di Enzo Sossi*
elbareport.it, 29 dicembre 2022
Una provocazione. In Italia ci sono 17 carceri minorili con 391 detenuti di cui 10 donne minorenni. Facendo di conto circa 23 per istituto, a Bari sono in 8.
di Giusy Santella
mardeisargassi.it, 29 dicembre 2022
Chiunque abbia sfogliato i giornali in questi giorni si sarà trovato di fronte a una notizia scritta più o meno così: sono evasi sette detenuti dal carcere minorile di Milano. Sette persone si sono sottratte alla custodia dello Stato. Sette giovani ragazzi hanno approfittato dei lavori che interessano l’istituto ormai da tempo per tentare la fuga, per alcuni di loro conclusasi dopo appena poche ore.
di Lorenzo Sangermano
La Repubblica, 29 dicembre 2022
35 milioni di tagli al Dap, sblocco di mille agenti in quattro anni e fondi per l’edilizia. Il sindacato degli agenti penitenziari Uilpa: “Esterrefatti e increduli della manovra”. Cucchi (AVS): “Al peggio non c’è mai fine”, Magi (+Europa): “Per loro il carcere non è reinserimento, ma afflizione ed espiazione”.
di Enrico Sbriglia*
oralegalenews.it, 29 dicembre 2022
Ogni giorno, all’interno delle carceri italiane, numerosissime leggi sono letteralmente violate e non c’è, probabilmente, nessuna realtà penitenziaria che possa per davvero tirarsi fuori. Né giova la circostanza che tale situazione cronica sia, verosimilmente, addebitabile a tutte quelle forze politiche che, da sole o in costretta comitiva, hanno esercitato il potere esecutivo dal 1975 (anno della grande riforma penitenziaria) ad oggi.
di Iuri Maria Prado
linkiesta.it, 29 dicembre 2022
Per i partiti al governo la violenza e l’illegalità del carcere sono considerate il congruo corrispettivo dovuto alle canaglie, mentre Pd e Cinquestelle vogliono applicare le cure carcerarie con equanime trasversalità sociale: più catene per tutti.
di Simona Musco
Il Dubbio, 29 dicembre 2022
Seduta fiume e caos: ad annunciare la tagliola ci pensa il ministro Ciriani: “Falliti i tentativi di mediazione”. La Camera ha confermato la fiducia al governo, con 206 sì contro 145 no. Una votazione che ha richiesto tre chiame e che si è chiusa con la polemica per l’annuncio del ministro per i Rapporti col Parlamento Luca Ciriani del ricorso alla ghigliottina sul decreto Rave, dal momento che “tutti i tentativi per trovare una mediazione sono falliti”. “L’opposizione intende andare allo scontro in maniera irragionevole - ha annunciato a “Oggi è un altro giorno”, su Rai Uno -, dovremo per forza ricorrere a questo strumento”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 29 dicembre 2022
Da Costa (Azione) un ordine del giorno, accolto dal governo, che impegna lo stesso esecutivo a reintrodurre la norma sull’estinzione dei reati soppressa dall’ex guardasigilli 5stelle. Cancellare la riforma Bonafede per tornare alla prescrizione sostanziale in tutti i gradi di giudizio della riforma Orlando. È questa la proposta del gruppo Azione-Italia Viva, che ha presentato un ordine del giorno per rimuovere “le criticità attuali derivanti dalla “Spazzacorrotti”“, ha spiegato Enrico Costa, primo firmatario della proposta contro il “fine processo mai” e attuale presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio.
di Liana Milella
La Repubblica, 29 dicembre 2022
Prescrizione, si torna alla legge Orlando. E si cancella la Bonafede. Non più la prescrizione bloccata definitivamente dopo il primo grado, con il meccanismo della improcedibilità in Appello inventata dall’ex Guardasigilli Marta Cartabia, ma la vecchia e storica prescrizione che dura fino al terzo grado di giudizio e, se il processo è lento, lo porta direttamente all’estinzione.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 29 dicembre 2022
L’utilizzo di questa norma non è il fallimento della pretesa punitiva dello Stato. Ma dell’obbligatorietà dell’azione penale, che concede potere illimitato ai pm. La prescrizione è il risultato di un fallimento. Non, come si legge nei testi giuridici, della pretesa punitiva dello Stato. Ma dell’obbligatorietà dell’azione penale.
di Giovanni Galli
Italia Oggi, 29 dicembre 2022
Si estende la platea dei soggetti nei confronti dei quali la Guardia di finanza ha la facoltà di procedere ad indagini fiscali e patrimoniali, ricomprendendovi tutti i detenuti ai quali sia stato applicato il regime carcerario previsto dall’art. 41-bis. E’ una delle novità contenute nel decreto legge 31 ottobre 2022, n. 162, recante misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia, nonché in materia di entrata in vigore della riforma del processo penale, di obblighi di vaccinazione anti SARS-COV-2 e di prevenzione e contrasto dei rave party, sul quale la Camera ha confermato ieri la fiducia al governo con 206 voti a favore, 145 contrari e tre astenuti. In merito ai raduni illegali si prevede che chiunque organizzi o promuova l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento, è punito con la reclusione da tre a sei anni e la multa da euro 1.000 a euro 10.000, quando dall’invasione deriva un concreto pericolo per la salute pubblica o per l’incolumità pubblica a causa della inosservanza delle norme in materia di sostanze stupefacenti ovvero in materia di sicurezza o di igiene degli spettacoli e delle manifestazioni pubbliche di intrattenimento. L’articolo 6 del dl rinvia dal 1° novembre 2022 al 30 dicembre 2022 l’entrata in vigore del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, di attuazione della delega per la riforma del processo penale, mentre viene ridefinita la disciplina relativa alla concessione dei benefici su detenuti e internati, con riferimento ai delitti commessi “per terrorismo” e per i “reati di mafia”: ai benefici penitenziari sono ammessi anche i condannati per reati contro la p.a., anche se non hanno collaborato con la giustizia. Sospese infine le sanzioni ai no vax e riaperte le porte degli ospedali a medici e infermieri non vaccinati.
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