di Giuseppe Scarpa
La Repubblica, 14 febbraio 2023
Intervista al magistrato: “I vecchi boss che controllavano la Capitale sono stati arrestati o sono più deboli: c’è un vuoto di potere da riempire”. La malavita a Roma come la camorra a Napoli. La criminalità della Capitale cambia pelle, si trasforma e assomiglia sempre di più a quella del capoluogo campano: imprevedibile, mutevole, violenta e costantemente in conflitto. Una condizione che sdogana l’uso spregiudicato della forza a tutti livelli, dai vertici fino alle ultime file. Questa la lettura che Alfonso Sabella - magistrato ed ex assessore alla legalità del comune di Roma ai tempi di Ignazio Marino sindaco - dà degli ultimi fatti di sangue che hanno sconvolto la Città Eterna, compresa una fetta importante del Lazio. Il rapimento di Danilo Valeri in un locale a Ponte Milvio il 22 dicembre, l’assassinio di Thomas Bricca ad Alatri il 30 gennaio, l’omicidio il 3 febbraio a Ostia di Fabrizio Vallo, l’uccisione di un caporal maggiore dell’esercito Danilo Lucente Pipitone venerdì a Centocelle e la gambizzazione, lo stesso giorno, di due ventenni a Morena.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 14 febbraio 2023
È l’inferno in terra. È un luogo disumano. Di uomini privati della libertà personale e di ogni diritto. Non è più vita. È il carcere di Poggioreale, il penitenziario più affollato d’Europa. E lo ha detto bene il presidente della Camera Penale di Napoli Marco Campora che oggi, nella biblioteca Tartaglione del Nuovo Palazzo di Giustizia ha preso parte alla conferenza stampa organizzata da Magistratura Democratica (MD) per illustrare il report della recente visita effettuata insieme con l’associazione Antigone a Poggioreale. “Non c’è possibilità di salvare questo carcere, è una struttura vetusta e inadeguata” ha detto senza mezzi termini Campora. Ma pare che qui nessuno lo capisca, entrare a Poggioreale vuol dire avviarsi a morte. Ce lo ricordano i suicidi dietro le sbarre, solo a Poggioreale nell’ultimo anno si sono tolte la vita 21 persone e si contano anche 267 tentativi di suicidio. E nell’ultimo anno in Italia hanno deciso di uccidersi in cella 82 detenuti. Sono i numeri di una strage, una strage silenziosa che passa in sordina come pure passano in sordina le vite degli ultimi, dei dimenticati, di quelli che tanto stanno in carcere e quindi la loro vita vale sicuramente meno di una persona “libera”.
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 14 febbraio 2023
Il caso di Salvatore Prestifilippo recentemente colpito anche da un ictus e condannato al fine pena mai per un omicidio commesso nell’ottobre del 1981. Per la Cassazione “è ancora pericoloso e in carcere può ricevere le cure e l’assistenza necessarie”.
riminitoday.it, 14 febbraio 2023
Figura istituita dal Consiglio Comunale al fine di promuovere l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile. È uscito il bando per la presentazione delle candidature alla elezione del Garante per i diritti delle persone private della libertà personale, una figura istituita dal Consiglio Comunale al fine di promuovere l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali da parte delle persone private della libertà personale o limitate nella libertà di movimento. Un profilo professionale, dunque, disciplinato, con apposito Regolamento, da funzioni specifiche, requisiti curriculari, modalità di presentazione delle candidature e di elezione, organizzazione dell’ufficio e relazioni istituzionali. È possibile presentare domanda entro le ore 13 del 3 marzo 2023.
Migranti. Lo sbarco selettivo è illegittimo: il tribunale dà torto al governo sul “carico residuale”
di Alessandro Puglia
La Repubblica, 14 febbraio 2023
L’ordinanza è del Tribunale di Catania sul caso della nave Humanity 1. A 35 persone a bordo fu impedito di sbarcare. Il governo Meloni ne vietò lo sbarco, definendo quei 35 naufraghi rimasti sulla nave un “carico residuale”. Ma adesso il tribunale di Catania dà torto all’esecutivo. Lo fa a seguito del ricorso d’urgenza presentato dai naufraghi soccorsi dalla Ong Sos Humanity 1 l’8 novembre 2022 dopo che a 35 di loro non era stato permesso di sbarcare perché “non idonei”. Il tribunale di Catania con un’ordinanza ha dichiarato illegittimo il decreto interministeriale del governo Meloni che prevedeva il cosiddetto “sbarco selettivo”.
