di Giovanni Iacomini*
Il Fatto Quotidiano, 5 gennaio 2026
Chiunque abbia avuto problemi con la giustizia tende a prendere per buona qualsiasi iniziativa che possa dare anche solo l’idea di andare contro il presupposto strapotere della magistratura. Tra i miei studenti detenuti, la (contro-)riforma sulla separazione delle carriere gode di ragguardevole consenso. Chiunque abbia avuto problemi con la giustizia tende a prendere per buona qualsiasi iniziativa che possa dare anche solo l’idea di andare contro il presupposto strapotere della magistratura. Siamo reduci da decenni di disinformazione propagandata da televisioni e media che mirano a screditare chiunque si proponga di smascherare le marachelle di padroni, padrini e politici da controllare in quanto disonesti. È indiscutibilmente vero che la giustizia non funziona, ma si tratta di un problema annoso le cui colpe vengono addossate unicamente sui giudici.
di Stefano Lo Russo*
Corriere della Sera, 5 gennaio 2026
Nel dibattito pubblico italiano la sicurezza continua a essere trattata come una bandiera ideologica: da una parte l’enfasi sull’ordine pubblico, dall’altra l’accusa di lassismo. È una semplificazione utile allo scontro politico quotidiano, ma poco efficace per i cittadini. Nelle democrazie avanzate la sicurezza è una politica pubblica complessa, che funziona solo quando competenze diverse e livelli istituzionali differenti agiscono in modo coerente e coordinato. Quando questo non accade, le responsabilità si disperdono, l’azione pubblica perde efficacia e si indebolisce l’intervento dello Stato.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 5 gennaio 2026
“Era malato, il carcere non ne ha tenuto conto”. A settembre 2024 il 18enne Youssef Barsom morì in un incendio: la procura ha chiesto l’archiviazione per i compagni di cella accusati di avere agevolato un tentativo di suicidio. Ma il fratello del ragazzo si oppone: “Ignorate le sue gravi patologie psichiche e le responsabilità del penitenziario”. Per la morte la notte tra il 5 e 6 settembre 2024 del 18enne egiziano Youssef Barsom nel rogo della sua cella a San Vittore la Procura di Milano chiede l’archiviazione dei suoi due compagni di cella, unici indagati (emerge adesso) nell’ipotesi che ne avessero agevolato un tentativo di suicidio.
targatocn.it, 5 gennaio 2026
Giulia Marro, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), assieme al segretario nazionale dei Radicali Italiani, il cuneese Filippo Blengino e a Francesca Druetti, segretaria di Possibile, stamattina hanno visitato il carcere di Cuneo, la Casa circondariale Cerialdo. Un segno di attenzione verso un mondo, quello delle carceri, dove i problemi sono tantissimi. Quello del capoluogo della Granda, dove sono reclusi circa 400 uomini, per il 70% stranieri, non fa eccezione, anzi. Il Cerialdo è carente da sempre di attività che consentano ai detenuti non solo di trascorrere il tempo, ma anche di fare qualcosa di costruttivo e arricchente, che possa essere un bagaglio da spendere una volta fuori da lì.
Vibo Valentia. Visita delegazione di +Europa: “Carenza di personale nell’area sanitaria del carcere”
ilvibonese.it, 5 gennaio 2026
Il sodalizio politico ha accolto positivamente i lavori di ristrutturazione dell’alta sicurezza. Entro l’Epifania assicurata la consegna di giochi per bimbi da destinare alla zona colloqui e indumenti per un detenuto iraniano privo di effetti personali. Una delegazione del gruppo provinciale di +Europa, unitamente ad altre associazioni locali e a liberi cittadini, ha visitato oggi la casa circondariale di Vibo Valentia, nell’ambito della campagna nazionale lanciata dal partito guidato da Riccardo Magi per monitorare le condizioni delle strutture penitenziarie italiane. Alla visita ha preso parte anche Maria Angela Calzone, consigliera provinciale e tesoriera del gruppo vibonese del partito.
