di Simonetta Sciandivasci
La Stampa, 20 gennaio 2023
La giornalista Selvaggia Lucarelli: “Gli adulti sono dipendenti dai follower, non i ragazzi. Senza piattaforme saremo lo stesso scemi, ma con più tempo libero”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 20 gennaio 2023
La visita di Tajani e Piantedosi a Tunisi ricalca sempre lo stesso copione. E dare altri fondi non servirà. Costo totale del fallimento solo per il governo italiano: 47 milioni dal 2014 a oggi per il controllo dei confini.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 20 gennaio 2023
“Al freddo, senza potersi lavare e con la luce accesa. Ha visto la figlioletta solo due volte”. Nelle mani dello Stato belga, Eva Kaili, l’ex vicepresidente del Parlamento europeo arrestata in flagranza per corruzione nell’ambito della maxi inchiesta “Qatargate”, sarebbe stata sottoposta a trattamenti inumani e degradanti. Anzi, secondo i sui legali si sarebbe trattato di vera e propria “tortura”. Lo hanno affermato ieri gli avvocati Michalis Dimitrakopoulos e André Rizopoulos poco prima che il tribunale di Bruxelles decidesse di confermare la custodia cautelare inflitta all’eurodeputata greca, negandole i domiciliari e il braccialetto elettronico, perché secondo la Corte sussistono i rischi di fuga e inquinamento delle prove. In carcere dal 9 dicembre scorso, l’esponente del Movimento Socialista Panellenico (che si dichiara innocente) ha potuto vedere sua figlia di 23 mesi “solo due volte”, e a questo punto non potrà vederla di nuovo “fino al mese prossimo”, riferiscono ancora i legali. Che spiegano: “In Belgio l’unica regola che permette ufficialmente di vedere la propria figlia in prigione è per i condannati, non per la carcerazione preventiva”.
di Jacopo Storni
Corriere della Sera, 20 gennaio 2023
L’appello al Corriere della fidanzata Sonia: “Ha problemi di salute, aiutateci. Deve essere scarcerata”. Il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury: “Rischia fino a dieci anni di carcere”.
di Vittorio Mezzi
Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2023
Il Parlamento europeo “esorta le autorità marocchine a rispettare la libertà dei media e a garantire processi equi ai giornalisti imprigionati”. Con una risoluzione approvata a larga maggioranza (356 voti a favore, 32 contrari e 42 astenuti) durante la seduta del 19 gennaio, l’Eurocamera condanna, per la prima volta dal 1994, la condotta assunta dalle autorità di Rabat nei confronti di giornalisti e attivisti politici in aperta violazione dei diritti fondamentali e dell’accordo di associazione Ue-Marocco. Passa anche l’emendamento, presentato dal gruppo delle sinistre, che esprime “profonda preoccupazione” per le accuse secondo cui le autorità di Rabat avrebbero corrotto alcuni eurodeputati e chiede per i rappresentanti del Marocco “l’applicazione delle stesse misure applicate ai rappresentanti del Qatar”: tra queste lo stop all’accesso dei delegati dei due Paesi coinvolti nel caso.
di Mattia Feltri
La Stampa, 19 gennaio 2023
Ricordo quand’ero bambino e nell’acqua della Pianura Padana c’era in eccesso non so più quale sostanza nociva. Allora si cambiò la legge, si innalzarono i limiti di tolleranza e la stessa acqua, all’indomani, era diventata potabile. Non so se il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si sia ispirato a quell’estroso legislatore quando - nell’intervista di ieri alla Stampa - progetta di cambiare la Costituzione per reintrodurre l’ergastolo ostativo nelle stesse forme che erano state dichiarate incostituzionali.
di Gaetano Silvestri*
La Stampa, 19 gennaio 2023
Come cittadino fedele alla Repubblica ed osservante delle sue leggi ho salutato con soddisfazione l’arresto di un capo-mafia ricercato da trent’anni e ritenuto responsabile di orrendi delitti oltre che di un continuo inquinamento della vita economica e istituzionale della Nazione. Risponderà dei suoi atti nei termini stabiliti dalle norme vigenti e pagherà il suo debito con la collettività, scontando le pene che si è meritato. Anch’io, come tutti i cittadini, sono grato ai magistrati e alle forze di polizia che hanno conseguito questo importante risultato, che segna una netta riaffermazione della legalità contro il crimine.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 19 gennaio 2023
Il garante Mauro Palma: “Non è più lo strumento iniziale”. Fratoianni: “Non basta”. Più del 41bis potrà la cultura del diritto: è su questa strada che si vince la lotta alla mafia. Il concetto è chiaro e ineccepibile, ma difficile da far passare mentre va in onda a reti unificate la retorica del carcere duro rinvigorita dall’arresto di Matteo Messina Denaro, trasferito nel carcere ad alta sicurezza delle Costarelle, a L’Aquila, dove sono rinchiusi in celle singole 159 dei 749 detenuti sottoposti al regime di 41bis, tra cui i grandi mafiosi e terroristi non pentiti, dalla brigatista Nadia Lioce ai boss Leoluca Bagarella, Raffaele Cutolo, Felice Maniero e Francesco Schiavone.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 19 gennaio 2023
Intervista al professore Marco Ruotolo sull’ipotesi, lanciata da Piantedosi, di cambiare la Carta in nome della lotta alla criminalità organizzata: “L’articolo sulle pene è un principio supremo. Sarebbe un grave errore parametrare tutta la legislazione penale sulle esigenze del contrasto alla mafia”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 gennaio 2023
Il tema del divieto della sessualità in carcere sarà nuovamente sollevato davanti alla Corte Costituzionale. Ma questa volta con argomentazioni diverse che prima non erano state prese in considerazione. A sottoporre la questione di legittimità innanzi alla Consulta sul divieto ai detenuti, derivante dall’applicazione dell’articolo 18 dell’Ordinamento penitenziario, di fare sesso con i loro partner, in quanto tale divieto potrebbe colpire i diritti costituzionali, è il magistrato di sorveglianza di Spoleto Fabio Gianfilippi.
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