di Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera, 11 giugno 2025
Da Parigi a Berlino, da Roma a Londra, prende sempre più quota la convinzione che la deriva dei continenti, la distanza politica tra America ed Europa, stia per diventare un dato di fatto. Nel confronto a porte chiuse con gli alleati, i governanti trumpiani sono ancora più brutali rispetto a ciò che vediamo in pubblico. Venerdì 6 giugno: vertice della Nato a Bruxelles. A un certo punto il capo del Pentagono Pete Hegseth si rivolge così ai colleghi europei: ma perché continuate a insistere con l’Ucraina, quando c’è così tanto da fare con la Nato? Subito dopo l’Ambasciatore Usa, Matthew Whitaker, va giù piatto: guardate che ora tocca a voi sostenere il peso dell’aiuto militare a Kiev; noi abbiamo già fatto troppo.
di Alex Horton e John Hudson*
Il Foglio, 11 giugno 2025
L’amministrazione Trump si sta preparando ad avviare il trasferimento di migliaia di stranieri potenzialmente presenti illegalmente negli Stati Uniti verso la base militare statunitense di Guantanamo Bay, a Cuba, a partire da questa settimana, hanno affermato funzionari statunitensi a conoscenza della questione. I cittadini stranieri presi in considerazione provengono da diversi paesi. Tra questi, centinaia provengono da nazioni europee amiche, tra cui Gran Bretagna, Italia, Francia, Germania, Irlanda, Belgio, Paesi Bassi, Lituania, Polonia, Turchia e Ucraina, ma anche da altre parti del mondo, tra cui molti provenienti da Haiti. I funzionari hanno condiviso i piani con il Washington Post, inclusi alcuni documenti, a condizione di mantenere l’anonimato, poiché la questione è considerata estremamente delicata. Secondo i funzionari, è improbabile che l’amministrazione informi i governi di origine degli stranieri in merito agli imminenti trasferimenti verso la famigerata struttura militare, compresi stretti alleati degli Stati Uniti come Gran Bretagna, Germania e Francia.
di Iacopo Luzi
La Stampa, 11 giugno 2025
L’amministrazione Trump sta pianificando di aumentare drasticamente l’invio di migranti senza documenti alla base di Guantanamo. Fra di loro ci sarebbero anche cittadini europei. L’amministrazione Trump sarebbe pronta a inviare migliaia di migranti illegali negli Stati Uniti alla base militare di Guantanamo, Cuba, a partire da questo mercoledì. Si tratterebbe di almeno 9mila persone, già esaminate per il trasferimento, secondo alcuni documenti ottenuti dalla stampa americana. Fra loro ci sarebbero anche 800 europei, inclusi degli italiani. Tuttavia, fonti informate confermano a La Stampa che le autorità statunitensi avrebbero assicurato ai loro omologhi europei che, sebbene si stia valutando come procedere, questa misura non dovrebbe coinvolgere gli immigrati illegali provenienti dai paesi alleati, inclusa l’Italia.
di Stefano Anastasìa
garantedetenutilazio.it, 10 giugno 2025
Basterebbe un provvedimento di indulto per le pene o i residui di pena fino a due anni per cancellare il sovraffollamento e rimettere in funzione il sistema penitenziario italiano. 16.568 persone, il 31 maggio scorso, scontavano pene o residui pena inferiori a due anni: tanti quanti sono ospitati in eccesso nelle nostre carceri. Erano 62.761 le persone detenute nelle carceri italiane il 31 maggio scorso: 11.437 in più della capienza complessiva, 16.016 in più rispetto ai posti regolamentari effettivamente disponibili (4.579 posti sono in camere, sezioni o istituti in ristrutturazione o manutenzione). Da qui il famoso indice di sovraffollamento del 134,29%, il che significa che dove ci sono cento posti, ci stanno in media 134, 135 persone.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 10 giugno 2025
L’idea di “Spazio aperto”, il presidente Martellucci “Privati e Fondazioni bancarie agiscano insieme”. Sistema di contratti nazionali e giustizia riparativa. Il punto di partenza: 62mila detenuti stipati dove potrebbero starcene 45mila al massimo, un record di suicidi in carcere che supera se stesso di anno in anno, un sistema di pene che genera continuamente nuovi crimini anziché cittadini recuperati.
