di Arianna Finos
La Repubblica, 11 dicembre 2022
Mentre l’Europa lo festeggia a Reykjavík, consegnandogli il premio di regista più innovativo per Esterno notte, Marco Bellocchio annuncia a sorpresa un nuovo progetto: una serie su Enzo Tortora. Il cineasta fa planare la notizia qualche ora prima della cerimonia all’Harpa Concert Hall, l’auditorium in vetro nel cuore della capitale islandese. Arriva nella hall dell’hotel Parlament in contemporanea con Pierfrancesco Favino, sorridente malgrado le valigie sue e della moglie Anna Ferzetti siano rimaste, per un disguido, nello scalo parigino: “Vuol dire che mi metterò il tradizionale abito islandese”, scherza l’attore, che tre anni fa era in gara con Il traditore di Bellocchio e oggi è nella cinquina con Nostalgia di Mario Martone.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 11 dicembre 2022
Parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia: “Nel nostro Paese la cultura dei diritti umani è scarsa. E ora, finita una legislatura molto timida, è cominciata un’altra in cui si rischia di fare molti passi indietro. Sotto attacco il diritto alla protesta pacifica. L’Italia e l’Europa convochino gli ambasciatori iraniani”.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 11 dicembre 2022
Md, Asgi, Cgil, Acli e Arci: “Sono ricominciati da parte del Viminale i respingimenti in Slovenia: una grave violazione dei diritti umani e una prassi illegale”.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 11 dicembre 2022
Dopo che sono approdati a Lampedusa i profughi salvati dalla nave Louise Michel, via libera alla Humanity 1 coi suoi 261 a Bari e alla Geo Barents che a Salerno farà scendere a terra i 248 naufraghi
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 11 dicembre 2022
La strategia dei porti chiusi si è dimostrata un fallimento, il tentativo (abortito) di sbarchi selettivi ha creato un grosso problema con la Francia e il rapporto con l’Europa è fin troppo importante (e certo non solo per i migranti) per insistere con il pugno duro contro le Ong. È stato così che venerdì Matteo Piantedosi ha dovuto ingoiare un altro boccone amaro e rinunciare al nuovo braccio di ferro con le navi umanitarie.
di Enrico Calamai
Il Manifesto, 11 dicembre 2022
L’11 ottobre 2013, un barcone partito dalla Libia con 400 persone a bordo affondava in acque rientranti nella zona SAR maltese, ma a poche miglia da Lampedusa. Morirono 268 persone, in prevalenza siriani in fuga dalla guerra, di cui 60 bambini. Viene definita la “Strage dei bambini” - se ne è occupato, tra i pochi e più volte il manifesto - e all’epoca suscitò non poca emozione nell’opinione pubblica italiana.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 11 dicembre 2022
Le madri di Kharavan chiedono la liberazione di tutti i prigionieri politici e la sospensione delle pene capitali, mentre monta la paura per altre due possibili impiccagioni.
di Maurizio Molinari
La Repubblica, 11 dicembre 2022
Intervista alla scrittrice iraniana in esilio ed autrice di bestseller come “Leggere Lolita a Teheran” che, in occasione della sua presenza a Roma per “Più libri più liberi”, ha visitato la redazione del nostro giornale.
“Mi stanno avvelenando, non ho più tempo”. L’ex presidente della Georgia scrive a Macron dal carcere
di Stefano Montefiori
Corriere della Sera, 11 dicembre 2022
L’ex presidente della Georgia e nemico giurato di Putin, Mikheil Saakashvili, in carcere a Tbilisi con una condanna a sei anni, chiede aiuto al presidente francese Emmanuel Macron: “Ho lottato per tutta la vita per la libertà e le riforme in Georgia e in Ucraina e contro la politica imperialista russa. Putin mi considera come uno dei suoi principali nemici. Ha pubblicamente promesso di uccidermi (…) Sono stato avvelenato in prigione. Sto morendo, non ho più molto tempo”. Saakashvili ha fatto avere la lettera, scritta a mano, con grafia incerta e preceduta dalla sigla SOS, all’inviata a Tbilisi del quotidiano francese Le Monde.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 10 dicembre 2022
“Il mondo del carcere sta vivendo un momento di particolare complessità e criticità”. Così si legge in apertura della ricerca sui suicidi in carcere del Garante nazionale delle persone private della libertà. E i numeri testimoniano tragicamente questo difficile momento. Nei primi undici mesi del 2022 negli Istituti penitenziari sono decedute 194 persone, di cui ben 79 per suicidio. Una cifra impressionante, di gran lunga superiore - come si legge nella relazione - alla media dei suicidi verificatisi nei nove anni precedenti, che è stata pari a 44. I numeri in questo caso non sono purtroppo freddi. O forse sono invece gelidi nella loro drammaticità.
- Il magistrato antimafia Giovanni Russo verso la guida del Dap
- “Basta abusi del carcere preventivo nei paesi Ue”
- Walino da Bari e i tremila carcerati marocchini
- La rivoluzione di Nordio e lo strano silenzio dei partiti: la chiave l’elezione dei 10 laici al Csm
- La riforma della giustizia di Nordio per ora serve soprattutto a tenere insieme la destra









