di Antonella Napoli
L’Espresso, 18 dicembre 2025
Il dato è di Save The Children che colloca quella via mare a Sud dell’Ue in cima alla lista delle rotte più pericolose. Il rapporto Traversing Danger pubblicato per la giornata internazionale del migrante. Il Mediterraneo è una gigantesca tomba dei bambini migranti. L’analisi “Traversing Danger” di Save the Children rivela che la metà dei minori che ha perso la vita lungo le rotte migratorie nel 2025 è morta annegata. E l’anno che sta per finire segna anche un record di decessi, delle quasi novemila vittime, 278 sono minori. Centotrentasei quelli morti in mare. Si tratta di dati inevitabilmente sottostimati, perché, spiega Save The Children, si contano soltanto coloro che sono stati trovati e identificati. I dispersi sfuggono a qualsiasi conteggio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 dicembre 2025
La Cassazione conferma la sentenza del Tribunale di Palermo dopo il ricorso per “saltum” della procura. Il leader leghista: “Difendere i confini non è reato”. La Cassazione ha confermato l’assoluzione per Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio per avere impedito, da ex ministro dell’Interno, lo sbarco a Lampedusa dalla Open Arms di 147 migranti soccorsi nel Mediterraneo durante tre operazioni di salvataggio. Con il rigetto da parte della V sezione della Suprema Corte del ricorso della procura di Palermo si chiude così questa vicenda giudiziaria iniziata nel 2019.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 18 dicembre 2025
Parla il fondatore di Open Arms: “Non riprenderei le stesse decisioni. Non perché fossero sbagliate, ma perché oggi il messaggio è chiaro: chi si assume responsabilità umanitarie viene lasciato solo”. Oscar Camps, fondatore di Open Arms, ha lo sguardo amaro all’uscita dalla Cassazione. Anni di battaglie politiche e legali sono andati a sbattere contro la pronuncia definitiva degli ermellini. Lui, però, ha ancora in testa il ricordo di quei giorni, di quei 147 esseri umani bloccati per giorni sulla nave della sua ong senza vedere una luce in fondo al tunnel. Tanto che a un certo punto avevano preso a lanciarsi in mare, sperando di raggiungere le coste.
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 18 dicembre 2025
Oggi 18 dicembre è la giornata dedicata a loro. Ma l’Onu fa un po’ di confusione tra rifugiati e chi va alla ricerca di una vita migliore. Le Nazioni Unite dovrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di creare una giornata mondiale dell’ingenuità. Guarderemmo con maggiore indulgenza la maggior parte delle 160 giornate mondiali che l’ONU ha dedicato per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi serissimi, dai diritti umani alla memoria dell’Olocausto, dall’ambiente ai rifugiati. Il 18 dicembre questa giornata è dedicata ai migranti. È stata proclamata il 4 dicembre del 2000. Ma l’espressione, di per sé, è un monumento all’ingenuità.
di Dominique Simonnot*
Il Dubbio, 18 dicembre 2025
Dal mese di ottobre 2024, in Francia cinque detenuti sono stati uccisi da un compagno di cella, in circostanze atroci. Tra loro, un giovane uomo incarcerato alle Baumettes, a Marsiglia, terrorizzato dal suo compagno di cella che egli stesso definiva “folle”. Ha parlato, urlato, scritto, chiamato al citofono. Invano. In un’interrogazione al governo, la senatrice Valérie Boyer (Les Républicains, Bouches-du-Rhône) ha ricostruito la scena: “Il suo carnefice si è servito di una scodella rotta per ucciderlo, arrivando quasi a decapitarlo”. Il ministro della giustizia le ha risposto: “Entrambe le procedure, giudiziaria e amministrativa, sono tuttora in corso. Pertanto, come lei ben sa, non posso esprimermi sul caso. Quando le conclusioni saranno rese note, adotteremo le misure necessarie affinché un simile dramma non si ripeta”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 18 dicembre 2025
Violazioni su violazioni che hanno riguardato il diritto alla libertà di associazione, quello di candidarsi alle elezioni, il diritto di proprietà e il diritto al rispetto della vita privata di Aleksei Navalny, dei suoi collaboratori, dei loro familiari e di tre organizzazioni riconducibili al dissidente politico. È quanto ha constatato la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato la Russia. Nella sentenza di 115 pagine emerge che nei confronti del principale oppositore di Putin, morto nella colonia penale “Po lar wolf” il 16 febbraio 2024, e della Fondazione anticorruzione le autorità di Mosca hanno attuato una vera e propria persecuzione. Come? Con misure che “facevano parte di uno sforzo concertato, di portata senza precedenti, volto a eliminare l’opposizione democratica organizzata incentrata su Aleksei Navalny”.