di Laura Ferrari
eclavoro.it, 10 giugno 2025
Il D.Lgs. 48/2025, noto come Decreto Sicurezza, introduce significative modifiche in materia di sicurezza pubblica, tutela del personale in servizio e ordinamento penitenziario. Tra le novità più rilevanti in materia di lavoro, spicca l’estensione dell’apprendistato professionalizzante ai detenuti, con l’obiettivo di favorire il loro reinserimento sociale e lavorativo. Nello specifico, l’articolo 36 modifica l’articolo 47, D.Lgs. 81/2015, in materia di apprendistato professionalizzante, aggiornando il primo periodo del comma 4. Viene prevista la possibilità di stipulare contratti di apprendistato professionalizzante senza limiti di età, anche nei confronti dei condannati e degli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e dei detenuti assegnati al lavoro all’esterno.
di Mauro Palma, Emilia Rossi e Daniela de Robert
Ristretti Orizzonti, 10 giugno 2025
Lo storico avvocato del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale lascia dopo anni d’intenso lavoro ogni suo incarico. L’avvocato Michele Passione, che ha assicurato in questi anni la presenza del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale nel maggiore numero di procedimenti riguardanti i riferiti episodi di maltrattamenti o torture da parte delle Forze di polizia nei luoghi di detenzione o custodia, ha presentato la rinuncia al proprio mandato in tutte tali diverse situazioni. Rischia di restare così azzerata la presenza del Garante nazionale nel processo per i fatti di Santa Maria Capua Vetere, San Gimignano, Firenze-Sollicciano, Reggio Emilia, Verona, solo per citarne alcuni.
di Nadia Urbinati*
Il Domani, 10 giugno 2025
La prima e più diretta evidenza della virata autoritaria di un Governo eletto democraticamente sta nel rafforzamento del potere esecutivo e, soprattutto, delle competenze in materia di “ordine pubblico”. Il ministero dell’Interno è la sua residenza ufficiale. La destra che conosciamo è nata come reazione contro i movimenti politici e sindacali di massa, in sostanza contro la democratizzazione delle vecchie società liberali. La destra è reattiva, nella concezione della politica e nella pratica del governo. Ha un criterio chiaro di reazione: il dissenso, soprattutto se organizzato in movimento collettivo; la libertà di espressione di chi obietta, questiona, contesta.
di Roberta Lisi
collettiva.it, 10 giugno 2025
Nuova giornata di protesta del sindacato delle toghe. Iniziative a Roma, Bari e Milano. Il Governo ha deciso: la riforma della giustizia targata Nordio deve marciare a passo di carica. Occorre fare presto, questa l’intenzione. L’obiettivo è la divisione delle carriere tra magistratura requirente e magistratura giudicante, il raddoppio del Csm e l’istituzione di un’Alta corte disciplinare per poter mettere sotto controllo la magistratura e l’attività giudiziaria. L’Associazione nazionale dei magistrati ha deciso di rispondere all’accelerazione aprendosi al confronto con il mondo dell’avvocatura, dell’Università, degli intellettuali della cittadinanza tutta per spiegare la pericolosità della cosiddetta riforma, la torsione autoritaria e verticistica che ne scaturirebbe, rompendo l’equilibrio che i padri e le madri costituenti ottant’anni fa misero nero su bianco.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 giugno 2025
Dopo lo scandalo Palamara, le toghe provano a mostrarsi cambiate. Ma le divisioni interne restano profonde. L’Anm lo ammette: le degenerazioni correntizie esistono ancora. Lo hanno detto, benché in modi diversi, gli stessi gruppi associativi durante la riunione del “parlamentino” del sindacato delle toghe che si è tenuta a Roma lo scorso fine settimana. La confessione collettiva ha monopolizzato quasi tutto il dibattito della due giorni: “La degenerazione correntizia, unitamente alla deriva carrieristica, è ciò che avvelena i nostri rapporti, che ci fa perdere di credibilità all’esterno. Si ha degenerazione correntizia tutte le volte che l’appartenenza ad un gruppo soppianta il criterio meritocratico. È sotto gli occhi di tutti che accanto a nomine sacrosante ce ne sono alcune che gridano vendetta”, ha dichiarato senza giri di parole l’esponente di Magistratura indipendente Giuseppe Tango.
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