di Simona Lorenzetti
Corriere della Sera, 3 ottobre 2025
Prima class action in Italia contro TikTok e Meta. Il Moige, insieme a un pool di esperti e avvocati, da Torino porta in tribunale Meta e TikTok chiedendo di tutelare i minori dagli effetti nocivi dei social: vietare l’accesso under 14, stop agli algoritmi che creano dipendenza. “Non possiamo aspettare la prossima tragedia per intervenire. Proteggere i nostri figli è un dovere. Questa non è solo una battaglia legale, è una battaglia di civiltà”. Parte da questa riflessione la scelta di Moige (Movimento italiano genitori Aps) di avviare, con la collaborazione e assistenza dello studio legale torinese Ambrosio & Commodo, una class action - la prima in Italia - contro Meta (Facebook e Instagram) e TikTok: in sostanza, si tratta di un’azione inibitoria che punta a proteggere i minori dai danni cerebrali e psicologici derivanti dall’uso smodato dei social.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 3 ottobre 2025
Le contraddizioni in piazza. Dalla solidarietà alla protesta: l’Italia tra manifestazioni e contrasti politici sulla Palestina. L’intifada italiana. Così il sito “ArabNews” ha descritto l’ondata di proteste pro Pal in corso nelle nostre città, e che dovrebbe trovare il suo culmine oggi nel secondo sciopero generale in due settimane, indetto stavolta insieme da due sigle sindacali di solito inconciliabili, Cgil e Usb.
di Massimo Calvi
Avvenire, 3 ottobre 2025
La natura del conflitto tra Israele e Hamas, con il male che sta diffondendo, sembra aver consumato fino a lasciare scoperti i fili di trasmissione di quel poco di umanità che ci resta. C’è qualcosa che fa male al cuore in queste ore mentre si seguono le gesta della Flottiglia, la conclusione prevedibile e attesa del suo navigare in acque agitate e le reazioni all’abbordaggio israeliano, le piazze che in Italia si riscaldano, la lotta politica che ritrova il passo abituale della contrapposizione e delle strumentalizzazioni.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 3 ottobre 2025
Dopo l’abbordaggio di mercoledì notte da parte delle forze israeliane, ieri gli attivisti della missione umanitaria sono sbarcati nel porto di Ashdod per poi essere trasferiti nel grande penitenziario di Ketziot. “Udienze sulla deportazione e gli ordini detentivi iniziate senza notifiche agli avvocati, negato consulente legale”, denuncia la Global Sumud Flotilla. Hanno fatto la guerra ad una flottiglia disarmata. Un atto di pirateria di Stato spacciato per diritto di difesa dalle “barche di Hamas”. Gli attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla sono stati oggetto di un “rapimento illegale, in violazione diretta del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali” da parte delle forze di Israele. Lo afferma un comunicato della flottiglia, che fa il punto sulla situazione dopo gli abbordaggi della notte proseguiti ieri mattina.
di Annamaria Senni
Il Resto del Carlino, 3 ottobre 2025
Il cesenate accusato di far parte di un complotto antigovernativo in Venezuela invoca l’intervento italiano. “Non sono un terrorista, fatemi uscire di prigione. Le armi che hanno trovato nella mia casa le custodivo perché sono un collezionista e le assemblavo solo per passione”. Giancarlo Spinelli, il 59enne cesenate emigrato in Venezuela quando era ancora bambino con la famiglia di Cesena, architetto di professione, si difende dalle accuse di terrorismo, tradimento della patria, traffico d’armi e associazione a delinquere che gli sono state mosse quando è stato arrestato una anno e sette mesi fa e portato al penitenziario Helicoide a Caracas, poi trasferito nel carcere di comunità Yare III e infine a luglio scorso, trasferito al carcere La Planta a Caracas. In passato Spinelli riparava armi anche per l’esercito venezuelano.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
L’eterna “promessa” di nuove celle. E nell’attesa, le carceri scoppiano. Martedì scorso, a Palazzo Chigi, si è consumato l’ennesimo atto di un copione ormai logoro: la terza riunione della cabina di regia per l’edilizia penitenziaria. Ministri, sottosegretari, commissario straordinario seduti attorno a un tavolo a snocciolare numeri che sulla carta dovrebbero impressionare: 10.676 nuovi posti detentivi entro dicembre 2027, cantieri che partono, padiglioni che si inaugurano, una macchina organizzativa che teoricamente funziona come un orologio svizzero. Per ora, ci accontenteremo di 506 posti in più a fine dicembre.
di Luca Sofri
ilpost.it, 2 ottobre 2025
Il ministero della Giustizia ha istituito per la prima volta un elenco di strutture e ha messo dei soldi, ma non è detto che funzionerà. Martedì 30 settembre è entrato in vigore un decreto del ministero della Giustizia che per la prima volta stabilisce le modalità con cui i detenuti senza dimora potranno scontare la pena fuori dal carcere. Il decreto riguarda una questione importante. Le misure alternative al carcere - come la detenzione domiciliare - sono considerate fondamentali e molto efficaci nel percorso di reinserimento delle persone detenute, ma per chi non ha un domicilio di riferimento in cui scontarle accedervi è quasi impossibile. Spesso, tra l’altro, i detenuti senza dimora vengono condannati per reati minori, anche legati alle condizioni di povertà in cui si trovano: così finiscono per scontare in carcere pene lievi, che in condizioni sociali ed economiche migliori sconterebbero all’esterno.
di Alessandro Villari
Il Foglio, 2 ottobre 2025
L’ultimo rapporto della Società della ragione mette in luce la situazione negli istituti dopo la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, evidenziando come la mancanza di criteri condivisi impedisca una comparazione sistematica. Non è possibile avere dei numeri precisi sul problema della salute mentale nelle carceri italiane. Si conclude così l’ultimo rapporto curato dalla Società della ragione chiamato “La salute mentale in carcere dopo la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari”.
di Valentina Carosini
La Stampa, 2 ottobre 2025
A Genova un convegno sulle strutture sanitarie che ospitano persone autrici di reato affette da disturbi mentali. Norberto Miletto, presidente dei giovani della Società italiana di psichiatria: “Il segreto? Lavorare con i pazienti al di là del reato commesso”. Il cambiamento sociale e storico dei pazienti in entrata, il risultato delle esperienze positive in dimissione. Come a Genova dove, a fronte di 122 ingressi censiti dall’8 febbraio 2017 ad oggi, sono state 102 le dimissioni dalla Rems di Villa Caterina a Pra’, destinata alla presa in carico e alla gestione di autori di reato, pazienti con patologie psichiatriche per questo incompatibili con i regimi detentivi. La prima esperienza aperta in Liguria, nel ponente del capoluogo ligure, una tra le 30 strutture esistenti in Italia per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
Il voto sulla riforma diventerà un voto sul governo? E quale strategia funzionerà meglio per il fronte del Sì e No? Uno sguardo sugli elettori. Il referendum sulla separazione delle carriere si trasformerà in un voto pro o contro il governo? E lo stesso governo, che sembra intenzionato a impostare la campagna elettorale contro “la casta” dei magistrati, trarrà vantaggio da tale strategia comunicativa? E il fronte del no, invece, con la discesa in campo di pm dal forte peso mediatico come Nicola Gratteri avrà una spinta maggiore o al contrario tale esposizione potrebbe costituire un autogol?
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