di Giulio Cavalli
Il Domani, 29 ottobre 2025
La Corte d’Appello ha respinto la richiesta del Viminale di sospendere la sentenza che aveva condannato la questura. Entro l’8 dicembre la questura dovrà riorganizzare i propri uffici e garantire che ogni richiedente asilo possa essere ricevuto tempestivamente, senza file notturne, liste chiuse o richieste di documenti non previste dalla legge. A Torino la giustizia ha messo in mora la burocrazia. Con un’ordinanza depositata il 27 ottobre 2025, la Corte d’Appello ha respinto la richiesta del ministero dell’Interno di sospendere la sentenza che aveva condannato la questura per le cosiddette “code discriminatorie”. Entro l’8 dicembre la questura dovrà quindi riorganizzare i propri uffici e garantire che ogni richiedente asilo possa essere ricevuto tempestivamente, senza file notturne, liste chiuse o richieste di documenti non previste dalla legge.
di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 29 ottobre 2025
Il Governo si prepara a celebrare la propria strategia di “tolleranza zero”, fatta di repressione, stigma e patologizzazione, a Roma un’altra conferenza prende la parola. È la Contro-conferenza nazionale sulle droghe, autoconvocata da associazioni, reti, operatori, persone che usano droghe, studiosi e movimenti sociali per proporre una svolta radicale nelle politiche sulle droghe. Un momento di confronto, analisi e proposta che si terrà dal 6 all’8 novembre tra la Città dell’Altra Economia e il Campidoglio, con l’obiettivo di presentare un Piano costruito dal basso e alternativo alla guerra alla droga.
di Stefano Stefanini
La Stampa, 29 ottobre 2025
Infranta la tregua che nessuno dei due avversari ha mai voluto. Da oggi toccherà alla diplomazie americana e araba provare a ristabilirla. Credevano di essere usciti dall’incubo. Stamane, i gazawi si sono svegliati dopo aver passato, di nuovo, una notte di guerra. Benjamin Netanyahu aveva ordinato una ripresa di raid pesanti (“forceful strikes”) e l’Idf ha prontamente eseguito. La tregua è dunque infranta. Fattore scatenante: Hamas aveva restituito i resti di una salma che non appartengono a nessuno dei 13 ostaggi mancanti; si sarebbero aggiunti, secondo fonti israeliane, attacchi di milizie del Movimento a Rafah. Causa vera: la fragilità del cessate il fuoco. Con avversari che lo vogliono far fallire.
di Fabrizio Arena
Il Domani, 29 ottobre 2025
Le Forze di supporto rapido hanno conquistato dopo 500 giorni di assedio la capitale del Darfur settentrionale. Il governo denuncia l’uccisione di 2mila civili disarmati solo negli ultimi giorni. La Commissione dell’Unione africana: “Presunti crimini di guerra per motivi etnici”. Dopo 500 giorni di assedio la città sudanese di El Fasher è caduta nelle mani dei paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf). Le Forze armate sudanesi (Saf) hanno così perso l’ultimo baluardo nel Darfur settentrionale e con questo il controllo dell’intera regione. Il presidente del Consiglio sovrano, Abdel Fattah Al Buhran, ha confermato l’accaduto: “Il Sudan risorgerà grazie alla forza del suo popolo e all’unità delle sue truppe”. Il “suo popolo” viene però affamato e ucciso da più di due anni, anche con il suo contributo e arrivano già notizie da El Fasher che parlano di esecuzioni sommarie e pulizia etnica mirata per le strade.
garantedetenutilazio.it, 28 ottobre 2025
Nelle carceri con sezioni di alta sicurezza non basteranno più il parere del direttore e l’autorizzazione del magistrato di sorveglianza. “Questa cosa è la fine della partecipazione della comunità esterna alle iniziative culturali e ricreative promosse (dalla comunità esterna) nelle carceri. Dalle celle chiuse alle carceri chiuse, è un attimo. Un balzo all’indietro di più di quarant’anni”. Così sul suo profilo Facebook il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, a proposito della circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del 21 ottobre che cambia le regole per l’organizzazione dall’esterno di un’attività in carcere.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2025
Una donna detenuta nel carcere di Vercelli rimane incinta e per un sindacato di polizia penitenziaria “ormai è Disneyland”. Ma avere una vita sessuale è un diritto per tutti. Una donna detenuta nel carcere di Vercelli rimane incinta senza aver mai beneficiato di permessi premio o misure esterne. Usufruiva di colloqui con il compagno, padre di sua figlia e anche lui detenuto nella sezione maschile del medesimo istituto. Nel mondo sessuofobo del carcere, l’evento ha fatto notizia. Un sindacato autonomo di polizia penitenziaria ha commentato affermando che il carcere “oramai è Disneyland”. Non so quale aspetto del noto parco giochi intendesse richiamare con il paragone, se il divertimento, il senso di libertà, la varietà delle attrazioni.
