estense.com, 29 settembre 2025
Venerdì 3 ottobre, nell’ambito del programma “Intanto a Ferrara” del Festival di Internazionale, presso la Casa Circondariale di via Arginone si terrà la terza edizione dell’iniziativa dal titolo “La città incontra il carcere”. Lo scopo di questo incontro, aperto al pubblico, è quello di creare occasioni di comunicazione e di crescita fra le persone, di far conoscere alcune fra le diverse attività rieducative in atto all’interno dell’istituto penitenziario ed il giornale del carcere Astrolabio che, come tanti altri progetti di valenza sociale, è finanziato dal Comune di Ferrara attraverso le risorse del fondo sociale regionale.
Ristretti Orizzonti, 29 settembre 2025
La gravità della situazione nella striscia di Gaza ci ha motivato ad aderire al progetto del movimento nazionale “Artisti tessili per la Palestina”: la biblioteca femminile della Casa Circondariale di Montorio si è così trasformata in un laboratorio di “ricamo poetico”, dove le donne detenute ricamano, con filo nero su piccoli rettangoli di tessuto bianco, i nomi di cinquanta bambini palestinesi (che ci sono stati assegnati dalle coordinatrici del progetto) uccisi durante il conflitto in atto con Israele, come forma di commemorazione e di resistenza.
di Filippo Femia
La Stampa, 29 settembre 2025
Il progetto “Inchiostro su strada” del tatuatore: “Tratti primitivi ma autentici, quella poesia va tramandata”. Giulio Grosso, 33 anni, è un tatuatore torinese. Quando esce dallo studio dove lavora, imbraccia la macchina fotografica e si trasforma in qualcosa a metà strada tra un archeologo e un antropologo dei tatuaggi. Va a caccia di quelli realizzati nelle carceri tra gli Anni ‘60 e gli ‘90. “Si tratta di disegni grezzi e artigianali, ma poetici. Il mio obiettivo è documentarli per mantenerli in vita: a breve scompariranno e non saranno più replicabili”, spiega. Una passione, la sua, nata quasi per caso. La scintilla? “Facevo il corriere Amazon e frequentavo le zone periferiche delle città - ricorda -. Durante le pause sono rimasto stregato dal tatuaggio di un anziano, ho iniziato a parlare con lui e ho chiesto se potevo fotografarlo”.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 29 settembre 2025
Assistiamo al fenomeno di ideologie che, proprio nel nome di Dio, si cimentano a benedire posizioni e scelte che niente hanno a che fare con lo spirito evangelico. Mentre il mondo scivola verso il rischio catastrofico di un’altra grande guerra, con una irresponsabilità di atti e minacce che ci avvicinano al superamento del confine di non ritorno, prende sempre più corpo una impetuosa corrente d’odio che attraversa sia la scena internazionale sia quella dei singoli Stati, Italia compresa. E uno dei collanti di questa crescente e rabbiosa intolleranza sembra diventato la croce. Non una qualsiasi: la croce di Cristo.
di Maurizio Maggiani
La Stampa, 29 settembre 2025
Sono nati da una generazione picchiata, brutalizzata, torturata e sconfitta. Non hanno maestri, solo ispirazione. Sarà mai che il lupo abiterà con l’agnello e il leopardo giacerà col capretto? Per il leopardo non metterei la mano sul fuoco, tanto per cominciare di leopardi non ne ho mai visti e ne ho sentito parlare molto poco, riguardo al lupo invece ho una qualche attesa che il profeta Isaia possa non aver fatto solo che uno strano sogno. A questa ardita considerazione sono pervenuto di buon mattino, proprio mentre sui media fiammeggiava il memorabile discorso del presidente Trump all’assemblea generale delle Nazioni Unite.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 29 settembre 2025
Torna il clima della Belle Époque, quando il conflitto all’orizzonte era considerato inevitabile e non si lottava per evitarlo. Viviamo un’epoca in cui la sproporzione tra le tragedie che colpiscono interi popoli e le nostre parole è ormai tale che solo ad aprir bocca sembra di mentire. Che vale intendere, interpretare, ricercare cause e nessi storici di fronte a donne e bambini trattati come eserciti nemici in fuga? Neppure si prova vergogna a discettare sul nome più adatto per definire la “cosa” - chiamarla genocidio o ricostruzione immobiliare delle spiagge di Gaza non ne sposta di uno iota l’orrore. Io temo che essa, proprio nella sua violenza, dica del vuoto che sta tutti inghiottendo, che questo sia il suo vero nome. Il vuoto può contenere certo, ancora invisibili, i germi di nuovi organismi e nuovi ordini, ma nel momento in cui si manifesta sono la distruzione del passato, il mischiarsi dei relitti che da esso provengono, la babelica confusione delle lingue a dominare la scena. Gaza può oggi accadere perché il mondo sta precipitando in tale vuoto.
