di Lorena Fornasir
Il Manifesto, 14 gennaio 2023
A Trieste, da tre anni e ogni giorno, un carrello colorato, pieno di bende e pomate, si fa testimone di queste vite offese nel fisico che i confini ci restituiscono a pezzi. Un “non luogo” di frettoloso passaggio verso la stazione dei treni o degli autobus, che sorgono affiancate, è diventato il Luogo della Cura. Sono quasi tre anni di presenza quotidiana per dare corpo a questa pratica: la Cura è incontro di corpi, “un corpo chiama, un corpo risponde”. Evento assai raro nelle nostre società, dove non siamo il nostro corpo ma abbiamo un corpo che riceviamo dallo Stato con la carta d’identità, configurato dall’industria della moda, dello sport, dall’apparato sanitario, dal turismo, dalle innumerevoli abitudini che hanno tutte uno sfondo commerciale.
di Giacomo Talignani
La Repubblica, 14 gennaio 2023
Il sultano bin Ahmed Al Jaber, Ceo della Abu Dhabi National Oil Compan, dirigerà la prossima conferenza dell’Onu che si terrà negli Emirati Arabi Uniti. Il Climate Action Network International: “Non può esserci posto per gli inquinatori in una conferenza sul clima, men che meno presiedere una COP”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 14 gennaio 2023
I dati del 2022 raccolti dall’associazione “Mapping Police Violence”: 1.176 i morti. Due terzi delle vittime non stava commettendo reati. Boom di episodi nelle zone rurali.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 14 gennaio 2023
Pena capitale per Arshia Takdastan, 18 anni, e Mehdi Mohammadi Fard, 19 anni. Arrestata all’aeroporto di Teheran la giornalista Nasim Soltanbeigi. La notte dello scorso 21 settembre la città Nowshahr, nella provincia settentrionale di Mazandaran, fu teatro di scontri tra forze di sicurezza e dozzine di giovani che protestavano per la morte di Mahsa Amini avvenuta mentre era detenuta dalla polizia morale.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 14 gennaio 2023
Il 9 gennaio, con un voto unanime, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha rinnovato per un altro semestre il meccanismo transfrontaliero che consentirà l’arrivo di aiuti umanitari indispensabili nel nordovest della Siria attraverso il confine con la Turchia. Poiché il governo di Damasco continua a ostacolare la consegna degli aiuti nelle zone della Siria che non sono sotto il suo controllo, la sopravvivenza di almeno quattro milioni di persone che risiedono nella parte ancora controllata dall’opposizione dipende da quel meccanismo, istituito nel 2014 con la risoluzione 2165.
di Francesco Bei
La Repubblica, 13 gennaio 2023
L’anarchico è in sciopero della fame da 86 giorni contro il 41 bis: “No al carcere duro, vado avanti anche se sarà la mia ultima battaglia”. Alfredo Cospito è un duro. La sua carriera militare (e criminale) parla per lui.
di Raphael Zanotti
La Stampa, 13 gennaio 2023
Da oltre due mesi fa sciopero della fame. L’avvocato Flavio Rossi Albertini, difensore di Alfredo Cospito, l’anarchico in sciopero della fame da oltre due mesi per protesta contro la misura del carcere duro disposta nei suoi confronti per quattro anni, ha presentato questa mattina l’istanza di revoca del 41 bis al ministro della Giustizia, Carlo Nordio. In base a quanto riferisce il difensore, “l’istanza è fondata su fatti nuovi, non sottoposti alla cognizione del tribunale di sorveglianza di Roma” che nelle scorse settimana ha respinto un reclamo della difesa. Nella istanza si fa riferimento a “motivazioni di una sentenza depositata dopo la decisione del tribunale capitolino”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 gennaio 2023
Serracchiani, Orlando, Lai e Verini incontrano l’anarchico in sciopero della fame al 41 bis di Sassari. Dopo la visita del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, ieri mattina Alfredo Cospito, l’anarchico rinchiuso a Sassari al 41 bis e da oltre 80 giorni in sciopero della fame, ha ricevuto anche quella di una delegazione del Partito Democratico composta da big come Debora Serracchiani, i deputati Andrea Orlando e Silvio Lai, il senatore Walter Verini. L’iniziativa nasce in seguito all’appello pubblicato da un folto gruppo di giuristi e intellettuali per chiedere al ministro Nordio di revocare il carcere duro a Cospito, essendo in pericolo la sua stessa vita. “Pensavamo fosse importante venire a verificare le condizioni di salute di questa persona e ascoltare le sue ragioni, come facciamo sempre visitando le carceri del Paese. C’è poi un tema legato alla pena comminata: noi sottolineiamo che esiste l’articolo 27 della Costituzione e pensiamo che vada applicato fino in fondo”: ha detto al termine della visita la Serracchiani. “Siamo venuti per verificare le condizioni di salute di Cospito, ma anche le condizioni di questo istituto, abbiamo parlato a lungo con la direttrice e con il personale, c’è sicuramente una situazione di mancanza di risorse su cui occorre intervenire velocemente”, ha aggiunto Serracchiani. “Il lavoro che dobbiamo fare noi legislatori è quello di verificare sul campo che vengano applicate le norme e prendere tutte le iniziative legislative necessarie per migliorare la vita di chi lavora in carcere e di chi è detenuto in carcere, garantendo l’attuazione completa della Costituzione”, ha concluso la parlamentare.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 13 gennaio 2023
L’ex Guardasigilli e la capogruppo Pd Serracchiani incontrano nel carcere di Sassari l’anarchico in sciopero della fame da 75 giorni. “Va impedito che una persona muoia. E semmai verificare se vi siano altri strumenti per interdire la comunicazione dei detenuti con l’esterno. Il carcere duro rimanga per i mafiosi”.
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 13 gennaio 2023
La ‘ndrangheta ha perso (da tempo) il mito della impenetrabilità, si moltiplicano i collaboratori di giustizia, cioè gli affiliati che decidono di affidarsi allo Stato, raccontando quello che sanno. L’ultimo caso (noto) è stato puntualmente descritto in un lungo e documentato articolo di Davide Milosa su ilfattoquotidiano.it e riguarda un personaggio appartenente alla ignobile aristocrazia mafiosa trapiantata al Nord, trattasi del “picciotto” Rosi Barbaro, strettamente imparentato con i Papalia di Buccinasco.
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