di Giunta e Osservatorio Carcere dell’UCPI
camerepenali.it, 22 novembre 2025
La Circolare del 21 ottobre, come rappresentato in occasione dell’incontro del 18 novembre scorso, ha destato forti preoccupazioni e allarme tra tutti i soggetti interessati ad una corretta e ampia attività trattamentale dei detenuti nei rapporti con la comunità esterna, in particolare attraverso offerte e incontri promossi da terzi con finalità educative, culturali, ricreative. Al fine di ristabilire una certa serenità collettiva, anche nell’interesse dei detenuti già sottoposti a tensioni e stress per le condizioni soprattutto di sovraffollamento negli istituti, riteniamo opportuno che si proceda ad una correzione-integrazione della stessa.
di Catello Maresca*
Il Riformista, 22 novembre 2025
Tra fake news e prese di posizione, più vicine al tifo da stadio che a serie questioni costituzionali, prosegue lo scontro sulla cosiddetta riforma della giustizia. Il 30 ottobre scorso, il Senato della Repubblica ha concluso l’iter legislativo per l’approvazione della norma e, non avendo raggiunto la maggioranza dei due terzi dei componenti, richiesta per le modifiche costituzionali, la parola definitiva spetterà, infatti, ai cittadini, che dovranno esprimersi attraverso un referendum, detto confermativo. Nei prossimi mesi, ma in realtà il percorso è già stato anticipato attraverso la creazione di alcuni comitati a favore o contro, il dibattito si annuncia particolarmente intenso.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 22 novembre 2025
Polemiche per le frasi dei ministri della Giustizia e della Famiglia e della natalità durante una conferenza sugli abusi di genere. Novembre è un mese delicato per il governo. C’è la giornata contro la violenza sulle donne e ogni anno la destra, durante gli eventi correlati, inciampa. E cade fragorosamente. Anche quest’anno il protagonista delle gaffes è il guardasigilli Carlo Nordio. Siccome gli atti comici vengono meglio quando si è in due, a fargli da spalla c’era la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, organizzatrice dell’incontro che li ha visti protagonisti.
di Fabrizia Giuliani
La Stampa, 22 novembre 2025
Pesano le parole pronunciate ieri dal Guardasigilli, sulla mascolinità inemendabile. Pesano perché le ha pronunciate un ministro della Repubblica in un luogo dove si svolgeva un confronto istituzionale internazionale sulla violenza contro le donne, a pochi giorni dal 25 novembre. Pesano perché siamo alla vigilia dell’approvazione unanime di due misure determinanti nella strategia di contrasto alla violenza che contraddicono radicalmente, nelle ragioni e nella storia che hanno alle spalle, il senso di quelle affermazioni. E pesano anche per il tono, il linguaggio che le ha accompagnate: i maschietti, le femminucce, la riflessione quasi estemporanea. Non è questione di anacronismo, ma di gravità che scompare. Accostarsi a un tema di questa portata con un lessico adatto a scuole d’altri tempi, esprimendo pensieri che sembrano ignorare - prima ancora di contraddire - mezzo secolo di riflessioni, studi, ricerche confluiti in una stratificata normativa sovranazionale, sembra rivelare quanto poco valore gli si attribuisce.
di Raphael Zanotti
La Stampa, 22 novembre 2025
Inutili le procedure di rianimazione. È l’una e un quarto di notte. Un agente della polizia penitenzia del carcere di Torino sta facendo il suo giro di controllo per i corridoi in penombra del padiglione C del Lo Russo e Cutugno quando all’improvviso percepisce che qualcosa non va. Da una cella arriva silenzio. Troppo silenzio. Chiama, non riceve risposta. Tenta di aprire lo spioncino, che però è bloccato. Allora apre parzialmente la porta. Un uomo è appeso alla finestra della cella con un cappio di stoffa al collo.
di Rosaria Federico
Cronache della Campania, 22 novembre 2025
L’eurodeputata di Avs denuncia condizioni disumane nel penitenziario partenopeo: “Muffa, niente riscaldamento e letti a castello illegali. Oltre duemila reclusi per 1.300 posti: servono misure alternative urgenti, il governo non può ignorare questa emergenza”. Non è solo un problema di numeri, ma di dignità umana calpestata quotidianamente. È un quadro a tinte fosche, quello emerso dall’ispezione condotta questa mattina dall’eurodeputata di Sinistra Italiana e Verdi, Ilaria Salis, all’interno della casa circondariale di Poggioreale. Il report diffuso al termine della visita è un vero e proprio cahier de doléances che certifica il collasso del sistema penitenziario nel più grande carcere del Mezzogiorno.
