di Claudio Cerasa
Il Foglio, 21 giugno 2025
Il pazzesco caso del tribunale di Locri contro due immigrati innocenti: Marjan Qaderi Jamali e Amir Babai, 31 anni iraniano che si è tagliato la gola in cella. Vanno ringraziate l’Unità e la giornalista Angela Nocioni per avere portato in prima pagina ieri una notizia altrimenti trascurata, una storia terribile, oltre i limiti del diritto, ma non così incredibile nel nostro panorama giudiziario. Viene dal tribunale di Locri. Oltre i limiti non solo perché indice di come vengano trattati i casi di immigrazione clandestina, e le detenzioni, in Italia: “Andateci, vedetelo questo carcere nel cuore della Locride pieno zeppo di ragazzi neri, turchi, mediorientali, una selva di braccia scure che escono dalle sbarre: l’esercito dei presunti scafisti che riempie le celle”, è l’appello finale di Nocioni. Ma una storia oltre i limiti perché è un altro caso eclatante, ed evitabile, di malagiustizia e di errore giudiziario perseguito quasi con protervia.
di Simona Musco
Il Dubbio, 21 giugno 2025
Il pm chiede l’archiviazione della donna che ha provocato gravi lesioni al figlio accidentalmente. Intervista al professore avvocato Vittorio Manes: “Punire in questi casi non solo sarebbe una duplicazione della sofferenza, ma equivarrebbe a infliggere una pena inumana, in violazione dei principi costituzionali di civiltà”. Nel diritto penale, la funzione della pena è tradizionalmente legata alla deterrenza, alla rieducazione e alla retribuzione. Tuttavia, in alcuni casi, come quello di una madre che investe accidentalmente il proprio figlio, la tragedia in sé può già rappresentare una forma di punizione insostenibile.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 21 giugno 2025
La Corte dichiara illegittimo l’articolo che ha introdotto il reato di deformazione dell’aspetto della persona: regime sanzonatorio rischia di violare la finalità rieducativa della pena. Giusto tutelare con un reato ad hoc le vittime di violenza che abbiano subito una lesione al viso, ma le pene previste sono troppo severe. È questa la conclusione a cui è giunta la Consulta con la sentenza numero 83 depositata oggi, che dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 583-quinquies del codice penale, inserito dal cosiddetto “Codice rosso” con la legge numero 69 del 2019. Una decisione che non passerà inosservata a chi ha promosso e sostenuto la norma che ha introdotto il reato di “deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso” sulla scia dei casi di cronaca che hanno proprio questa condotta come forma ricorrente di violenza contro le donne.
di Giulia Ricci
La Stampa, 21 giugno 2025
Il tour del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Del Mastro, per promuovere la legge Smuraglia: “Solo il 2% di chi trova un’occupazione torna a delinquere. La carenza d’organico? Non sia una scusa”. Sono solo 53 le imprese che, in Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, hanno intrapreso ad oggi un percorso di lavoro con i detenuti, contro le 165 della Lombardia e le 138 della Toscana; 509 i detenuti che hanno firmato un contratto l’anno scorso. Questo il dato emerso dalla conferenza stampa sulle “opportunità della Legge Smuraglia” a cui ha partecipato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, insieme alla vicepresidente della Regione Elena Chiorino e al direttore del Dap Ernesto Napolillo.
ansa.it, 21 giugno 2025
“Imprecise dichiarazioni sindacato Spp”. “Smentisco le dichiarazioni rese alla stampa dal sindacalista Aldo Di Giacomo” (segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria ndr), relative al recente episodio di suicidio di un detenuto nel carcere di Campobasso”. A dirlo è Pasquale Del Greco, dirigente sanitario della Casa circondariale del capoluogo molisano. “Nel caso specifico - sottolinea riferendosi al 12 giugno scorso - l’Area sanitaria è intervenuta prontamente con supporto psicologico, visite psichiatriche, controllo della sua condizione fisica, monitoraggio costante e attivazione di misure di sorveglianza compatibili con la problematica emersa, come specificato negli atti ufficiali”.
di Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 21 giugno 2025
Teatro, cucina, giardinaggio e lingue: ieri, in via Dante, cerimonia di consegna dei diplomi di fine corso ai detenuti della casa circondariale. “Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi. Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America”. La recita, da parte di un gruppo di detenuti, dell’incipit di Novecento, di Alessandro Baricco, è stato tra i momenti più intensi vissuti ieri tra le mura della casa circondariale di via Dante, dove, nel cortile esterno, ancora in fase di rifacimento, si è svolta la cerimonia di consegna dei diplomi di fine anno formativo.
di Natascia Festa
Corriere del Mezzogiorno, 21 giugno 2025
“Crisi come opportunità” con Lucariello ha portato a Palazzo Reale il concerto dei ragazzi degli istituti di pena minorile. Le onde sonore oltrepassano i muri come i sogni. Non importa se siano quelli di un carcere: funziona lo stesso. Anzi meglio. Si è ben visto ieri sera, nel Cortile delle carrozze di Palazzo Reale, dove per il Campania Teatro Festival, è andato “in scena” il concerto dei giovani artisti dagli Istituti di pena minorile di Airola e Nisida. A presentarlo sono stati Giovanna Sannino e Gaetano Migliaccio, attori della serie di culto “Mare Fuori”. Oltrepassare i muri anche fisicamente è stato possibile grazie all’associazione “Crisi Come Opportunità” che propone laboratori rap nelle carceri minorili, nell’ambito del progetto nazionale Presidio culturale permanente negli Istituti Penali per minorenni, nato da un’idea di Lucariello. È lui - all’anagrafe Luca Caiazzo - che cura incontri settimanali con artisti e formatori qualificati, guidando laboratori di scrittura e registrazione di rap e promuovendone altri per la messa in scena di spettacoli, la creazione di cortometraggi.
polourbani.edu.it, 21 giugno 2025
Anche quest’anno si è concluso con un carico di emozioni autentiche e riflessioni profonde il progetto “L’Altra Chiave News”, promosso all’interno della Casa di reclusione di Fermo. L’iniziativa, ispirata all’omonima rivista diretta dalla giornalista Angelica Malvatani, rappresenta ormai da anni un punto d’incontro tra il mondo della scuola e quello del carcere, due realtà apparentemente lontane ma unite, in questo contesto, da un dialogo sincero e umano. Il progetto è stato coordinato dalla professoressa Domitilla Nucci, con il prezioso supporto della dirigente scolastica Laura D’Ignazi, e ha coinvolto gli studenti delle classi quarta e quinta diurna e serale dell’indirizzo socio-sanitario del Polo Urbani. Obiettivo principale: superare i pregiudizi, abbattere i muri invisibili del giudizio sommario e dare voce a chi, dietro le sbarre, spesso resta inascoltato.
Il Resto del Carlino, 21 giugno 2025
Con parole di consapevolezza e rinascita, i ragazzi raccontano la loro verità. Ieri lo spettacolo in via Settembrini: “La richiesta è arrivata proprio da loro”. “Le persone sbagliano ma poi vogliono ripartire, per far sapere al mondo che qua dentro si può rifiorire”. È una delle frasi scritte e cantate dai giovani detenuti degli istituti penali di Reggio Emilia, protagonisti ieri mattina di un evento speciale: un concerto rap organizzato nel cortile del carcere minorile di via Settembrini. Un’occasione intensa di espressione artistica e umana, nata all’interno del progetto ‘Rap: rime, amore, poesia’, laboratorio musicale che ha coinvolto diversi ragazzi in un percorso di scrittura creativa, produzione musicale e confronto. Un modo per raccontarsi, per riflettere e per trasformare la propria esperienza in arte.
Corriere del Veneto, 21 giugno 2025
“Sopra la barriera. Calcio, detenzione e nd rieducazione”. È questo il titolo del cortometraggio, realizzato dalla Bonfire Agency di Roma, che dopodomani, lunedì, verrà proiettato in anteprima all’interno dell’auditorium del carcere Due Palazzi, alla presenza, tra i tanti, della direttrice Maria Gabriella Lusi, del sindaco Sergio Giordani e del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete. Al centro dell’opera, c’è la storia dell’asd Pallalpiede, cioè la squadra di calcio fondata nel 2014 e composta dai detenuti della struttura di reclusione padovana, che milita nel campionato di Terza Categoria, disputando ovviamente tutte le partite in casa.
- Roma. Festa della Musica 2025 a Rebibbia: il canto come ponte tra dentro e fuori
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- Quella vita ritrovata oltre “l’amore in gabbia”
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