di Conchita Sannino
La Repubblica, 20 gennaio 2023
Anche in Parlamento la destra si divide sulle dichiarazioni del ministro: “Un errore inimicarci proprio adesso il fronte dell’antimafia”. Contenere la “bomba” Nordio. “Com’è possibile aver fatto questo capolavoro, cioè inimicarsi il fronte antimafia nella settimana in cui la giustizia in Italia scrive una pagina storica?”, si sfoga un senatore FdI. Ovattare le provocazioni del Guardasigilli con l’elmetto. Era difficile, in effetti, segnare un colpo come la cattura di Matteo Messina Denaro e contemporaneamente accendere la contrarietà di magistrati e antimafia civile intorno al progetto del ministro della Giustizia di “una revisione profonda dello strumento delle intercettazioni”, obiettivo mai nascosto da parte dell’ex toga veneta, ma rilanciato e dettagliato con “lezioni” somministrate ai pm, prima dal Senato, poi ieri dalla Camera, proprio nelle ore di una temporeanea, non scontata vittoria comune.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 20 gennaio 2023
Per il ministro vanno bene quelle dei servizi e quelle senza controllo del giudice, non le ordinarie. Nel suo discorso di ieri alla camera è tornato alla carica. Abbiamo sentito i pareri del professore ex consigliere di Cartabia, Gian Luigi Gatta e del magistrato di Md Stefano Celli.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 20 gennaio 2023
Mentre si discute dell’ipotesi di una stretta per le procure, con la manovra finanziaria è passato sotto silenzio un emendamento che esclude le operazioni del Sisde dall’area del comparto giustizia. Cdm approva le modifiche alla riforma Cartabia.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 20 gennaio 2023
Oggi le intercettazioni sono consentite per cercare prove di qualsiasi reato punito con il massimo di 5 anni, cioè quasi tutti, il che ha portato a una espansione incredibile degli ascolti. Per il 5 stelle Scarpinato intervenire sulle intercettazioni sarebbe “una restaurazione dell’assetto precostituzionale”. È vero il contrario: è il loro l’uso indiscriminato che contrasta con il principio fondamentale della libertà della persona.
di Pier Luigi del Viscovo
Il Giornale, 20 gennaio 2023
Ridurre il tema delle intercettazioni a uno scontro tra manettari e simpatizzanti dei delinquenti è la mortificazione della civiltà sociale e giuridica. La gogna sulla pubblica piazza non è l’atto finale della giustizia, ma solo l’appagamento della peggiore anima popolare.
di Liana Milella
La Repubblica, 20 gennaio 2023
Intervista alla presidente leghista della Commissione giustizia del Senato: “Sono contro il blackout informativo, ma la divulgazione di conversazioni private e penalmente irrilevanti, o di frasi decontestualizzate, è un’altra cosa”.
di Liana Milella
La Repubblica, 20 gennaio 2023
Il Guardasigilli a Montecitorio tiene il punto sulle intercettazioni: “Solo per mafia, terrorismo e reati satellite”. Il Terzo polo apprezza. Polemiche da Pd e 5S : “Crociata che indebolisce la lotta ai clan”. Via libera in cdm alle modifiche sulla Cartabia.
di Antonio Bravetti
La Stampa, 20 gennaio 2023
Il ministro della Giustizia va anche all’attacco dell’Antimafia. Carlo Nordio insiste: sulle intercettazioni il governo “interverrà radicalmente”. Dopo il passaggio di mercoledì in Senato, il Guardasigilli si presenta alla Camera per ribadire, precisare, ribattere e attaccare, “perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Prende gli applausi della maggioranza, si attira le critiche dell’opposizione, incassa l’apertura di credito del Terzo Polo. “Non toccheremo le intercettazioni per mafia e terrorismo - rassicura - e nemmeno quelle per i reati “satellite”, ma “se non interverremo sugli abusi delle intercettazioni cadremo in una democrazia dimezzata”, perché “la segretezza delle informazioni è l’altra faccia della nostra libertà”. Il Parlamento “non sia supino e acquiescente a quello che sono le affermazioni dei pubblici ministeri”, dice in un passaggio che scatena l’indignata protesta delle opposizioni. “Parli in modo più consono, siamo tutti teste pensanti”, reagisce il leader M5S Giuseppe Conte. E nei giorni della cattura del boss Matteo Messina Denaro, il ministro ricorda gli “errori giudiziari” che hanno portato a processo gli ex generali Mario Mori e Gianpaolo Ganzer, assolti dopo anni di gogna mediatica, “con la carriera rovinata e senza che nessuno li abbia risarciti”.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 20 gennaio 2023
Il procuratore di Trapani: “Davvero ha detto così? Mi pare che il dibattito stia scivolando su luoghi comuni, fino a trattare l’Italia come la Danimarca, e noi pubblici ministeri come una specie di associazione a delinquere”. Dopo una vita da pm antimafia a Palermo e Caltanissetta, Gabriele Paci da un anno e mezzo è procuratore di Trapani, il feudo di Messina Denaro.
La Repubblica, 20 gennaio 2023
Il Consiglio dei ministri corregge la norma sulla necessità della querela. La decisione dopo la scarcerazione di tre boss accusati di lesioni. Procedibilità d’ufficio per tutti i reati nei casi in cui ricorre l’aggravante mafiosa o di terrorismo. E possibilità in tutti gli altri casi di procedere all’arresto in flagranza, anche senza la querela delle vittime del reato, purché questa sia acquisita entro 48 ore. Dopo l’allarme della magistratura sul rischio di scarcerazioni e impunità per una serie di reati divenuti o che erano già perseguibili a querela, il governo corre ai ripari con un disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e approvato dal Consiglio dei ministri. Un intervento “chirurgico e mirato”, come lo aveva definito in mattinata Nordio alla Camera, non solo sulla riforma Cartabia, di cui il ministro apprezza la direzione complessiva, ma su tutte le norme precedenti che nel tempo hanno reso perseguibili solo su denuncia della vittima alcuni reati, pur in presenza dell’aggravante mafiosa e terroristica. Una sessantina in tutto, di cui sette introdotti dall’ultima riforma.
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