Il Tirreno, 22 novembre 2025
Un rogo scoppiato dieci giorni fa nell’area dedicata alla tutela della salute mentale del carcere fiorentino ha provocato ustioni e traumi tra alcuni detenuti fragili. L’associazione Pantagruel denuncia la gravità dell’episodio. A Sollicciano il fumo si è già diradato, ma resta l’odore acre di una vicenda che non può finire in fondo a un registro. Nell’Atsm, la sezione dedicata alla tutela della salute mentale, dieci giorni fa è divampato un incendio. Un episodio breve, violento, che ha lasciato il segno: capelli bruciati, ustioni leggere, lo sguardo ancora impaurito di chi c’era dentro. A darne notizia ora sono i volontari di Pantagruel, che da anni frequentano il carcere fiorentino e ne conoscono pregi e falle.
di Martino Villosio
rainews.it, 22 novembre 2025
Dopo la visita di sindaco e garante dei detenuti, e l’irruzione degli anarchici, il testo precisa che “nella struttura non c’è sovraffollamento e sono garantite le prestazioni sanitarie di base”. Un luogo che resta tormentato, anche oltre il suo perimetro. Non c’è pace, intorno al cpr di Torino. Mercoledì la visita del sindaco Lorusso con la Garante dei detenuti Berardinelli e le frasi: qui una situazione critica, un vero carcere pur ospitando anche chi non delinque. A seguire, l’irruzione di una decina anarchici dentro la sede dell’Asl in via San Secondo. Slogan sui muri e accuse di complicità.
di Giovanna Carnevale
giornaleradiosociale.it, 22 novembre 2025
Nelle scorse settimane una circolare del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è intervenuta sulle regole che riguardano l’organizzazione di attività culturali e ricreative negli istituti, in particolare per il circuito di alta sicurezza. Il rischio, come ha sottolineato anche il Portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello è che le carceri diventino sempre più chiuse al mondo esterno e che ai detenuti venga data sempre meno l’opportunità di una crescita personale attraverso l’arte, la formazione, la socialità. Per parlare di cosa sta accadendo nel sistema penitenziario italiano, ma anche del valore e della funzione dell’arte nelle carceri, abbiamo intervistato Fabio Cavalli, attore, regista teatrale e fondatore nel 2003 del Teatro libero di Rebibbia. Il Centro Studi Enrico Maria Salerno, di cui è direttore generale, sta organizzando una conferenza sul tema il prossimo 22 dicembre, nel Teatro del carcere di Rebibbia.
di Luigia Aristodemo
direnewsoggi.it, 22 novembre 2025
All’interno dell’Istituto penitenziario di Teramo, la dottoressa Patrizia Boccia, funzionario giuridico-pedagogico, opera ogni giorno in un contesto complesso in cui educazione, ascolto e recupero si intrecciano con le rigidità dell’istituzione carceraria. Con un’esperienza maturata sul campo e uno sguardo sempre aperto e curioso, Boccia racconta le sfide quotidiane di un ruolo che richiede equilibrio, empatia e una profonda capacità di relazione umana. Dalle difficoltà legate al sovraffollamento alle potenzialità del trattamento, fino alla necessaria sinergia tra carcere e territorio, il suo punto di vista offre uno spaccato lucido e umano di cosa significhi lavorare per il reinserimento di chi, un giorno, tornerà nella società libera.
- Bergamo. Al Donizetti Studio la Bottega dell’economia carceraria
- Teramo. Fumetto d’evasione: laboratorio artistico nel carcere
- Livorno. “Libro sospeso”, l’iniziativa della Feltrinelli per i detenuti
- Parole come riscatto. Impararne più che si può e abbandonare un’esistenza ai margini
- Un limite per l’intelligenza artificiale: non può dare giudizi










