di Mariano Croce*
Il Domani, 10 giugno 2025
Questo concetto nasconde un più ampio tentativo di riorientamento psicologico e affettivo a una dimensione di quotidianità segnata dalla guerra, in difesa dello stato come progetto etico collettivo sotto perenne minaccia. Proprio per questo motivo dobbiamo esorcizzarlo. Secondo Vladimir Putin, il conflitto russo-ucraino non è una normale guerra: si tratta piuttosto di una “guerra esistenziale”. Sulla sua stregua, i commentatori e i funzionari russi hanno da tempo preso a suggerire che, senza la totale sconfitta dell’Ucraina, la Russia sarà costretta a un conflitto nucleare, perché ne andrà della sua stessa esistenza come progetto di vita collettiva.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 10 giugno 2025
Le testimonianze raccolte da Amnesty. Le persone sanno bene che Israele è colpevole ma si rendono anche conto che Hamas non si preoccupa della loro sofferenza. Poche settimane fa, nel pieno dell’ulteriore intensificazione dei bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza, un portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, dal suo comodo riparo all’estero, ha fatto questa dichiarazione: “La casa verrà ricostruita e i martiri… li riprodurremo dieci volte tanto”. A queste parole ripugnanti e vergognose ha risposto una donna sfollata il 16 maggio da Beit Lahia verso il campo rifugiati di Shati, a Gaza City: “A loro (i dirigenti di Hamas) non importa della nostra sofferenza. Anche se ricostruirò la mia casa che è stata distrutta, i ricordi e la vita che ho passato lì non saranno mai ricostruiti. Mia cugina ha perso il marito e tre figli in un attacco israeliano. Come posso guardarla negli occhi e dirle che i suoi figli saranno riprodotti?”.
di Murat Cinar
Il Manifesto, 10 giugno 2025
Intervista a Ercüment Akdeniz, noto reporter e scrittore turco. Come tanti colleghi, è accusato da Ankara di affiliazione al Pkk. “Ci accusano con intercettazioni illegali risalenti a 14 anni fa. Si tenta di criminalizzare le alleanze tra partiti di sinistra, socialisti e democratici. Ercüment Akdeniz è un giornalista, scrittore e politico turco, noto per le sue ricerche sui diritti dei migranti in Turchia. È stato presidente dell’Emek Partisi (Emep) dal 2020 al 2023. Il 18 febbraio 2025 è stato arrestato nell’ambito della maxi inchiesta sul Halklarin Demokratik Kongresi (Hdk), il Congresso democratico dei Popoli, fondato nel 2011. Insieme a lui, sono stati trasferiti in diversi centri penitenziari 30 tra giornalisti, politici e attivisti. Le autorità li accusano di essere affiliati o sostenitori del Pkk/Kck, considerato “organizzazione terroristica” in Turchia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 giugno 2025
Il sistema penitenziario è allo stremo: l’emergenza non è più solo una questione di sicurezza, ma di dignità umana e la politica resta sorda alla “rabbia”. La pressione nelle celle, stipate al limite dell’impossibile, è palpabile: ogni sussulto può trasformarsi in rivolta. Nel “37esimo Rapporto Italia” di Eurispes un capitolo dedicato a rivolte, suicidi e sovraffollamento svela senza esitazioni il dramma delle nostre carceri italiane. Nei nostri penitenziari la tensione è al limite: sono inagibili oltre 4.000 posti letto, aggravando la crisi. Nel 2024 i detenuti sono stati 61.861, a fronte di 51.312 posti disponibili, con un sovraffollamento medio del 20,55%.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 9 giugno 2025
Difficile trovare una foto in cui Michalis Traitsis non sorrida. Di motivi per essere soddisfatto in effetti il fondatore di Balamòs Teatro ne ha: pur fra le varie criticità di cui parlerà nell’intervista, la sua visione del teatro ha superato i cancelli delle carceri veneziane, in cui opera da quasi vent’anni, per raggiungere la Biennale teatro, la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e molte istituzioni internazionali. Membro e socio fondatore del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere (partner di un Protocollo d’intesa con il dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), ha ottenuto l’encomio del Presidente della Repubblica e, nel 2013, il premio Critici del teatro.
