di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 14 dicembre 2022
L’ex presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, sta morendo. Una settima fa il protagonista della “Rivoluzione delle rose” del 2004 è stato avvelenato (si veda Il Dubbio del 6 dicembre). Sono state ritrovate nel suo corpo tracce di mercurio e arsenico. La notizia ha fatto il giro del mondo in pochissimo tempo. Gli avvocati che lo assistono, già nelle scorse settimane, avevano denunciato le precarie condizioni di salute dell’ex presidente georgiano, considerato da Putin un soggetto scomodo per aver ostacolato le mire espansionistiche di Mosca. Saakashvili è finito in carcere da più di un anno e durante la detenzione ha perso ben quaranta chili.
di Mauro Palma*
La Stampa, 13 dicembre 2022
Le righe che si succedono lungo l’analisi, rigorosa ed empatica, con cui Donatella Stasio descrive realtà e problemi della detenzione in carcere sul giornale di ieri, giungono a un’affermazione che più di altre richiede una riflessione. È nell’indicare “l’assenza di connessione con il territorio” quale uno dei fattori determinanti nell’allontanare da “una seria prospettiva di rieducazione”.
di Salvatore Cernuzio
vaticannews.va, 13 dicembre 2022
Lettera di Francesco ai capi di Stato perché concedano l’indulto a coloro che “ritengano idonei a beneficiare di tale misura”, affinché “questo tempo segnato da ingiustizie e conflitti, possa aprirsi alla grazia che viene dal Signore”. Il gesto simbolico già compiuto nel 2000 da Giovanni Paolo II e poi nel 2002. Anche Bergoglio aveva lanciato lo stesso invito per il Giubileo dei carcerati del 2016.
di Liana Milella
La Repubblica, 13 dicembre 2022
Oggi il voto del decreto Rave. Bocciata la proposta di tenere fuori chi, con i decreti per la pandemia, ha ottenuto di finire di scontare la pena a casa. Dal 31 dicembre tutti dentro nonostante il sovraffollamento. E i condannati per reati contro la Pa escono dall’ergastolo ostativo. Anche quelli delle associazioni a delinquere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 dicembre 2022
Non nascono per sostituire gli Opg, ma come presa in carico dell’autore di reato e dichiarata non penalmente responsabile. Domani un convegno a Torino con gli autori di una ricerca.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 13 dicembre 2022
Tagli all’amministrazione penitenziaria? “Già presentato un emendamento di maggioranza per mille nuove assunzioni”, spiega il sottosegretario alla Giustizia Delmastro Delle Vedove, in quota FdI.
di Giulia Merlo
Il Domani, 13 dicembre 2022
Nelle interviste porta avanti la sua linea di sempre, contro le intercettazioni e con riforme di sistema soprattutto nel penale e sui pm, per cui vuole la separazione delle carriere e la discrezionalità dell’azione penale. Gli uffici ministeriali, invece, hanno avuto l’input di dare priorità all’applicazione alla riforma Cartabia e a temi “con ricaduta economica”, per rispettare gli impegni del Pnrr. Unico spazio concesso sul fronte delle riforme penali ex novo: Nordio intenderebbe rispettare l’impegno preso con i sindaci dell’Anci e riformare in modo rapido il reato di abuso d’ufficio, su cui non ci sarebbero particolari criticità in maggioranza.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 dicembre 2022
Il guardasigilli rilancia la riforma: sì di Lega e Forza Italia, tacciono M5S e Anm. I dem parlano di proposta confusa. Ieri, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato tre cose importanti riguardanti il decreto Severino. La prima: “Occorre far sì che la norma sull’incandidabilità non venga applicata ai condannati in primo grado”. La seconda: per non confliggere con la presunzione di innocenza “l’incandidabilità dovrebbe scattare dalla sentenza di appello in poi”. Terza: sui reati più gravi “si può discutere. Certamente la norma non può essere applicata retroattivamente”.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 13 dicembre 2022
Il ministro della Giustizia ha promesso di limitare gli abusi degli ascolti selavaggi, ma oggi il Senato converte un dl che consente l’utilizzo di altre “cimici”. Oggi il Senato convertirà in legge un dl Rave che somiglia appena a quello varato in origine e che nella sua formulazione, nella sua parabola e nel suo approdo finale rivela una confusione e un pressapochismo che sono per il governo una minaccia molto più temibile degli attacchi di un’opposizione per il momento inconsistente. Nella sua formulazione iniziale il decreto era uno svarione costituzionale macroscopico e il solo fatto che il consiglio dei ministri non se ne sia resto conto è elemento che desta a ragion veduta preoccupazione. Sulla base di quel testo le norme punitive si sarebbero potute estendere smisuratamente, dalle occupazioni alle manifestazioni: la Corte costituzionale non avrebbe potuto graziarla. Il governo ha dovuto ingranare una vertiginosa retromarcia e chiarire che la stretta si limita agli “eventi musicali”, risolvendo così un problema ma creandone un altro: perché tanto rigore proprio contro i raduni musicali di questo tipo, che oltretutto si contano su una mano sola, essendosi quest’anno svolti in Italia appena tre Rave illegali?
di Riccardo Lo Verso
Il Foglio, 13 dicembre 2022
L’Antimafia si interessa nelle sue relazioni al sistema di protezione dei collaboratori e dei testimoni di giustizia. Mai che venga posta la questione se questa protezione la meritino davvero e davvero tutti i pentiti. Così si emettono sentenze, si ritirano patenti di moralità senza accorgersi che nel frattempo la lotta alla criminalità è crollata sotto il peso degli scandali e delle storture.
- Perché l’abuso d’ufficio è un guaio
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