborazione con l’Università di Messina.
venetonews.it, 3 marzo 2023
Il progetto Kutub Hurra/Un ponte per è indirizzato ai detenuti arabofoni. Si tratta di un’attività già sperimentata da un anno in altre carceri italiane e promossa a Padova dalla Biblioteca, dalle cooperative AltraCittà e Orizzonti e dal Garante dei detenuti, in stretto rapporto con l’associazione “Un ponte per”, che si occupa di programmi di cooperazione e solidarietà internazionale, e l’Association Lina Ben Mhenni, con sede in Tunisia, che rifornirà gratuitamente la biblioteca del Carcere Due Palazzi di libri di autori e autrici arabofoni, scritti nella lingua madre. La presentazione ufficiale dell’iniziativa, con la consegna dei primi 50 libri di letteratura laica araba in lingua originale, cui seguirà la lettura di alcuni brani fatta sia in italiano sia in lingua araba, si terrà in conferenza stampa lunedì 6 marzo 2023, ore 13:30 presso l’Auditorium della Casa di Reclusione di Padova.
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