di Luca Romano
Il Giornale, 12 giugno 2025
Il viceministro della Giustizia è intervenuto nel corso della tavola rotonda “Giustizia ed efficienza dello Stato”, nell’ambito all’evento “Italia 2035, strategie per un futuro di crescita e stabilità”. “Giustizia ed efficienza devono procedere di pari passo, il ministero è impegnato per assicurare una giustizia più rapida ed efficiente, con strutture migliori, senza compromettere le garanzie e i diritti dei cittadini. Questo impegno non si limita soltanto a interventi normativi, ma comprende anche azioni logistiche”. Lo ha dichiarato Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, intervenuto nel corso della tavola rotonda “Giustizia ed efficienza dello Stato”, nell’ambito all’evento “Italia 2035, strategie per un futuro di crescita e stabilità”, promosso da Forbes a Roma nella sala Trilussa della Cassa di previdenza dei Geometri, presieduta da Diego Buono.
di Raffaele Sardo
La Repubblica, 12 giugno 2025
Il 31enne si è tolto la vita intorno alle 13 nel reparto psichiatrico del carcere. Poco dopo le 13 di ieri, Luzmil Toci, 31 anni, detenuto nel reparto psichiatrico del carcere di Santa Maria Capua Vetere, si è tolto la vita. L’uomo era stato condannato per il femminicidio della moglie 24enne, Eleonora Toci, avvenuto lo scorso 9 ottobre a San Felice a Cancello, nel Casertano. La donna fu uccisa nel sonno dal marito. La storia di Eleonora Toci è quella di un sogno infranto. La giovane madre, era arrivata in Italia dall’Albania qualche mese prima per ricongiungersi con il marito, Luzmil, già stabilitosi nel comune campano, dove lavorava saltuariamente come bracciante agricolo.
Corriere del Mezzogiorno, 12 giugno 2025
La condizione carceraria in Campania resta tra quelle più allarmanti e preoccupanti. Ieri un altro detenuto si è tolto la vita. Un uomo di 31 anni, di origini balcaniche, si è suicidato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’uomo, detenuto per il femminicidio della moglie, avvenuto il 9 ottobre 2024 a San Felice a Cancello davanti ai due figli di 6 e 4 anni, era ricoverato nell’articolazione psichiatrica dell’istituto. Il Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, ha avvertito: “Questa calda estate e il sovraffollamento stanno già rendendo impossibile la vita nei nostri istituti penitenziari - ha detto Ciambriello.
primonumero.it, 12 giugno 2025
Un detenuto di 60 anni, originario della Campania, si è tolto la vita nella notte tra l’11 e il 12 giugno all’interno della sua cella nel carcere di via Cavour, a Campobasso. A ritrovarlo senza vita sono stati gli agenti della Polizia Penitenziaria durante i controlli all’alba. Inutili i tentativi di rianimarlo: per l’uomo non c’era più nulla da fare. L’episodio ha scosso profondamente l’ambiente carcerario molisano, storicamente poco segnato da questo tipo di eventi. Si tratta infatti del primo suicidio nel carcere del capoluogo dopo molto tempo, mentre a livello nazionale il fenomeno continua ad assumere contorni sempre più drammatici: con questo caso salgono a 38 i suicidi nelle carceri italiane dall’inizio del 2025.
di Maria Verderame
sassarioggi.it, 12 giugno 2025
Sono in corso le indagini sul detenuto trovato senza vita nella sua cella nel carcere di Bancali a Sassari. Il corpo dell’uomo, di nazionalità italiana, è stato scoperto questa mattina, come ha reso noto il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Il caso a solo due mesi di distanza dall’altra tragica morte avvenuta il 21 aprile scorso, dove un giovane olbiese ha perso la vita in modo tragico, inalando una bomboletta di gas. La vittima aveva solo 24 anni. Nel penitenziario sassarese le vittime continuano a crescere. Uno dei casi più noti è la morte di Erik Masala, la cui famiglia non crede al suicidio.
