di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 6 febbraio 2023
L’annuncio di Nordio di voler intervenire per evitare la pubblicazione di quelle irrilevanti ha scatenato durissime reazioni. Come ricordato nei giorni scorsi in una intervista da parte dell’ex ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick, la riforma delle intercettazioni voluta dal Guardasigilli Andrea Orlando, che ben si proponeva di introdurre un limite alla loro pubblicazione selvaggia, non sarebbe mai stata applicata fino in fondo.
di Giuseppe Panissidi
micromega.net, 6 febbraio 2023
“I mafiosi non vogliono morire in prigione”. La considerazione, che potrebbe apparire scontata e banale, circola da qualche giorno con insistenza negli ambienti giudiziari dell’anti-mafia. In realtà, essa sottende una verità profonda. Al di là dell’intrigante previsione dell”intraneo Salvatore Baiardo sull’arresto, nonché delle puntuali e immancabili tesi complottiste, l’epilogo della trentennale latitanza dell’uomo delle stragi interroga la coscienza civile, ancor prima che politica, di tutti e di ciascuno.
di Riccardo Di Blasi
orticalab.it, 6 febbraio 2023
L’avvocato Giovanna Perna racconta l’esperienza de “Il lampione della cantonata”. Pochi giorni fa la costituzione della cabina di regia. Con la riforma Cartabia ogni distretto di Corte d’Appello dovrà avere un centro di giustizia riparativa: “La galera non basta a ricucire ciò che si rotto e non responsabilizza il detenuto. Con l’incontro tra vittima e colpevole, si avvia un percorso che riduce la recidiva, supera gli odi e pacifica la società”
di Michele Andreucci
Il Giorno, 6 febbraio 2023
La garante Valentina Lanfranchi scriva al ministro Nordio: “Servono interventi urgenti”. Il tempo in cui, per la qualità della vita e i servizi offerti, era considerata l’Hilton delle carceri italiane è solo un ricordo. Ora anche la casa circondariale di Bergamo deve fronteggiare una vera emergenza: il sovraffollamento delle celle, problema da cui ne discendono molti altri, come le difficoltà del personale con organici sottodimensionati e l’aumentare dei detenuti con problemi sanitari o psichiatrici.
di Rosella Redaelli
Corriere della Sera, 6 febbraio 2023
L’hanno realizzata gli stessi detenuti. I libri sono arrivati grazie a una campagna di sensibilizzazione lanciata nel dicembre 2019 dai club di servizio Inner Wheel di Monza, Fidapa Modoetia Corona Ferrea e Soroptimist International.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 6 febbraio 2023
Per l’inaugurazione dell’anno accademico del Polo universitario penitenziario di Rossano, tenutasi il 2 febbraio nel teatro della casa di reclusione calabrese, gli organizzatori hanno scelto una cerimonia informale centrata sulla promozione dei valori legati alla cultura della legalità e aperta alla partecipazione, insieme ai detenuti, di scolaresche, studenti universitari e volontari.
linchiestaquotidiano.it, 6 febbraio 2023
Al Palazzo della Cultura di Cassino, martedì 7 febbraio alle ore 18,30, è in programma l’evento organizzato dalle associazioni Dike e Città Futura, sarà occasione per parlare del sistema carcerario, della funzione rieducativa prima ancora che risocializzante, che gli istituti penitenziari devono svolgere.
ferraratoday.it, 6 febbraio 2023
Martedì alle 17.30 presso la libreria Libraccio è in programma il primo appuntamento della nuova edizione de ‘I Libri della Ragione’. Stefano Anastasia presenta il suo volume ‘Le pene e il carcere’ e discute di un argomento mai così attuale con due docenti di Unife, Stefania Carnevale e Andrea Pugiotto.
di Paolo Colonnello
La Stampa, 6 febbraio 2023
Due penalisti usano la lente di ingrandimento dello scrittore siciliano per valutare lo stato di salute di uno dei pilastri della nostra democrazia. Davvero non c’è nulla di più attuale delle riflessioni di Leonardo Sciascia in tema di giustizia, tutt’ora imprescindibili per comprendere la realtà dei tribunali che si nasconde dietro liti e polemiche finendo per rendere incomprensibile la materia a chi poi, a questa materia, spesso soccombe: il popolo.
di Silvia Renda
huffingtonpost.it, 6 febbraio 2023
Mancanza di giudizio critico e partigianeria, fattori generalmente citati come causa della diffusione della disinformazione online, non sono le uniche motivazioni, anzi. C’entra molto l’abitudinarietà.
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