di Elena Molinari
Avvenire, 29 settembre 2025
Ignorato l’appello di Guterres a “lavorare come un’unica entità”. Liti e minacce dalla platea di New York. Il mese prossimo le Nazioni Unite, nate dalle macerie della Seconda Guerra mondiale, compiranno 80 anni mentre una guerra dilania il cuore dell’Europa da tre anni e mezzo, Gaza è sotto le bombe da due, il Sudan è lacerato dalla guerra civile, la rivalità tra Stati Uniti e Cina cresce e il risentimento del Sud del mondo verso il Nord amplia la frattura fra Paesi ricchi e poveri. L’apertura dell’Assemblea generale a New York la scorsa settimana non ha risposto all’invito urgente del segretario generale António Guterres ai Paesi membri di “lavorare come un’unica entità” per intraprendere “azioni multilaterali per la pace e la prosperità del pianeta”.
di Mario Capanna
L’Unità, 29 settembre 2025
Dall’Inghilterra alla Francia la mobilitazione ha portato al riconoscimento della Palestina. In Italia no, ma alla lunga le battaglie giuste ripagano chi le combatte. Il 22 settembre 2025 rimarrà “albo signanda lapillo dies”: nella coscienza del nostro popolo un “giorno da sottolineare con una pietruzza bianca” sul calendario, per la grandiosa mobilitazione pro Palestina in quasi tutte le città. Con altissima partecipazione di giovani, studenti, lavoratori, famiglie. L’onda è cresciuta lentamente, ma oggi la questione palestinese sembra muovere finalmente le coscienze, in modo per certi aspetti analogo alla ribellione del 1968 contro l’infame guerra di aggressione americana al Vietnam.
di Giovanni Legorano
Il Domani, 29 settembre 2025
Gli attivisti puntano su Gaza, Tel Aviv avverte: “Solo dei provocatori”. Il ministro della Difesa ha incontra Delia e le altre esponenti del movimento ribadendo loro le sue preoccupazioni riguardo all’incolumità dell’equipaggio: “Gravi pericoli non gestibili”. Il giorno prima dell’atteso incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente degli Stati Uniti ha ostentato ottimismo. “Abbiamo una vera opportunità di grandezza in Medio Oriente” ha detto Donald Trump, senza però dare molti dettagli o tempistiche, rispetto al suo piano di pace per Gaza. “Siamo tutti a bordo per qualcosa di speciale, per la prima volta in assoluto. Ce la faremo”.
di Will Berry*
L’Unità, 29 settembre 2025
Avevo 11 anni nel 1997 quando Geoffrey West sparò e uccise mia madre, Margaret Parrish Berry, mentre rapinava la stazione di servizio di Attalla dove lavorava. Il signor West è stato condannato a morte per l’omicidio di mia madre. La data della sua esecuzione è fissata per il 25 settembre. Ma non voglio che lo Stato dell’Alabama lo uccida. Questo non riporterà in vita mia madre; non farà che aumentare il dolore con cui convivo dalla notte in cui è stata colpita. Credo ci sia un modo migliore. Mia madre era la persona che amavo di più al mondo. La sua assenza e il modo insensato in cui è morta hanno gettato una lunga ombra sulla mia vita. Ciononostante, le settimane trascorse da quando ho appreso che il governatore Ivey aveva fissato una data per l’esecuzione del signor West sono state tra le più sconvolgenti che ricordi. Il mio desiderio più grande è incontrare il signor West. Eppure, a poche settimane dalla data dell’esecuzione, non è chiaro chi abbia il potere di farlo o come chiederglielo direttamente.
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