di Vitalba Azzollini*
pagellapolitica.it, 24 giugno 2025
È allo studio un nuovo meccanismo di tutela per gli agenti in servizio che feriscono o uccidono una persona, ma restano dubbi su tempi, controlli e sul rispetto della Costituzione. Negli ultimi tempi, diversi esponenti del Governo hanno intensificato le richieste di modificare le regole che disciplinano le indagini nei confronti degli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti nell’uccisione di una persona mentre erano in servizio. Il 22 giugno il segretario della Lega Matteo Salvini ha annunciato che il suo partito proporrà in Parlamento l’introduzione del cosiddetto “Codice blu”, “una tutela per le forze dell’ordine che non saranno più indagate in automatico qualora sparassero durante un’attività di servizio”.
di Olivero Mazza
Il Riformista, 24 giugno 2025
Sulle impugnazioni penali spira sempre più impetuoso il vento efficientista. Dalla prima tempesta tropicale delle proposte formulate nel 2014 dalla Commissione ministeriale si è passati attraverso le Sezioni Unite Galtelli del 2016, la riforma Orlando del 2017 per finire con l’uragano, tuttora in atto, della riforma Cartabia. Il clima estremo del furore efficientista è animato da uno smaccato sfavor impugnationis. La questione cognitiva si considera risolta già in fase di indagini, il giudizio di primo grado è conseguentemente pletorico, mentre ulteriori gradi di giudizio sono sterili superfetazioni, in sostanza perdite di tempo. Proprio il fattore tempo è divenuto l’ossessione del processo breve ad ogni costo, soprattutto a discapito delle garanzie che sono l’essenza stessa della procedura penale.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 24 giugno 2025
L’abrogazione dell’articolo 323 c. p. relativo al reato di abuso d’ufficio, realizzata con la legge 114 del 2024, ha riacceso il dibattito sulla tenuta del sistema repressivo dei delitti contro la pubblica amministrazione, e ha suscitato timori circa un possibile vuoto di tutela rispetto a condotte illecite poste in essere da pubblici ufficiali. Contestualmente, l’introduzione del nuovo articolo 314- bis c. p., ad opera del decreto legge 92 del 4 luglio 2024, è stata interpretata come un tentativo di conservare la punibilità di una specifica area di condotte che la giurisprudenza, a partire dalla riforma del 1990, aveva ricondotto all’abuso d’ufficio. L’intervento, rapido e motivato da finalità politico- criminali controverse, si inserisce in un contesto ideologico segnato dalla tensione tra istanze garantiste e tutela effettiva dei beni pubblici. La decretazione d’urgenza e la priorità temporale dell’art. 314- bis rispetto all’abrogazione dell’art. 323 sembrano rispondere all’esigenza di assicurare una continuità normativa, prevenendo effetti retroattivi indesiderati della abolitio criminis.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 24 giugno 2025
L’ex procuratore capo di Torino: “Dalla Chiesa venne lasciato solo. Chiesi di andare a Palermo dopo i funerali per la strage di via D’Amelio”. Gian Carlo Caselli, tra i grandi fatti della sua vita: dalle Br a Dalla Chiesa, dalla mafia e alle stragi di Palermo. Da Bruno Caccia ad Andreotti, da Camilleri a Berlusconi.
