di Piero Sansonetti
L’Unità, 17 dicembre 2025
Il titolo di prima pagina, a tutta pagina, del più filogovernativo dei giornali della destra (“Libero”), francamente mi ha lasciato senza respiro. Lo trascrivo: “Il governo arresta, il giudice libera”. È una rivendicazione. Di tipo cileno. Il titolo del “Giornale” è simile e appena un po’ meno sfacciato: “I giudici di Allah”. Il “Secolo” è un po’ più attento: “Toghe libera tutti”. Poi c’è la dichiarazione di Giorgia Meloni: “Così sicurezza impossibile”. Stiamo parlando della decisione della Corte di appello di Torino di disporre la liberazione dell’Imam Mohamed Shahin dal Cpr di Caltanissetta dove era detenuto per ordine del prefetto, cioè del ministro dell’Interno. La Corte ha deciso la liberazione dell’Imam avendo accertato che non aveva commesso nessun reato e dunque che non esiste nessun motivo per revocargli il permesso di soggiorno, né tantomeno per rinchiuderlo in un Cpr lontano mille chilometri da dove vivono sua moglie e i suoi bambini.
di Giulia Merlo
Il Domani, 17 dicembre 2025
Se è vero che le idee non hanno genere, è altrettanto vero che i volti che le rappresentano hanno un significato. E se il dibattito sempre più polarizzato e asfittico sul referendum per la riforma della magistratura sta dimostrando qualcosa è che la giustizia è ancora cosa da uomini. Per scelta dei media, ma soprattutto degli stessi comitati per il Sì e per il No alla riforma, che ormai quotidianamente si danno battaglia. Un paradosso, se si pensa al forte attivismo messo in campo dall’avvocatura, dalla magistratura e dall’accademia e al fatto che le prime due categorie sono composte rispettivamente per il 47 per cento e il 57 per cento di donne (per la terza non esistono numeri esatti ma una stima di professoresse in materie giuridiche è del 35 per cento).
di Antonello Cosentino*
Il Dubbio, 17 dicembre 2025
Il nucleo della riforma costituzionale non è la separazione delle carriere (realizzabile con legge ordinaria) bensì il depotenziamento del Csm, che verrà sdoppiato e privato della potestà disciplinare e risulterà composto da magistrati non più eletti ma sorteggiati. Il sorteggio è il vulnus più grave: non solo perché affida al caso la selezione delle persone investite di una funzione di rilevanza costituzionale e priva il governo autonomo della magistratura dell’apporto della riflessione collettiva che emerge dal pluralismo degli orientamenti associativi dei magistrati; ma, soprattutto, perché, trasforma la componente togata del/ dei Csm in una casuale adunata di singoli, spogliati della forza derivante dal mandato elettorale. Con il sorteggio gli istituendi Csm saranno ridotti ad organi di natura tecnico- amministrativa, meri uffici del personale, privi della capacità di (e della legittimazione ad) esprimere orientamenti valoriali che rappresentino sintesi democratica di diverse sensibilità e visioni della giurisdizione.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 17 dicembre 2025
C’è un filo rosso che, negli ultimi anni, attraversa molte decisioni della Cassazione in materia di indagini tecnologiche: la crescente consapevolezza che sequestrare uno smartphone o un computer non equivale a mettere le mani su un semplice oggetto, ma su un frammento di vita privata. La sentenza n. 38331 della Sesta sezione ribadisce questo punto con particolare chiarezza, richiamando il principio di proporzionalità come cardine della legittimità di ogni ingerenza nei diritti fondamentali. In un’epoca in cui le investigazioni digitali sono sempre più estese e automatiche, la Corte fissa un limite: l’attività di ricerca della prova non può oltrepassare ciò che è davvero necessario. È un richiamo che riguarda non solo le procure, ma anche il legislatore, spesso incline a introdurre strumenti sempre più penetranti senza misurarne l’impatto sulle garanzie individuali.
wikimilano.it, 17 dicembre 2025
Il tema delle carceri torna al centro del confronto politico lombardo. Dopo le dichiarazioni del sindaco di Milano Giuseppe Sala sulle condizioni critiche del carcere di San Vittore, arriva la posizione del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, che invoca una riforma strutturale dell’intero sistema penitenziario. A margine della seduta del Consiglio regionale a Palazzo Pirelli, Fontana ha chiarito che il problema non riguarda solo la collocazione di singoli istituti. Secondo il governatore, è necessario ripensare complessivamente il modello delle carceri italiane, puntando alla realizzazione di nuove strutture con un’impostazione radicalmente diversa rispetto al passato.
