radiorcs.it, 5 gennaio 2026
Sabato 3 gennaio 2026, presso la Casa Circondariale di Verona - Montorio, si è svolta una mattinata speciale dedicata a Presepi in Scatola: un’esperienza di costruzione condivisa dei presepi insieme ai detenuti, guidata dallo spirito di semplicità e trasformazione che caratterizza il progetto. Hanno preso parte all’iniziativa il Sindaco di Verona Damiano Tommasi, Elena Cesaro per Cesaro & Associati e Paola Tacchella per l’associazione MicroCosmo, ente proponente e coordinatore del progetto. L’incontro è stato dedicato a un gesto concreto: realizzare piccoli presepi all’interno di scatole di cartone, utilizzando materiali semplici e di recupero, nel segno della sobrietà e della cura, secondo la regola francescana. Questa iniziativa apre un percorso di continuità, coinvolgendo persone detenute che potranno sviluppare pensiero creativo e manualità, impegnandosi anche nella progettazione di presepi personali e originali.
palermotoday.it, 5 gennaio 2026
Il famoso “meusaro” palermitano protagonista di un’iniziativa di speranza e condivisione solidale. Un’esperienza fondata sulla solidarietà concreta e sulla speranza di un futuro diverso, tutto da costruire, in cui il cibo si configura come un elemento di riscatto e coesione sociale. Nella Casa Circondariale di Caltanissetta, si è tenuta l’iniziativa denominata “Mandato di cottura-I sapori della libertà” realizzata nell’ambito delle azioni di risocializzazione promosse dall’Istituto penitenziario. Protagonista dell’evento pro bono, il celeberrimo street food chef palermitano Antonino Buffa, meglio noto come “Nino ‘u ballerino”.
di Alessandra Laudati
D-La Repubblica, 5 gennaio 2026
A Milano davanti all’ingresso del carcere di San Vittore un’installazione del designer crea un importante dialogo tra arte e sistema penitenziario. Le “Porte della Speranza” sono un’opera simbolica, monumentale, un progetto artistico e sociale che coinvolgerà in un dialogo aperto arte, sistema carcerario e società. La prima Porta (delle dieci che verranno realizzate) si trova di fronte al numero due di via Filangeri, un noto indirizzo milanese, spesso citato nelle canzoni della tradizione cittadina. È una porta aperta, che anticipa le altre nove che verranno installate di fronte ad altrettante case circondariali, otto in Italia e due in Portogallo.
di Stefano Marchetti
Il Giorno, 5 gennaio 2026
Sabato a Milano un concerto speciale tra impegno civile e speranza. Con la Cherubini e gli “strumenti del mare”. La musica non si può imprigionare. “Il suono vola, libra nell’aria, non lo puoi toccare, non lo puoi fermare - osserva Riccardo Muti -. E quando vola, la musica arriva a tutti e tutti possono sentirsi assolutamente liberi di percepire e recepire il messaggio che porta con sé. Non ci sono più barriere di lingue o di razze: vince l’unione dei sentimenti”.
di Mirella Serri
La Stampa, 5 gennaio 2026
“Il digiuno pubblico è illegale”. Già, proprio così, brioches e panini per tutti. Nel gennaio del 1956, giusto sessanta anni fa, i magistrati cercarono di opporsi alla crescita di un fondamentale movimento politico e culturale, destinato a diventare il più importante progetto di egemonia della sinistra progressista nel dopoguerra. Proprio dall’arretrata Sicilia, terra di grande indigenza e dominio della Piovra, venne per la prima volta un messaggio che si sedimentò e condizionò il futuro della penisola. Tutto nacque dalla singolare sentenza giudiziaria che costrinse i pescatori della Baia di San Cataldo ad abbandonare lo sciopero della fame e a rientrare dal loro dissenso.