di Stefano Liburdi
Il Tempo, 9 giugno 2025
Il Presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco immagina una giustizia che non sia solo punitiva ma che sappia riparare, reintegrare e che esplori modelli alternativi. Trasformare o chiudere questo modello di carceri a distanza di quasi mezzo secolo, quella stessa sfida viene oggi rilanciata, in un altro ambito, da una voce autorevole come è quella del Presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, scrittore, intellettuale e filosofo, che propone di ripensare radicalmente il sistema carcerario, fino a immaginare - come accadde per i manicomi - la chiusura delle carceri o almeno la trasformazione.
di Salvatore Merlo
Il Foglio, 9 giugno 2025
Il ministro Nordio alla Festa del Foglio. “Dopo la separazione delle carriere e la riforma del Csm, metteremo mano al codice di procedura penale”. Il reato di femminicidio, “un messaggio di attenzione”. Di recente noi abbiamo abolito il reato di abuso di ufficio che intasava i tribunali e ipotecava la serenità degli amministratori e ha alleggerito di molto il carico giudiziario. Poi ci sono invece delle situazioni dove non esiste una tutela e lì è giusto che intervenga la legge penale.
di Giovanni Longo
Gazzetta del Mezzogiorno, 9 giugno 2025
L’accelerazione impressa dal governo sulla riforma costituzionale della magistratura, non piace affatto all’Associazione nazionale magistrati che ha organizzato per martedì 10 giugno tre eventi pubblici, a Milano, Roma e Bari, per manifestare il dissenso. Nel capoluogo pugliese l’appuntamento è nell’aula della corte d’assise in via Dioguardi. Ad introdurre i lavori dal titolo “Riformare la magistratura per non riformare la giustizia?”, Antonella Cafagna, presidente distrettuale dell’Anm.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 9 giugno 2025
Il termine per proporre appello è ora di trenta giorni, quello per il ricorso per Cassazione è rimasto di dieci. Nel presentare il ddl “Sicurezza”, molti politici si erano intestati il merito di alcune novelle subito iscritte, senza ragione, nel novero delle conquiste memorabili per la civiltà del diritto. Grande enfasi, in particolare, era stata riservata all’aumento del termine per impugnare i provvedimenti di prevenzione, portato da dieci a trenta giorni, a fronte di procedimenti utilizzati da elevatissima complessità tecnica (non solo di natura giuridica, ma anche contabile, fiscale, societaria, commerciale) e di atti la cui stesura necessita di competenze multidisciplinari.
di Milena Gabanelli e Simona Ravizza
Corriere della Sera, 9 giugno 2025
“Uno dei più grandi freni dei delitti non è la crudeltà delle pene, ma l’infallibilità di esse”. Già nel 1764 il giurista e filosofo Cesare Beccaria nel celebre trattato Dei delitti e delle pene ha indicato uno dei pilastri fondamentali di ogni sistema giudiziario: a scoraggiare i crimini non è la severità delle punizioni, ma la certezza che quelle punizioni vengano effettivamente applicate. La capacità di eseguire le pene inflitte a chi ha violato il Codice penale, dunque, è una partita sulla quale l’apparato giudiziario gioca la propria credibilità e quella dell’intero Stato. Cosa succede in Italia?
- Quasi mezzo milione per un’ingiusta detenzione scontata non in carcere ma in casa di lavoro
- Cagliari. Lutto nel carcere di Uta: Sandro Arzu si è tolto la vita dopo due anni di latitanza
- Palermo. “Ucciardone al collasso: tra caldo, degrado e carenze, Nona Sezione da chiudere subito”
- Napoli. Intervista don Tonino Palmese: “Io, sacerdote da 40 anni lotto per i diritti dei reclusi”
- Mantova. Don Ciotti, discepolo di don Mazzolari. “Il carcere è ora una discarica sociale”