di Ghazal Afshar
Il Riformista, 18 dicembre 2025
In occasione della Giornata internazionale dei diritti umani, il Parlamento europeo è stato teatro di una forte denuncia contro la drammatica escalation delle violazioni dei diritti umani in Iran. Due conferenze di alto profilo hanno lanciato un appello urgente all’Unione europea affinché adotti una linea più decisa contro il regime di Teheran, denunciando l’aumento senza precedenti delle esecuzioni e la repressione sistematica del dissenso. Nel 2025 l’Iran ha consolidato il suo primato mondiale per numero di esecuzioni. Secondo organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International, nei primi undici mesi dell’anno sono state giustiziate almeno 1.791 persone. La pena di morte continua a essere utilizzata come strumento politico e intimidatorio, colpendo in modo sproporzionato minoranze, oppositori e detenuti politici.
di Antonella Di Pietro
leggilanotizia.it, 17 dicembre 2025
Se la tendenza è quella di nascondere e chiudere i problemi dietro le sbarre, il malessere dilaga e si riverbera drammaticamente in tutto il contesto, esasperando detenuti e operatori. Il 2024 ha registrato 91 suicidi tra i detenuti e 7 nella Polizia penitenziaria. Anche il 2025 è stato un anno contrassegnato da tensioni, disordini e episodi di suicidio che hanno portato a 76 il numero dei “morti di pena”. Lo scorso novembre, alla Casa circondariale di Cremona si è tolto la vita un educatore, aggiungendo la sua morte ad altri 3 suicidi di operatori, due della penitenziaria e un altro delle funzioni centrali. Vicende che hanno riacceso i riflettori sulle difficoltà di questo lavoro che comporta uno stress emotivo elevatissimo un forte rischio di burnout.
di Fabio Falbo
Il Dubbio, 17 dicembre 2025
Il 5 dicembre 2025, tra le mura del Carcere di Rebibbia Nuovo Complesso a Roma, si è consumato un momento di cruda verità che ha riacceso i riflettori su un universo spesso dimenticato: quello penitenziario. Promosso dalla Camera Penale di Roma e dalla Commissione Carcere, il convegno “Cinquant’anni di Ordinamento Penitenziario. Una riforma dietro le sbarre” doveva essere un momento di riflessione istituzionale, ma si è trasformato in un’occasione di denuncia corale. Dopo l’intervento di tutti i relatori, anche Gianni Alemanno ha contribuito a squarciare il velo dell’indifferenza, raccontando la realtà delle condizioni carcerarie, riferite al caldo soffocante d’estate, freddo gelido d’inverno a causa di infrastrutture fatiscenti, e una sensazione opprimente di abbandono da parte delle istituzioni. Denunce che, a quanto pare, hanno suscitato il malcontento della direzione carceraria, alimentando tensioni che fanno temere il rischio inaspettato di possibili ritorsioni disciplinari.
di Angela Calvini
Avvenire, 17 dicembre 2025
Presentata in Senato l’iniziativa “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore” che si svolgerà il 18 dicembre. Per un giorno le sbarre diventano soglia, i corridoi si riempiono di voci, le mense si trasformano in luoghi di incontro. Anche quest’anno il Natale entra nelle carceri italiane con “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore”, l’iniziativa promossa da Prison Fellowship Italia, insieme al Rinnovamento nello Spirito Santo e alla Fondazione Alleanza del RNS, in collaborazione con il Ministero della Giustizia e con il patrocinio del CONI Comitato Regionale Lazio. Un evento che si conferma come il più grande appuntamento natalizio del sistema penitenziario italiano e che, per qualche ora, “contamina” di festa e di vita gli spazi asettici della detenzione.
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