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 14 febbraio 2023
Il gup di Roma squarcia il velo dell’ipocrisia ed accoglie la richiesta, avanzata dalla famiglia Regeni, rappresentata dall’avv. Ballerini, di sentire la presidente del Consiglio Meloni ed il ministro degli esteri, Tajani: un modo per verificare il tasso di impostura nelle parole che normalmente i rappresentanti del governo italiano hanno adoperato in questi anni, in sintonia col governo egiziano.
di Murat Cinar
Il Manifesto, 14 febbraio 2023
Privati degli aiuti, vittime di linciaggi e costretti a pagare gli spostamenti che per i turchi sono gratis. La denuncia di ong e sindacati: picchiati da gang nazionaliste ed esclusi dai soccorsi. In Turchia il bilancio cresce sempre di più. I terremoti del 6 febbraio hanno causato la morte di circa 30mila persone. Secondo gli ultimi dati comunicati dalle ong sul territorio, circa 10 milioni di persone hanno subito o subiranno gli effetti di questa catastrofe. La situazione è decisamente difficile per tutti ma forse per i rifugiati ancora di più, soprattutto perché la rabbia dei cittadini si sta indirizzando verso di loro e non verso i veri responsabili.
di Viola Giannoli, Liliana Milella
La Repubblica, 13 febbraio 2023
La richiesta alla Suprema corte di sospendere il 41 bis: “Il carcere duro serve solo a impedire altri reati”. Il detenuto in sciopero della fame è entrato in ospedale rifiutando la sedia a rotelle: “Scusate per il disturbo”. L’unico a non aver letto il parere del procuratore generale della Cassazione su Alfredo Cospito, che di fatto lo libera dal 41 bis, è Carlo Nordio. Lo leggerà solo oggi, se lo riceverà nel suo ufficio di via Arenula.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 13 febbraio 2023
Il pg in vista dell’udienza del 24 febbraio: “Mancano le basi fattuali dei collegamenti con l’organizzazione”. Va ripensato il 41bis per Alfredo Cospito, il terrorista anarchico-insurrezionalista che sta portando avanti uno sciopero della fame da 115 giorni. Questa in sintesi la posizione della procura generale della Cassazione, in vista dell’udienza del 24 febbraio, dopo avere esaminato il ricorso della difesa e l’ordinanza del tribunale di Sorveglianza di Roma che aveva confermato il carcere duro a Cospito per i prossimi 4 anni.
di Donatella Stasio
Il Dubbio, 13 febbraio 2023
Il ministro Nordio che smarrisce il suo teorico garantismo, i Pm che mostrano il volto del “diritto mite”, e il governo Meloni che fa un uso improprio della faccia feroce per fini elettorali. Si alza il sipario sui ruoli giocati finora nel caso Cospito e si scopre che i Pm sono ben più garantisti del guardasigilli. Giovanni Melillo, che guida la Procura antimafia e antiterrorismo, e Piero Gaeta, Avvocato generale presso la Corte di cassazione, hanno dato a Nordio una lezione con la loro interpretazione “mite” del diritto, che non è né rinuncia né rassegnazione ma, al contrario, applicazione saggia e responsabile delle regole nei casi difficili della vita. È questa la strada che trasforma il diritto in giustizia e che avrebbe potuto/dovuto portare il ministro a revocare il 41 bis - con trasferimento al circuito dell’Alta sicurezza - per l’anarchico Alfredo Cospito, da 116 giorni in sciopero della fame e da sabato ricoverato all’ospedale San Paolo di Milano. Una soluzione “mite”, appunto, ma purtroppo incompatibile con la gestione esasperatamente politica di questa vicenda (almeno fino alle elezioni regionali), che contribuisce ad alzare il livello di tensione e di esposizione al rischio della collettività. Un braccio di ferro tragico e malinconico.
- Azzariti: “Il 41 bis è una forzatura della civiltà, lo Stato decida o cede ai ricatti”
- Cacciari: “Nordio mi stupisce. Lo conoscevo come garantista, non si tortura un uomo così”
- In isolamento prolungato il cervello si deteriora: un rischio che corrono i carcerati al 41 bis
- Evitare l’evitabile: una scelta di umanità per Cospito
- Decade prima il 41 bis o cade prima Cospito?









