di Luisa Morbiato
Il Gazzettino, 4 febbraio 2023
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, ieri mattina, 3 febbraio, ha fatto visita alla Casa di reclusione Due Palazzi. È arrivato con la scorta. Un provvedimento assunto per proteggere la sua incolumità, dopo le minacce ricevute dagli anarco insurrezionalisti. Il loro leader è Alfredo Cospito, l’anarchico pescarese rinchiuso nel penitenziario di Sassari da dove sta attuando lo sciopero della fame contro il 41 bis, il carcere duro.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 4 febbraio 2023
Occorre mettere fine a condizioni inaccettabili per bambini e bambine figli di detenuti. Oggi nell’Istituto a custodia attenuata per detenute madri a Lauro, nell’Avellinese, dove attualmente sono ristrette 10 detenute e 11 bambini, il Garante Campano dei detenuti Samuele Ciambriello, accompagnato dal suo staff, dalla direttrice del carcere Concetta Felaco, ha promosso una giornata particolare.
di Marina Lomunno
Avvenire, 4 febbraio 2023
Al riformatorio “La Generala”, oggi l’istituto penale minorile (Ipm) “Ferrante Aporti”, don Giovanni Bosco inventò il suo sistema preventivo e gli oratori visitando, su invito del suo padre spirituale don Giuseppe Cafasso, i ragazzi “discoli e pericolanti” della Torino dell’Ottocento.
di Silvia Morosi
Corriere della Sera, 4 febbraio 2023
La Polizia penitenziaria di Opera ha dato vita a una band (in uniforme) di musica leggera. Concerti benefici per malati, anziani e in generale per chi vive momenti di sofferenza. Compagni di lavoro e anche di passione: per il canto. A fine 2017 è nata l’idea di mettere a frutto il talento e la preparazione di alcuni membri della Polizia penitenziaria del carcere di Opera per dare vita a una band musicale. In occasione di una delle tante iniziative promosse per Natale, destinate al personale e alle famiglie, al Conservatorio, “ho chiesto che al concerto dei musicisti professionisti potesse essere affiancato, in coda, qualche brano eseguito dai colleghi in uniforme”, racconta Amerigo Fusco, comandante della casa di reclusione di Milano Opera. Da allora sono nati i Blue Voice, un gruppo di uomini e donne in divisa che si incontrano nei momenti liberi, dopo il lavoro, per cantare insieme e preparare dei concerti da offrire per beneficenza, nella sala musica della caserma.
di Eugenio Arcidiacono
Famiglia Cristiana, 4 febbraio 2023
Esce il 9 febbraio “Don Roberto Malgesini. Non c’è pace senza perdono” (San Paolo), il libro dell’ex detenuto Zef Karaci in cui racconta come gli incontri con il sacerdote ucciso a Como nel 2021 gli abbiano cambiato la vita.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 4 febbraio 2023
La tragedia nel Canale di Sicilia. La Guardia costiera ne salva 42 in zona Sar maltese: in viaggio da sabato senza viveri. Il dramma della donna che, morendo, ha lasciato scivolare in mare il suo neonato. L’ong tedesca Sea eye ne intercetta 109 ma per due migranti è tardi. Il Viminale prima li indirizza a Pesaro e poi a Napoli.
di Karima Moual
La Stampa, 4 febbraio 2023
Sono morti di fame e di freddo, mentre nel buio abissale della notte speravano di trovare la salvezza, pregando in direzione di qualche lontanissima stella. Soli davanti all’immensità del mare, davanti a un’Europa avida e distante che sulla tragedia che continua a segnare i suoi confini continua a tenere spente le luci della speranza.
La Stampa, 4 febbraio 2023
“Parlano di collaborazione, ma tornano sempre a mani vuote”. “Sette anni. Chissà cos’hanno tutti da nascondere per ostacolare la verità con tanta oltraggiosa determinazione. Abbiamo i nomi, abbiamo i volti di quattro tra i molti artefici di ‘tutto il male del mondo’. Ci manca la loro elezione di domicilio per celebrare finalmente un processo in Italia”.
di Fabiana Magrì
La Stampa, 4 febbraio 2023
Scarcerato su cauzione dopo oltre 200 giorni di cella, era condannato a sei anni. Jafar Panahi sorride emozionato, stretto nell’abbraccio dei suoi cari all’uscita dal carcere di Evin a Teheran, nella foto twittata dal quotidiano riformista Sharagh. Quarantotto ore dopo aver iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la sua condanna a sei anni, dopo oltre 200 giorni in cella, il regista iraniano è stato rilasciato e appare in buona salute. Non ci sono stati commenti immediati da parte della magistratura ma il Centro indipendente per i diritti umani in Iran (l’Ong con sede a New York) e gli avvocati di Panahi, Yusef Moulai e Saleh Nikbakht hanno fatto sapere che si tratta di libertà su cauzione. Poco dopo, Tahereh Saidi ha postato su Instagram una foto con il marito, a bordo dell’automobile con cui sono tornati a casa insieme. La notizia è stata accolta con gioia dalla comunità cinematografica globale che da mesi si batteva per la liberazione di Panahi, tanto che anche il mensile francese Cahiers du cinéma, ricevuto lo scatto da Panah, il figlio del regista, divulgato su Twitter l’immagine che immortala il sollievo di una famiglia che si ricongiunge.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 3 febbraio 2023
C’è da augurarsi che, comunque si concluda, il caso Cospito - che questo giornale ha sollevato tra i primi all’attenzione di tutta l’opinione pubblica - serva ad aprire, come la sua gravità imporrebbe, una seria discussione sullo stato del nostro diritto penale. Dai dibattiti parlamentari non sembra proprio emergere una simile, lodevole intenzione.
- Caso Cospito. Una riflessione sul 41 bis e le sue applicazioni
- Gherardo Colombo spiega perché - oltre e meglio di Cospito e Riina - lui è contro il 41 bis
- Divieti e vessazioni gratuite: cosa c’è di illegittimo nel 41 bis
- Le conseguenze del “partito della fermezza” sul 41-bis della sinistra
- Cospito resti al 41 bis: il parere del procuratore Saluzzo al ministro Nordio









