di Eleonora Martini
Il Manifesto, 20 agosto 2025
Dopo i due morti, il ministro difende senza incertezze l’intervento dei militari indagati. Il testimone oculare: “Era disarmato, l’hanno colpito con quattro scariche”. “Il taser è uno strumento imprescindibile che viene fornito agli agenti proprio per evitare l’utilizzo di armi da sparo”. Il giorno dopo aver contato ben due morti nel giro di 48 ore - a Olbia e in provincia di Genova - di persone colpite con la pistola elettrica dalle forze dell’ordine, il ministro Matteo Piantedosi non mostra alcun tentennamento quando afferma che “la sicurezza dei cittadini è il primo obiettivo che deve essere perseguito, e dalle prime ricostruzioni è esattamente la situazione in cui si sono ritrovati i carabinieri intervenuti”. Eppure ieri il Secolo XIX ha pubblicato il racconto di un testimone oculare della morte del muratore 41enne Elton Bani avvenuta domenica sera a Manesseno (Ge). Una testimonianza che dovrebbe quantomeno ammutolire chiunque. E far riflettere.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 agosto 2025
Dopo le due morti nel giro di 48 ore si è riaccesa la polemica sull’utilizzo dello strumento da parte delle Forze dell’ordine. “Strumento imprescindibile”: è questa l’espressione utilizzata ieri dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per descrivere il taser, il cui utilizzo da parte delle Forze dell’ordine è finito al centro della polemica dopo le due morti avvenute negli ultimi giorni prima ad Olbia e poi a Genova. Com’è noto sabato 16 e domenica 17 agosto, due uomini sono deceduti dopo essere stati colpiti da una scarica della pistola a impulsi elettrici utilizzata dai carabinieri durante due interventi distinti. Le autopsie verranno effettuate nei prossimi giorni. Intanto, mentre le Procure di Tempio Pausania e di Genova hanno aperto fascicoli per omicidio colposo nei confronti dei quattro militari - due in servizio in Sardegna e due in Liguria - quale atto dovuto per consentire ai militari coinvolti di partecipare agli accertamenti tecnici con i propri consulenti, non si placa la diatriba politica.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 20 agosto 2025
Per il sociologo Maurizio Fiasco non si possono attribuire poteri magici a un’arma, ma è necessario un ripensamento soprattutto in un periodo difficile come quello dei mesi caldi. Taser sotto accusa dopo che nel giro di due giorni, sabato e domenica scorsi, due persone sono morte dopo aver ricevuto una scarica dalla pistola elettrica in uso alle forze dell’ordine. Ad agire in entrambe le circostanze sono stati gli uomini dell’Arma dei carabinieri, ora indagati dalle Procure di Tempio Pausania e Genova per omicidio colposo, un atto dovuto per consentire ai quattro militari - due di stanza a Olbia, il capo pattuglia e chi ha utilizzato materialmente il taser, gli altri nel capoluogo ligure - di partecipare agli accertamenti tecnici con i propri consulenti. Ne parliamo con il sociologo Maurizio Fiasco, specializzato, tra le altre cose, in ricerca e formazione in tema di sicurezza pubblica.
di Francesco Petrelli*
L’Altravoce, 20 agosto 2025
Sentire l’aggiunta della procura milanese affermare, con un sorriso accattivante, “ho una passione per la verità”, suona come un banale slogan populistico. Banale perché evoca un rapporto semplice e diretto fra verità e processo che, come ben sappiamo, non esiste affatto, essendo il processo a determinare la “sua” verità e non il contrario. Populistico perché ammicca ad un facile consenso popolare all’indagine: come non sostenere infatti una procura che scopre e accerta la verità in favore del popolo vessato, come non amare un pubblico ministero che svela impavida le magagne degli amministratori. Quello della “passione per la verità” sembra il prossimo slogan di una trasmissione televisiva. Bello ed efficace.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 20 agosto 2025
La Suprema Corte ha ritenuto che il venir meno della norma incriminatrice esclude la necessità - e l’obbligo - di pervenire a una formula assolutoria piena. La pronuncia della Corte di Cassazione n. 29184/ 2025, emessa in seguito all’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, ha definito con chiarezza l’assetto processuale conseguente all’ipotesi di abolitio criminis: in simili casi il giudice deve pronunciarsi con immediato proscioglimento ai sensi dell’articolo 129 c. p. p., senza procedere ad alcuna verifica nel merito circa la sussistenza del fatto o la responsabilità dell’imputato. Come saggiamente illustrato in alcuni contributi, la Suprema Corte ha ritenuto che il venir meno della norma incriminatrice esclude la necessità - e l’obbligo - di pervenire a una formula assolutoria piena (“perché il fatto non sussiste” o “perché l’imputato non lo ha commesso”), bastando la declaratoria di estinzione del reato. La ratio risiede nel principio di legalità e nel divieto di prosecuzione dell’azione penale per fatti non più previsti dalla legge come reato.