di Luigi Manconi e di Marica Fantauzzi
La Repubblica, 5 gennaio 2026
A Bologna lo scorso 12 ottobre una persona che manifestava è stata colpita al volto da un lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo ed è rimasta cieca da un occhio: ora si fa chiamare come il felino. E ha ispirato una campagna col supporto di Amnesty International. Pare che la lince sia difficile da scorgere. Felino più grande d’Europa, si muove con discrezione. Il suo passo è rapido e il suo cammino è solitario. Il manto è maculato, le zampe sono grandi e le orecchie hanno ciuffi di peli che sembrano quelli di un pennello e che aiutano a sentire i rumori più flebili. La sua vista, specialmente nelle ore notturne, è considerata particolarmente acuta. Si dice che la sua sensibilità alla luce, di notte, sia sei volte maggiore di quella dell’uomo. Per un periodo la lince si estinse, per poi essere reintrodotta e comparire negli anni 70 in Svizzera. Esistono circa 9.000 esemplari in tutta Europa, appena 5 in Italia. Rischia l’estinzione a causa della perdita del suo habitat e del bracconaggio.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 5 gennaio 2026
Filippine, Darfur, Libia, Israele: nell’anno appena concluso, la giustizia internazionale ha dimostrato che se la si lascia lavorare, e se non la si boicotta, ottiene dei risultati. I primi cinque anni di questo decennio hanno ricordato sinistramente quelli degli anni Novanta dello scorso secolo, segnati dai più gravi crimini di diritto internazionale, compresi i due genocidi più veloci della storia: quello del Ruanda nel 1994 e quello della Bosnia nel 1995. Ma dopo quegli orrori, ci fu una risposta, basata sulla necessità imprescindibile di punire i responsabili e almeno i principali esecutori di quei crimini: nacquero i due tribunali speciali per il Ruanda e l’ex Jugoslavia e nel 1998 a Roma venne approvato lo Statuto della Corte penale internazionale permanente (per saperne di più, soprattutto sulle condanne emesse dalle prime due corti, segnalo questo volume).
di Tommaso Greco
Avvenire, 5 gennaio 2026
Dopo l’attacco Usa in Venezuela la tentazione più naturale sarebbe quella di dichiarare la fine del sistema giuridico che regola i rapporti tra gli Stati. Ma questo è proprio ciò che vogliono gli “adoratori della forza”. La tentazione più naturale, in seguito all’attacco statunitense di ieri notte in Venezuela, è di dichiarare che la lunga agonia del diritto internazionale, alla quale abbiamo assistito da qualche anno a questa parte, si è finalmente conclusa con il suo decesso. La legge della forza, che con colpi più o meno eclatanti, si è affermata nei più diversi scenari, ha definitivamente conquistato il campo dei rapporti tra gli Stati, e si è quindi tolta ogni ipocrisia ad una situazione nella quale l’appello alle regole che hanno governato le relazioni internazionali appariva sempre più come del tutto retorico, e quasi sempre interessato. Il diritto internazionale, negli ultimi tempi, è stato infatti difeso dagli Stati quando tornava comodo per giustificare le proprie scelte di campo, e dagli stessi soggetti dimenticato allorché quelle scelte portavano in direzioni incompatibili col diritto internazionale medesimo. Tanto vale quindi togliere ogni velo e lasciare che siano i rapporti di forza a determinare gli equilibri futuri.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 5 gennaio 2026
Se gli Usa possono bombardare un Paese sovrano è allora ugualmente legittimo che Putin possa invadere l’Ucraina e che la Cina possa regolare i suoi conti con Taiwan. Il nuovo ordine mondiale si afferma oggi così, sulla punta dei cannoni. Dalla tragedia della Seconda guerra mondiale, sessanta milioni di morti, lo sforzo della comunità internazionale è stato quello di fornirsi di regole, istituzioni, procedure per evitare che quell’indicibile orrore non si riproducesse mai più. Nel giro di una manciata di mesi questa polizza di garanzia universale è stata stracciata. La messa in discussione delle istituzioni e del metodo multilaterale genera l’inevitabile ritorno alla politica di potenza, ai “giardini di casa”, alle sfere di influenze, ai patti di non aggressione o a quelli di ferro. Tutte pratiche che hanno lastricato l’inferno del Novecento.
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 5 gennaio 2026
Si parla di conflitti armati come di normali eventualità e di riarmo necessario. Stiamo assistendo al tramonto di un’epoca unica e forse irripetibile. Durante tutta la storia dell’umanità la guerra è stata considerata una normale evoluzione delle relazioni tra i popoli (e i governanti). La guerra era talmente normale che veniva dichiarata da eleganti ambasciatori, aveva un inizio, uno svolgimento e una fine, con tanto di trattati diplomatici (ora si fanno solo operazioni speciali, senza preavviso, che non si sa quando cominciano e non finiscono mai). La Seconda guerra mondiale, con i milioni di morti nelle città e sui campi di battaglia, l’orrore dell’Olocausto, la spaventosa efficienza delle armi dimostrata dalle atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki, sembravano aver segnato un punto di non ritorno.
- Trump, l’uso della forza sta sgretolando l’idea di un diritto internazionale
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