di Marina Crisafi
ildiritto.it, 24 giugno 2025
La Corte costituzionale si pronuncia su presunzione di innocenza e rieducazione della pena in materia di permessi premio. È incostituzionale la preclusione biennale alla concessione di permessi premio a un detenuto che sia stato imputato o condannato per un reato commesso durante l’esecuzione della pena. Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza n. 24/2025, con la quale è stata ritenuta fondata una questione sollevata dal Magistrato di sorveglianza di Spoleto.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 24 giugno 2025
La Cassazione: il decreto di citazione non specificava che l’udienza si sarebbe svolta in forma scritta, compromettendo in questo modo il diritto di difesa. La Cassazione è intervenuta su un caso di evasione delle accise sul gasolio agricolo, ma a determinare l’annullamento della sentenza è stato un vizio formale nel decreto di citazione a giudizio, ritenuto idoneo a compromettere il diritto di difesa. La terza sezione penale ha infatti annullato senza rinvio per intervenuta prescrizione.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 24 giugno 2025
I dati delle ispezioni nel rapporto dell’associazione Coscioni sulle carceri toscane. Una serie di bocciature. È quanto raccolto dall’Associazione Coscioni che ha messo insieme tutti i rapporti delle Asl locali sulle condizioni delle carceri toscane. Si salvano solo Volterra e Gorgona, nelle altre carenze sanitarie e muffe. Maglia nera a Sollicciano. Bocciato, bocciato, bocciato. Scorrendo lo stato di salute dei penitenziari toscani redatto dalle Asl di competenza, sono pochissimi gli istituti promossi e in quasi tutti permangono condizioni igienico sanitarie fortemente critiche e inadeguate. Muffa, infiltrazioni, sporcizia fanno delle carceri della nostra regione dei luoghi dove vivere è alquanto complicato. Soltanto cinque strutture guadagnano la sufficienza, su un totale di undici esaminate.
veronasera.it, 24 giugno 2025
L’associazione Luca Coscioni ha reso pubbliche le relazioni delle aziende sanitarie locali sulle visite effettuate negli istituti penitenziari italiani. In quello veronese sono state rilevate “celle disordinate, prive di raffrescamento e acqua calda”. Problemi di tipo igienico-sanitario e sovraffollamento. Sono queste le situazioni più critiche nel carcere Verona, stando alle ultime ispezioni sanitarie. È stata l’associazione Luca Coscioni a rende pubbliche le relazioni redatte dalle aziende sanitarie locali sulle visite effettuate negli istituti penitenziari italiani. I documenti sono stati ottenuti grazie ad un accesso civico avviato lo scorso dicembre e costituiscono un primo passo per fare luce sulle condizioni delle carceri italiane.
Corriere del Veneto, 24 giugno 2025
Presenti 357 detenuti su una capienza di 278 posti. Cucine non idonee dal punto di vista igienicosanitario e celle dei detenuti in regime di semilibertà sovraffollate completano un quadro in peggioramento rispetto al 2023. Questo il quadro del carcere Del Papa di San Pio X a Vicenza che emerge dalla relazione sulle visite effettuate negli istituti penitenziari italiani da parte delle Asl italiane, pubblicata dall’associazione Luca Coscioni. La situazione di difficoltà in cui versa l’istituto penitenziario della regione non è una novità.
di Betty Martinelli
lavocediasti.it, 24 giugno 2025
Una nomina in Consiglio comunale che arriva dopo la rinuncia di Stefania Sterpetti, per le polemiche che avevano accompagnato la sua elezione. Asti ha un nuovo garante dei detenuti: Domenico Massano 54 anni è stato eletto ieri dal Consiglio Comunale con 18 voti a favore, superando l’assistente sociale Luca Tomatis, che ha ottenuto 4 voti, mentre 6 consiglieri si sono astenuti una la scheda annullata. Era presente anche il garante regionale Bruno Mellano. La scelta di Massano avviene dopo una vicenda complessa, segnata da una precedente elezione controversa e da una successiva rinuncia.
- Bergamo. Borse lavoro e aiuti per i detenuti grazie ai fondi raccolti dall’Ordine degli avvocati
- Agrigento. Viaggiare su un filo d’olio: i detenuti realizzano l’extravergine d’oliva La Rupe
- Modena. Visita in carcere al Sant’Anna per gli imprenditori cristiani guidati da Giovanni Arletti di Chimar Carpi
- Brescia. Dentro l’università, fuori dal carcere
- Modena. Giustizia di prossimità, apre un ufficio del Tribunale anche a Sassuolo