di Cristiano Sabre
lavocedialba.it, 5 gennaio 2026
Il carcere Santa Caterina di Fossano si rivela e si conferma un’eccellenza a livello di struttura e di gestione sul territorio, continuando quotidianamente a porre le basi necessarie per il presente e il futuro. Durante l’ultimo Consiglio comunale dell’anno, avvenuto lunedì 22 dicembre scorso, l’amministrazione ha proceduto alla presa d’atto della relazione annuale stilata dall’attuale garante dei diritti delle persone private della libertà personale Michela Revelli, in carica dal 2020. “La casa di reclusione fossanese è prevalentemente a custodia attenuata, cioè seleziona tramite una commissione le richieste dei detenuti - ha spiegato Revelli. Il 5 dicembre scorso intanto abbiamo ricevuto la visita della nuova garante regionale Monica Formaiano, subentrata a Bruno Mellano, che ha valutato il nostro carcere un punto qualitativamente sicuro e forte nella rieducazione e nella facilizzazione del rientro in società dei detenuti che lasciano il carcere”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 5 gennaio 2026
Nella Casa circondariale campana un centinaio di ristretti confeziona 30mila camicie l’anno per gli agenti di polizia penitenziaria. Tommaso D’Alterio, direttore generale Fondazione Isaia - Pepillo: “Un modello virtuoso, solido e forte, che pensa al futuro delle persone, una volta che hanno terminato di scontare le loro pene”. Cento detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere confezionano ogni anno 30mile camicie per gli agenti della polizia penitenziaria. “Siamo partiti nel 2022 con un protocollo firmato con il ministero della Giustizia che prevede un supporto della Fondazione Isaia, ma anche del resto del gruppo, la nostra fondazione di impresa è stata costituita dall’azienda Isaia che si occupa di abbigliamento sartoriale”, dice Tommaso D’Alterio, direttore generale Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo. “Il nostro ruolo è quello di fornire una consulenza gratuita al penitenziario per la realizzazione del laboratorio rivolto ai detenuti, sia per quanto riguarda la parte tecnica sia per quella sociale”.
nove.firenze.it, 5 gennaio 2026
Donazione di materiali da parte di Estra al carcere di Prato. Un piccolo gesto può raccontare grandi valori. È questo il senso dell’iniziativa promossa da Estra a favore della Casa circondariale di Prato, dedicata alla tutela della colonia felina presente all’interno della struttura e al miglioramento degli spazi verdi che la ospitano. Un intervento che nasce dall’incontro tra attenzione al contesto ambientale, senso di responsabilità e valorizzazione delle persone coinvolte. L’utility energetica ha donato alla struttura alimenti e attrezzature dedicate al benessere degli animali e al decoro delle aree comuni. I materiali, acquistati direttamente da Estra e consegnati all’istituto, comprendono cucce in legno, ciotole, alimenti e materiali per la realizzazione e il miglioramento dei ricoveri della colonia felina.
arte.it, 5 gennaio 2026
Dal 27 dicembre al 9 gennaio la Basilica di Santa Maria in Trastevere apre le sue porte a “I volti della povertà in carcere”, una mostra fotografica che non chiede solo di essere guardata, ma attraversata. Un percorso di immagini e storie che nasce dentro il carcere di San Vittore e arriva nel cuore di Roma, per interrogare chi passa, chi si ferma, chi sceglie di ascoltare. Le fotografie in bianco e nero, tratte dall’omonimo volume di Matteo Pernaselci e Rossana Ruggier, edito da EDB, raccontano una povertà che va oltre la mancanza di beni materiali. È una povertà fatta di legami spezzati, solitudine, fragilità emotive, tempo sospeso. Ma anche di resistenza, dignità, desiderio ostinato di futuro. Volti e luoghi che non cercano compassione, ma verità.
Ristretti Orizzonti, 5 gennaio 2026
Un orizzonte, dietro il sipario un gruppo di uomini si prepara a salpare. Un cielo oltre le mura. I compagni, quelli vecchi e quelli nuovi, tutti insieme cantano “casa”. “E la nave non va”. Il 18 dicembre 2025 la Casa Circondariale P. Mandato di Secondigliano si è trasformata in un teatro per accogliere lo spettacolo “E la Nave non va” assieme ai membri dell’associazione de La Nuova Comune, associazione teatrale ideatrice e pioniera del progetto.
- Verona. Presepi in Scatola è entrato in carcere: una mattinata di lavoro condiviso con i detenuti
- Caltanissetta. Lo street food di “Nino ‘u ballerino” per i detenuti del carcere
- Milano. La creatività che ci salva. Michele De Lucchi firma la Porta della Speranza di San Vittore
- Milano. La musica di Muti nel carcere di Opera: “Vola libera per tutti e guarisce lo spirito”
- “Il digiuno pubblico è illegale”. Dolci, Levi, Calamandrei e i pescatori della Baia di San Cataldo










