di Aldo Varano
Il Dubbio, 9 dicembre 2022
Nordio sta tentando di spostare a destra una tradizione che, prima alla discesa in campo di Berlusconi, le era estranea. È un errore grave, sarebbe un errore grave, leggere le proposte sulla giustizia del ministro Nordio come lo schema di una strategia politica pronta a rilanciare e diffondere un messaggio di vicinanza alle culture della destra sovran-populista. Tradizioni e conoscenza della storia del nostro paese, casomai, fanno del “Pacchetto Nordio” un messaggio di senso opposto che non ha nulla a che vedere con quelle culture che, perfino nella loro componente liberal-liberista (mi riferisco alla concretezza della storia italiana), non hanno mai avuto cedimenti garantisti.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 9 dicembre 2022
Dopo Calenda e Renzi, anche il presidente di Iv Rosato e +Europa offrono una sponda al giro di vite annunciato dal Guardasigilli: “Speriamo porti a fatti concreti” Pd e M5s restano contrari.
di Sergio Lorusso
Gazzetta del Mezzogiorno, 9 dicembre 2022
È possibile affrontare con un approccio scevro da condizionamenti politici e da logiche di schieramento i temi richiamati dal ministro Nordio? Può sembrare paradossale che un ex magistrato, per anni a capo di un’importante Procura, snoccioli nelle sue linee programmatiche - presentate in Parlamento in qualità di ministro della Giustizia - una serie di modifiche radicali all’attuale assetto (anche ordinamentale) del processo penale che investono proprio l’organo dell’accusa: dalle intercettazioni all’obbligatorietà dell’azione penale, per finire alla separazione delle carriere giudicanti e requirenti.
di Luca Casarini
Il Riformista, 9 dicembre 2022
Non so se alla fine Nordio potrà fare quello che dice. Non so quanto sia ostaggio o vera anomalia di questo governo. Da eretico fruitore di “Law and Order”, ho ben presente quale possa essere l’utilità, in termini di immagine e consenso, dei contrasti sbandierati che poi servono solo a “rafforzare” il sistema. La vecchia storia del poliziotto buono e di quello cattivo, insomma. Vedremo.
di Frank Cimini
Il Riformista, 9 dicembre 2022
Un gruppo di anarchici greci “Nucleo di vendetta Carlo Giuliani” con un comunicato sul sito Indimedia Athens ha rivendicato l’incendio dell’auto il 2 dicembre scorso di Susanna Schlein, viceambasciatrice italiana e sorella di Elly candidata alla segreteria del Pd.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 9 dicembre 2022
La Suprema Corte ha eseguito una verifica statistica tra il 2020 e il 2022 per decidere sul ricorso di un condannato in Appello per 100 grammi di hashish. Ora i giudici hanno dei numeri per orientarsi.
di Fabio Falbo*
Il Riformista, 9 dicembre 2022
Il rispetto della Costituzione italiana è di tenere in gattabuia dei “nonnetti”? Sono detenuto a Rebibbia da molti anni. Da un anno sono nel reparto G8 dove condivido il mio tempo e il mio spazio con persone molto anziane. Di nonni dietro le sbarre voglio segnalare solo tre casi, ma ce ne sono molti altri a Rebibbia e in altri luoghi di pena.
ravennanotizie.it, 9 dicembre 2022
Il Garante regionale al lavoro per risolvere il problema. Sono 3.390, di cui 150 donne, le persone detenute nei dieci istituti di pena emiliano-romagnoli. Fra i tanti problemi con i quali convivono quotidianamente, “uno è certamente quello della residenza anagrafica: un diritto che dovrebbe riguardare tutti i cittadini, compreso chi è costretto a un periodo di detenzione. Ma così non è”.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 9 dicembre 2022
Alla “Generala”, oggi l’Istituto penale minorile (Ipm) Ferrante Aporti, don Bosco inventò il suo sistema preventivo andando a visitare i ragazzi “discoli e pericolanti” della Torino di allora. “Se questi giovanetti avessero fuori un amico che si prendesse cura di loro chissà che non possano tenersi lontani dalla rovina o al meno diminuire il numero di coloro che ritornano in carcere?”, scriveva il santo dei giovani nel 1855 nelle sue “Memorie dell’oratorio”.
Il Gazzettino, 9 dicembre 2022
Nemmeno la super-perizia disposta dal giudice Piera Binotto dice con chiarezza che Stefano Borriello, il 29enne di Portogruaro morto di polmonite mentre era in carcere a Pordenone, poteva essere salvato. Non vi è certezza che una terapia antibiotica tempestivamente somministrata avrebbe evitato la morte, ma i due consulenti hanno evidenziato che la difficoltà di respiro comparsa alle sette del mattino avrebbe dovuto allertare il medico del carcere, Giovanni Capovilla, chiamato a difendersi da un’ipotesi di omicidio colposo.
- Torino. Su il sipario, se l’arte educa al “Ferrante”
- Milano. A San Vittore la platea dei detenuti è tutta per Liliana Segre
- Verona. I detenuti in sella imparano cura e autostima. Così diventano stallieri e attori
- Ancona. Corto Dorico, i film in carcere per scommettere sul futuro
- Pensare a chi sta peggio: è questo il compito della nuova sinistra