irpinianews.it, 12 giugno 2025
Arriva la risposta del Ministro di Grazia e Giustizia Carlo Nordio all’interrogazione del parlamentare Soumahoro sul decesso nel carcere “Antimo Graziano” di Avellino, avvenuto l’8 febbraio scorso del detenuto Ciro Pettirosso, 36 anni, originario di Napoli, ritrovato all’interno della struttura privo di vita. Il decesso del giovane detenuto aveva immediatamente allertato le autorità competenti, che hanno avviato le indagini per fare luce su quanto accaduto. Così il Guardasigilli ha rilevato come “prendendo spunto dal decesso nella Casa circondariale di Avellino di un detenuto lo scorso 8 febbraio, chiede di “far piena luce su quanto accaduto e su eventuali gravi inadempienze del personale in servizio presso la casa circondariale di Avellino” nonché se non si intenda intraprendere iniziative straordinarie e urgenti al fine di porre rimedio al problema del sovraffollamento e alle gravi problematiche che affliggono le carceri italiane”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 giugno 2025
Lettera aperta dei detenuti, che sarebbero stati scoraggiati dal proseguire con la segnalazione. Partono gli esposti alla magistratura. Presenza di zecche, feci nelle celle, acqua fredda e sporca, materassi e lenzuola sudici, bagni intasati, impianti non funzionanti, pillole consegnate senza confezione. È un grido di allarme senza filtri quello che arriva dalla quinta sezione della Casa di reclusione di Vigevano. Una lettera firmata da quasi cinquanta detenuti è diventata il termometro di un luogo dove la pena si trasforma in martirio quotidiano. La missiva collettiva è stata indirizzata al ministero della Giustizia, al Garante nazionale, alle associazioni per i diritti umani e all’avvocata Guendalina Chiesi, che si batte per la tutela dei diritti dei detenuti con l’associazione “Quei Bravi Ragazzi Family”.
di Pietro Mecarozzi
La Nazione, 12 giugno 2025
Renato Cacciapuoti racconta la sua detenzione nel penitenziario fiorentino. “Frutta e verdura al limite del marcio, le grida sono assordanti e il caldo insopportabile”. Difficilmente Renato Cacciapuoti, 94 anni, si dimenticherà dei sei giorni passati in una cella di Sollicciano. Giovedì scorso è stato prelevato da alcuni agenti di polizia da casa sua e trasferito al penitenziario fiorentino. È finito dietro le sbarre per una bancarotta fraudolenta, dopo il crac dell’Editoriale Olimpia, avvenuta tredici anni fa. Una condanna arrivata in primo grado a quattro anni e otto mesi, contro la quale era stato fatto appello nel 2021. La corte d’appello, però, l’anno scorso ha confermato la pena. Nessun ricorso in Cassazione e la pena è diventata definitiva.
Corriere di Bologna, 12 giugno 2025
Il Garante per i detenuti dell’Emilia-Romagna Roberto Cavalieri aveva denunciato la condizione di un detenuto del Pratello tenuto in isolamento per cinque giorni in una cella senza materasso e finestre. Ora ha presentato un esposto alla Procura minorile e alla magistratura di sorveglianza. Isolamento scattato dopo i disordini di Pasqua: “Ora mi auguro che ci sia un’indagine - l’auspicio - anche su eventuali responsabilità, e mi auguro che non si ripetano questi fatti”. Risposte Cavalieri le ha ricevute dalla direzione nei giorni scorsi: “Ho fatto un nuovo sopralluogo, quella cella non è più utilizzabile, purtroppo non è stato fatto prima”. La coordinatrice del comitato minori in commissione Antimafia, senatrice Pd Enza Rando, interrogherà il ministro Nordio sul Pratello.
di Elisa Innocenti
univrmagazine.it, 12 giugno 2025
L’incontro, promosso dall’ateneo, si è tenuto lunedì 9 giugno nella Casa circondariale. Progettare un futuro diverso, anche dal carcere è possibile. Lo dimostra l’iniziativa che si è svolta lunedì 9 giugno alla casa circondariale di Montorio, dove, per la prima volta, si è tenuto un evento di orientamento universitario rivolto a persone detenute. Dalle 15 alle 17, circa 35-40 detenuti, diplomati o prossimi al diploma, hanno avuto l’opportunità di conoscere l’offerta formativa dell’università di Verona e i servizi dedicati al diritto allo studio, grazie al progetto “Università in carcere”, promosso, nell’ambito dell’Accordo-Quadro di collaborazione con la casa circondariale di Montorio, in collaborazione con il Cpia, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Verona, e con il supporto dello staff dell’Ufficio orientamento dell’ateneo.
- Agrigento. “Viaggiare su un filo d’olio”: il progetto che trasforma detenuti in maestri dell’olio
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