di Errico Novi
Il Dubbio, 3 dicembre 2022
Ok del governo all’emendamento Zanettin che sottrae al regime ostativo i reati contro la Pa, ma non a quello che vieta l’appello sulle assoluzioni. Garantisti? Sì, ma con riserva. Se la giustizia era rimasta in sordina per gran parte della campagna elettorale, l’avvio della legislatura dimostra che può diventare il nodo irrisolto della maggioranza. Dopo le contorsioni sul “reato di rave”, che il guardasigilli Carlo Nordio ha riformulato senza rimediare all’abnormità della pena massima, lasciata a 6 anni, il decreto 162 svela altre contraddizioni nel centrodestra. Prima fra tutte, l’improvvisa timidezza su una riforma garantista che è stata prevista nel programma di governo ma che pare destinata a restare in freezer: l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 dicembre 2022
Impugnare un proscioglimento vuol dire forzare i principi del diritto internazionale. Martedì prossimo in commissione Giustizia al Senato, nell’ambito del Dl “anti-rave”, sarà messo ai voti anche l’emendamento di Pierantonio Zanettin sull’inappellabilità delle sentenze di assoluzione.
di Gianluca Amadori
Il Gazzettino, 3 dicembre 2022
Strano Paese l’Italia: da un lato il governo si sta impegnando per abolire il reato di abuso d’ufficio in nome dell’efficienza, con il rischio di lasciare senza alcuna sanzione gravi illeciti commessi da pubblici amministratori; dall’altro viene messa sotto inchiesta una cittadina che ha semplicemente filmato con il telefonino l’incontro tra un personaggio pubblico - l’ex premier Matteo Renzi - e un esponente dei servizi segreti, avvenuto in un luogo pubblico, davanti agli occhi di decine e decine di persone.
di Elena Dusi
La Repubblica, 3 dicembre 2022
L’uomo, condannato all’ergastolo, è sottoposto a Sassari al carcere duro ed è in sciopero della fame. Per Manconi si tratta di una misura sproporzionata. E le città si tappezzano di scritte contro il 41 bis.
di Valeria Casolaro
L’Indipendente, 3 dicembre 2022
È giunto al quarantaquattresimo giorno di sciopero della fame Alfredo Cospito, anarchico recluso in isolamento nel carcere di Bancali (Sassari) deciso in questo modo a protestare contro il regime di 41 bis, ovvero il “carcere duro”, cui è stato sottoposto dallo scorso maggio. Nella giornata di ieri il suo caso è arrivato al Tribunale del Riesame di Roma, che dovrà decidere sul provvedimento di applicazione del regime detentivo di 41 bis per i prossimi quattro anni.
di Frank Cimini
Il Riformista, 3 dicembre 2022
Le indagini sull’incendio della macchina di Susanna Schlein, vice ambasciatore in Grecia - fatto avvenuto quindi ad Atene - le fanno in Italia politici e giornalisti, a cominciare dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima persona che ha indicato “la pista anarchica”.
di Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera 3 dicembre 2022
L’offensiva internazionale contro il carcere duro per il leader insurrezionalista Alfredo Cospito. L’ordine è rimbalzato via web per settimane: compiere “azioni dirette” dove e come ognuno può. L’obiettivo è esplicito: protestare contro il decreto che ha disposto il carcere duro previsto dal 41 bis - quello che si applica a terroristi e mafiosi - per Alfredo Cospito, l’anarchico di 57 anni, che rischia l’ergastolo e che da oltre un mese fa lo sciopero della fame.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 3 dicembre 2022
Attentato a Susanna Schlein. L’avvocato del detenuto anarchico: “Spero che le ipotesi siano prive di pregiudizi”. Il ministro Tajani vola in Grecia. Secondo il ministro degli Esteri Tajani, la numero due dell’ambasciata italiana ad Atene Susanna Schlein “è salva per miracolo perché per fortuna non è esplosa la molotov piazzata sotto la macchina vicina all’impianto del gas che è sotto la camera da letto della sua famiglia”. Un particolare, questo, che sembra contraddire la pista anarchica su cui si concentrerebbero le attenzioni degli inquirenti italiani e greci. Perché gli attentati rivendicati negli ultimi mesi dalla “Fai- Fri” e dai mille corpuscoli della galassia dell’anarchismo sono sempre stati - fin qui - senza vittime né feriti. Il titolare della Farnesina infatti si è limitato ad aggiungere: “Probabilmente si tratta di un attentato di origine anarchica come ce ne sono stati altri”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 3 dicembre 2022
La solidarietà comune a detenuti anarchici ed ex terroristi Br. La pista anarchica sull’attentato subito dalla consigliera diplomatica Susanna Schlein ad Atene, per ora, sembra avere una matrice più storica che altro. I legami tra italiani accusati di far parte della Federazione Anarchica Informale (Fai) e greci nella stessa posizione sono noti almeno dal 2011, quando apparve un documento intitolato “Non dite che siamo pochi”, dedicato al gruppo insurrezionale ellenico chiamato “Cospirazione delle cellule di fuoco”. Nel testo si fa riferimento esplicito a decine di “nuclei, movimenti e singoli compagni che in maniera diffusa e orizzontale, uniti da un solido e chiaro patto di mutuo appoggio, muovono guerra in maniera caotica e distruttiva all’esistente”; quelli censiti in Grecia erano in totale otto. Lo stesso numero si ripete anche nei vari rapporti delle autorità italiane e greche compilati nel corso degli anni fino a oggi.
di Stefano Taglione
Il Tirreno, 3 dicembre 2022
Livorno: l’uomo aveva lavorato come inserviente, cuciniere, aiuto cuciniere, agricoltore e aiuto agricoltore. Quasi 10.000 euro di indennizzo. Dal luglio 2015 al settembre 2017 ha lavorato come scopino, inserviente di cucina, aiuto cuciniere, cuciniere, aiuto agricoltore e agricoltore fra le carceri delle Sughere e di Sanremo, in Liguria.
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