La Repubblica, 8 dicembre 2022
L’uomo era accusato di aver bloccato una strada e attaccato un membro delle forze di sicurezza con un machete a Teheran. È stato giustiziato Mohsen Shekar, il primo manifestante arrestato per le proteste esplose in Iran contro il regime. L’annuncio è delle autorità iraniane che hanno riferito di aver giustiziato un progioniero, arrestato nel corso delle proteste. L’agenzia di stampa iraniana Mizan ha riferito dell’esecuzione. Ha accusato l’uomo di aver bloccato una strada e attaccato un membro delle forze di sicurezza con un machete a Teheran. In Iran le proteste sono esplose dallo scorso 16 settembre per la morte della 22enne Mahsa Amini, deceduta dopo essere stata arrestata dalla polizia morale del Paese.
La Repubblica, 8 dicembre 2022
Dopo che il leader Akhundzada a metà novembre aveva imposto l’applicazione senza remore delle punizioni previste dalla sharia. Dimenticate le promesse fatte alla comunità internazionale di una maggiore moderazione rispetto al passato. L’uomo eliminato dal boia a Herat era stato ritenuto colpevole di omicidio e furto.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 dicembre 2022
Il rapporto del Garante: “Dei 79 casi di suicidio registrati (74 uomini e 5 donne) 33 riguardano persone con fragilità personali o sociali (senza fissa dimora, persone con disagio psichico, ecc.)”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 dicembre 2022
Dalle anticipazioni dello studio emerge che uno su 5 si verifica nei primi dieci giorni dall’ingresso in carcere, la metà sono persone fragili. Dal 2012 a oggi si sono tolti la vita 583 detenuti.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 7 dicembre 2022
Le testimonianze su alcuni uomini e donne tra i 79 detenuti suicidi. Dal più giovane a chi in cella non ci doveva stare: le loro vite prima che diventassero un numero. D’estate il carcere Lorusso e Cotugno di Torino, come ogni altro, si riempie di un mare di silenzio. Non ci sono attività ricreative, il tempo è di sasso. La notte prima di Ferragosto Alessandro Gaffoglio, 25 anni, si è infilato un sacchetto di nylon sulla testa e il suo cuore ha smesso di battere lentamente sotto la coperta. Ci aveva già provato qualche giorno prima nella sezione ‘Nuovi giunti’. Il 2 agosto era stato arrestato per una rapina al supermercato, il 16 agosto i genitori avevano un appuntamento con lui ma l’estate di Alessandro si era già spezzata a metà.
agrpress.it, 7 dicembre 2022
Cantone (DAP): vantaggi e agevolazioni per imprese e cooperative disposte ad assumere. I detenuti e le detenute che lavorano con un contratto collettivo nazionale sono 18.654 detenuti (34% dei presenti) di cui 16.181 alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria (84,7%) e 2.473 per imprese/cooperative esterne e hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri dei lavoratori liberi. Percepiscono una remunerazione molto simile a quella dei lavoratori in stato di libertà, hanno diritto alle ferie remunerate, alle assenze per malattia e il datore di lavoro paga per essi i contributi assistenziali (assicurazione sanitaria) e pensionistici.
di Davide Varì
Il Dubbio, 7 dicembre 2022
Quanto possiamo derogare alla Costituzione e al nostro Stato di diritto? E quanto la lotta alla criminalità organizzata o a qualsiasi forma di estremismo politico violento può giustificare una eccezione ai nostri valori e al nostro sistema di garanzie?
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 dicembre 2022
Via libera della Camera all’ordine del giorno sulla presunzione d’innocenza: sì di Montecitorio al monitoraggio delle conferenze stampa. Ok anche alla riduzione del numero dei magistrati fuori ruolo.
di Stefano Folli
La Repubblica, 7 dicembre 2022
La scelta della premier per riunire la coalizione e distogliere l’attenzione dalla manovra. Nel merito l’intervento del ministro Guardasigilli al Senato può essere condiviso o no, come è ovvio, tuttavia il suo significato politico è molto chiaro. È un cambio di passo del governo sul terreno più scivoloso, quello della riforma della giustizia. Nordio è stato esplicito, quasi sferzante, su tutti i temi più controversi: l’abuso delle intercettazioni “usate per delegittimare”, l’obbligatorietà dell’azione penale “diventata arbitrio”, gli eccessi della custodia cautelare e in particolare il nodo rovente: la separazione delle carriere in magistratura. Questo punto è accennato, ma in modo tale da non lasciare dubbi: “Non ha senso che il pubblico ministero appartenga allo stesso ordine del giudice perché svolge un ruolo diverso”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 7 dicembre 2022
Il Guardasigilli ha presentato le sue linee programmatiche al Senato: separazione delle carriere tra pm e giudici, stop alla gogna, riforma delle intercettazioni, meno carcere.