di Camilla Pallavicino
laguida.it, 17 dicembre 2025
Questi quattro hanno scelto il rito abbreviato. A gennaio inizierà il processo per gli altri dieci imputati. Si aprirà il 28 gennaio al tribunale di Cuneo il processo sulle presunte torture avvenute nel carcere di Cuneo, ma intanto quattro dei quattordici imputati hanno scelto il rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare Edmondo Pio; si tratta dell’ispettore di polizia penitenziaria G. V., del medico A. M. e degli agenti M. D. e M.C. Al termine di una requisitoria di due ore il pubblico ministero Mario Pesucci ha chiesto la condanna a tre anni e due mesi per l’ispettore, accusato del pestaggio avvenuto nella notte fra il 20 e il 21 giugno 2023, all’interno della cella 417 del “padiglione Gesso” di cui era responsabile.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 17 dicembre 2025
C’è un carcere che lavora, studia, produce cultura e prova a ricucire legami. Accanto alle difficoltà della detenzione, aggravate dal grave sovraffollamento e dalle condizioni ambientali spesso critiche e logoranti, alla casa circondariale di Monza si muove ogni giorno un laboratorio silenzioso di dignità e reinserimento, fatto di persone e progetti civici encomiabili. Oltre a iniziative ricreativo-artistiche come Free for Music, l’istituto brianzolo ospita un ventaglio articolato di attività virtuose. Dai percorsi di giustizia riparativa ai corsi di teatro, fino alla nascita recente di una vera e propria rivista: “Oltre i confini”.
di Monia Settimi
Gazzetta di Pordenone, 17 dicembre 2025
Il carcere di Pordenone non è solo una struttura di detenzione, ma un tema che riapre una questione politica irrisolta. In consiglio comunale il Partito Democratico accende i riflettori su un’assenza che, secondo l’opposizione, pesa da anni: la mancanza di un Garante comunale per le persone detenute. A portare il tema sul tavolo istituzionale è la consigliera Irene Pirotta, con un’interrogazione che chiede all’amministrazione di colmare rapidamente questo vuoto. All’interno del Castello cittadino ha sede una delle principali strutture penitenziarie del Friuli Venezia Giulia. Eppure, nonostante la presenza del carcere e il quadro normativo favorevole, Pordenone resta priva di una figura dedicata alla tutela dei diritti dei detenuti, a differenza di altre città della regione che hanno già scelto questa strada. Una distanza che, per il Pd, non è più giustificabile, soprattutto dopo l’accordo nazionale del 2022 tra ANCI e il Garante nazionale, nato proprio per incentivare i garanti territoriali.
gnewsonline.it, 17 dicembre 2025
Nella Casa Circondariale Santa Maria Maggiore, a Venezia, alcuni detenuti sono stati selezionati come operatori del centro unico di prenotazione dell’Azienda Sanitaria Locale del Veneto. Rispondono ai cittadini, controllano le agende degli appuntamenti delle strutture del territorio, fissano visite ed accertamenti clinici. Lo fanno dal carcere, in un locale individuato dalla direzione dell’istituto penitenziario, attrezzato dall’ente sanitario e dal consorzio che gestisce il servizio prenotazioni. L’iniziativa è partita nella primavera di quest’anno, con sei detenuti, divenuti nove, provvisti di competenze utili a svolgere il compito. Dopo un periodo di affiancamento con un operatore esperto della Ulss 3 Serenissima, i nuovi impiegati vengono inquadrati come lavoratori a tempo indeterminato; uno di loro è stato autorizzato a svolgere la mansione all’esterno del carcere, lavorando presso la sede principale del CUP dell’azienda, quella dell’Ospedale dell’Angelo, a Mestre.
L’Unità, 17 dicembre 2025
Si svolgerà a Milano, dal 18 al 20 dicembre, presso il Teatro Puntozero del Carcere Minorile Cesare Beccaria, l’XI Congresso di Nessuno tocchi Caino. “La scelta del luogo ha per noi un alto valore simbolico,” hanno dichiarato Rita Bernardini, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti, Presidente, Segretario e Tesoriera dell’Associazione radicale fondata 32 anni fa da Marco Pannella e Mariateresa Di Lascia. All’apertura dei lavori, prevista per le ore 13 di domani dicembre, interverrà Antonio Sangermano, Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità. Seguiranno le relazioni degli organi dirigenti dell’Associazione. Venerdì è previsto l’intervento di Massimo Parisi, Vice Capo del Dap e di Francesco Petrelli, Presidente dell’Ucpi. Sabato 20 dicembre alle 10 il saluto del Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Tre i temi principali dei lavori: “Morte per pena: Non solo privazione della libertà”; “I luoghi della pena: Visitare i carcerati”; “La fine della pena: Non giudicare!”.
- Verona. Scuole e carcere insieme per un nuovo percorso riabilitativo
- Ferrara. La cultura oltre ogni barriera: Unife porta il sapere in carcere
- Milano. “Parole di speranza”, il progetto per donare libri ai detenuti
- Modena. Teatro Carcere torna con la terza edizione di “Dei delitti e delle scene”
- Benevento. “L’ora d’aria colorata” di Luca Pugliese al carcere minorile di Airola