di Agnese Casoni
lavoce-nuova.it, 28 ottobre 2025
Oltre cento detenuti in permesso premio hanno trascorso una giornata all’aperto dedicata all’ambiente e al riscatto sociale, affiancati da dodici affidati in prova al servizio sociale e più di 230 volontari, per ripulire parchi, spiagge e aree urbane in tredici città italiane. L’iniziativa ha portato alla raccolta complessiva di 5.580 chili di plastica e altri rifiuti, pari a quasi sei tonnellate. L’evento, promosso da Plastic Free Onlus - organizzazione impegnata nella lotta contro l’inquinamento da plastica - in collaborazione con Seconda Chance, associazione che favorisce il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti, si è svolto nello scorso weekend a pochi mesi dal successo della precedente edizione di maggio. L’iniziativa ha unito due mondi solo in apparenza distanti: la tutela dell’ambiente e il reinserimento sociale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 ottobre 2025
Le correnti si compattano e rivendicano il diritto di fare politica. Carofiglio, De Cataldo e Gratteri frontmen della campagna per il No. “Giusto dire No”: è intorno a questo slogan che l’Anm si compatta ufficialmente in vista dell’appuntamento referendario della prossima primavera. Domani al Senato inizia la discussione sulla riforma Nordio e giovedì il voto finale. Ma intanto i magistrati affilano le armi e escono uniti dall’assemblea di sabato, convinti di poter vincere la partita, puntando nella comunicazione all’attacco e a non a pararsi dalle accuse. “Basta difenderci soltanto - ha detto il presidente Cesare Parodi - raccontiamo a tutti quello che la magistratura italiana ha fatto per la società in questi anni, non soltanto ovviamente come sarebbe difficile negare per il terrorismo e per la mafia ma a tutela della salute delle famiglie, dei bambini, della dignità delle persone, dei lavoratori dell’ambiente”.
di Carmelo Caruso
Il Foglio, 28 ottobre 2025
L’ex avvocato di Tortora, volti noti del garantismo, puntare sul “costo” della mala giustizia. Si prepara la campagna della destra in vista del referendum. il più temuto dall’altra parte è Gratteri. Cassese: “Non è una gara su Meloni. La sinistra avrebbe bisogno di quarant’anni con lei a Palazzo Chigi”. Meloni vuole giustizia e la vuole nuova. Separa le carriere dei magistrati e si unisce con Marina Berlusconi. Il nuovo Landini è Nicola Gratteri. Ecco come Meloni vuole vincere il referendum sulla giustizia. La strategia prevede di coinvolgere volti popolari: da Gaia Tortora a Gian Domenico Caiazza, da Giuseppe Cruciani a Daniele Capezzone passando per avvocati come Raffaele Della Valle. La missione è trasformare il referendum nella festa della giustizia, nel sogno, pienamente realizzato, di Giuliano Vassalli.
di Giorgio Gori*
Il Dubbio, 28 ottobre 2025
Considero un fatto positivo che pm e giudici condividano la stessa cultura giuridica. Mi sono fatto un’opinione sul tema della separazione delle carriere dei magistrati, principale oggetto della riforma della giustizia recentemente approvata dal Parlamento e oggetto di consultazione referendaria nella prossima primavera. Desidero condividerla con i lettori de Il Dubbio e lo faccio in modo schematico, sperando che questo non nuoccia alla comprensione degli argomenti che sinteticamente provo ad esporre.
- “Riforma per un sistema più giusto. La magistratura resterà indipendente”
- Separazione delle carriere: una riforma coerente col modello accusatorio
- Detenzione domiciliare concessa anche a causa delle carceri affollate
- Catanzaro. I detenuti denunciano: in 6 mesi 6 morti e cure negate
- Napoli. Era in carcere a Poggioreale, Konte Allhaje è morto di tubercolosi