di Anna Larussa
altalex.com, 20 agosto 2025
Legittimo il divieto di acquisto di farina e lievito disposto per motivi di sicurezza interna, data la potenzialità esplosiva della farina (Cassazione n. 21834/2025). Un detenuto, sottoposto al regime penitenziario differenziato, aveva impugnato il provvedimento dell’amministrazione penitenziaria che vietava l’acquisto di farina e lievito nel sopravvitto, sostenendo la mancanza di motivazione e l’irragionevolezza del divieto anche alla luce del fatto che altri prodotti potenzialmente pericolosi (come l’olio) restavano acquistabili e che in altri istituti il divieto non era in vigore. Il Tribunale di sorveglianza di Sassari aveva disapplicato il divieto, ritenendo che non fossero state prospettate delle effettive ragioni di sicurezza, dovute alla asserita potenzialità esplosiva della farina.
di Marco Turco
unionemonregalese.it, 20 agosto 2025
“Servono riforme e misure alternative alla detenzione”. Lo dicono i referenti regionali di Azione, Giacomo Prandi e Cristina Peddis, dopo una visita al carcere torinese “Lorusso Cutugno” alle Vallette. “Come Azione siamo stati in visita insieme a Radicali Italiani al Carcere di Torino, - dichiara Prandi - dove solo pochi giorni fa, un detenuto si è tolto la vita all’interno della struttura torinese, segnando il 55° suicidio nelle carceri italiane nel 2025. Questa tragedia evidenzia le gravi carenze del sistema penitenziario, tra cui sovraffollamento, carenza di personale qualificato e condizioni igienico-sanitarie precarie”.
newsicilia.it, 20 agosto 2025
Il Codacons lancia l’allarme carceri al Governo e al Parlamento, sollecitando l’apertura immediata di un confronto pubblico sullo stato drammatico delle carceri italiane. Un’iniziativa che nasce da un territorio segnato da sovraffollamento, violenze e disumanizzazione, e che diventa un appello nazionale indirizzato ai decisori istituzionali. “Siamo davanti a un quadro drammatico - dichiara il Codacons - che non può essere liquidato come una sequenza casuale di episodi. Il sovraffollamento, la carenza di risorse e di personale, la totale assenza di strategie di riforma stanno trasformando le carceri italiane in polveriere pronte a esplodere. Non è più possibile fingere che tutto vada bene: i numeri parlano di un’emergenza strutturale”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 20 agosto 2025
Le visite in carcere delle delegazioni dei partiti e delle associazioni continuano a rivelare situazioni che vanno ben oltre l’immaginabile. Storie di degrado, di abbandono e di dolore che ledono fortemente i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. È accaduto di nuovo a Regina Coeli, a Roma, durante la visita di “Nessuno tocchi Caino” con la presidente Rita Bernardini e il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti. Dopo aver constatato le condizioni di detenzione, i due hanno inviato una diffida al capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, alla presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma e al procuratore della Repubblica, chiedendo un intervento urgente.
di Lorenzo Nicolini
romatoday.it, 20 agosto 2025
Il clima teso si registra ogni giorno. Tra Regina Coeli e Rebibbia gli episodi che riempiono le pagine delle cronache di Roma sono all’ordine del giorno. Celle strapiene, agenti di polizia penitenziaria a numero ridotto, medici e psichiatri che si contano sulle dita di una mano. In più il caldo estremo che in questi giorni ha reso le sbarre roventi. Le carceri in tutta Italia sono una polveriera e Roma, con Regina Coeli e Rebibbia, non fa eccezione. Sono sempre di più, infatti, le testimonianze e le rivolte che vanno in scena nei due più importanti penitenziari della Capitale.
- Napoli. Gratteri: “Nelle carceri comandano i boss, ecco dove nasce il caos”
- Benevento. Libera: “Non si spengano riflettori su emergenza carceri”
- Torino. Il giudice scarcera un detenuto per sovraffollamento. “In carcere si soffre troppo”
- Torino. In attesa del nuovo Garante dei detenuti. Lo Russo: “A settembre la decisione”
- Bari. Tre milioni di euro per il carcere: via a progetti per l’inclusione lavorativa dei detenuti










