di Lucio Brunelli
L’Osservatore Romano, 8 novembre 2025
Anna Laura Braghetti, morta ieri 72 anni, è stata una delle militanti più note ed efferate delle Brigate rosse. Nel 1978, quando aveva venticinque anni ed era ancora incensurata, fu una dei carcerieri di Aldo Moro. Quando il prigioniero chiese dei libri lei gli portò delle opere sul marxismo che avevano in casa; gentilmente Moro fece notare che quei libri li conosceva già e avrebbe preferito, possibilmente, una Bibbia e le lettere di san Paolo. L’anno seguente, datasi alla clandestinità, la giovane terrorista partecipò all’attacco contro la sede provinciale della Dc romana, a piazza Nicosia; insieme al brigatista Francesco Piccioni aprì il fuoco contro una volante della polizia accorsa sul posto uccidendo due inermi poliziotti. Nel 1980 sparò a Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, lasciandolo senza vita in un pianerottolo della facoltà di Scienze politiche a La Sapienza di Roma. Sia Bachelet sia Moro insegnavano in quella facoltà: entrambi miei professori, li ricordo come persone miti, credenti veri, dediti con un alto senso del dovere al servizio del bene comune.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 8 novembre 2025
Dopo le polemiche per la condanna all’ergastolo di Filippo Turetta senza le attenuanti della crudeltà e dello stalking, si è detto e scritto che bisognava distinguere tra il piano giudiziario e quello “culturale”. E per la stessa logica, ora che il processo per il femminicidio di Giulia Cecchettin si è chiuso definitivamente, si può dire che l’unica “sentenza” che abbia senso leggere alla società in ascolto, l’ha scritta il papà della 22enne uccisa dall’ex fidanzato l’11 novembre 2023. “Non esiste una giustizia capace di restituire ciò che è stato tolto, ma esiste la consapevolezza che la verità è stata riconosciuta e che le responsabilità sono state pienamente accertate”, spiega Gino Cecchettin.
di Stefania Totaro
Il Giorno, 8 novembre 2025
Per la morte di un 63enne in carcere indagati per omicidio infermieri e detenuto. Si attendono gli esiti dell’autopsia e i famigliari dell’uomo chiedono che sia fatta chiarezza. Cause naturali o la morte come conseguenza delle botte prese? Sono i due scenari su cui sta lavorando la Procura di Monza. Per il detenuto 63enne italiano morto a metà ottobre nel carcere di via Sanquirico la Procura ha indagato per l’ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale un compagno di cella e per quella di omicidio colposo un infermiere e un medico in servizio nella casa circondariale quando è avvenuta la vicenda ora al vaglio della magistratura. Il decesso dell’uomo, italiano, che soffriva già di svariate gravi patologie, non pare dovuto a cause naturali e si attendono gli esiti dell’autopsia. A insospettire gli inquirenti è stata la lite che il 63enne ha avuto il giorno prima del decesso con un compagno di cella.
avantionline.it, 8 novembre 2025
Idee nuove su cura possibile ed esigenze di tutela sociale. Sabato 8 novembre a Roma, Università La Sapienza di Roma, (aula magna edificio Marco Polo viale dello Scalo di San Lorenzo). Convegno promosso dalla Fondazione Massimo Fagioli. Partecipano magistrati, dirigenti pubblici, giuristi, psichiatri e ricercatori.
di Liliana Perrone
lincontro.news, 8 novembre 2025
Sul tema della detenzione, inteso come un processo di restituzione di individui alla società, si è svolto recentemente un incontro a Palazzo Barolo a Torino tra istituzioni ed esperti della materia, in collaborazione e in concomitanza con il Festival di Woman & the City. In una società dove si cerca con molta difficoltà di ricucire gli strappi, è possibile considerare la detenzione, anche di lungo periodo, come un luogo dove, paradossalmente, si possa coltivare la libertà, intesa non come assenza materiale di mura, ma come un ritorno alla consapevolezza di se stessi e come ritorno di cittadini nella comunità? In altri termini, il carcere può essere in grado di accompagnare, di educare e quindi di rigenerare, trasformando le storie di vite spezzate in una speranza per il futuro, per se stessi e per gli altri?
brindisireport.it, 8 novembre 2025
Anche quest’anno la Cooperativa sociale Il Sogno con sede a San Pietro Vernotico, avvia all’interno della Casa circondariale di Brindisi, la seconda edizione del progetto Dike 2 “Qui ed Ora”, riguardanda l’Avviso pubblico del dipartimento Amministrazione penitenziaria - Provveditorato regionale - Puglia e Basilicata. Il bando interviene sulla fragilità della detenzione con la finalità di rendere il carcere un luogo di umanizzazione e trasformazione, dove la pena non sia una sospensione della persona, ma un’occasione di riscatto. È un investimento nella sicurezza collettiva, ma soprattutto nella dignità dell’essere umano.
di Sofia Danti
La Nazione, 8 novembre 2025
Al via l’undicesima edizione della rassegna di teatro in carcere Destini Incrociati, a cura del Teatro Popolare d’Arte e del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere. “L’auspicio è quello di superare lo stigma del carcere e di generare ponti tra persone, ruoli, sensibilità. “Una rassegna che serve a sensibilizzare sul ruolo del teatro in carcere, per fare entrare le persone nei meccanismi pedagogici e didattici alla base del progetto”, afferma Francesco Giorgi, a capo della direzione organizzativa della Compagnia Teatro popolare d’arte.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 novembre 2025
Si apre a Roma la VII Conferenza nazionale sulle dipendenze. Ma senza il Terzo settore. Sei chilometri di distanza appena separano due mondi completamente diversi, due approcci opposti, due paradigmi culturali alternativi. Da un lato c’è “l’obiettivo liberi dalla droga e dalle dipendenze” (vasto programma che conta almeno tre quarti di secolo di fallimenti, morti ed emarginazione), c’è “il bene e il male” (testuale), c’è l’”Insieme si può” (ma senza le associazioni del Terzo settore né i consumatori) e pure l’”approccio integrato” (ma su un binario unico).
di Viola Giannoli
La Repubblica, 8 novembre 2025
“Una conferenza escludente, repressiva e già scritta”. Stefano Vecchio, presidente del Forum droghe, parla dalla Città dell’Altra economia di Roma dove associazioni della società civile come Antigone, Coscioni, Cnca, Gruppo Abele, operatori, esperti e persone che usano sostanze hanno convocato una “Contro-conferenza sulle dipendenze”, il controcanto a quella istituzionale.
di Marco Perduca
Il Manifesto, 8 novembre 2025
Il potenziale terapeutico delle sostanze psichedeliche sta scatenando, per ora non in Italia, un’esplosione di discussioni sui media generalisti; la copertura mediatica della ricerca sulle sostanze psichedeliche ha rafforzato l’interesse pubblico per l’uso medico e non delle molecole. Del presente psichedelico se ne è parlato a Roma in apertura della Contro-conferenza sulle droghe, autoconvocata dalla società civile in contrapposizione a quella del governo.
- Migranti. Il silenzio assordante delle autorità italiane sul Cpr in Albania
- Migranti. Cpr di Milano, dopo la nostra denuncia lo deportano in Albania
- Tunisia. Amnesty: L’Ue complice delle persecuzioni subite da richiedenti asilo e migranti”
- La Spagna esternalizza i migranti in Mauritania
- Lettera aperta al Direttore della Direzione Generale dei detenuti e del trattamento, Ernesto Napolillo










