di Monica Cillerai*
L’Indipendente, 8 giugno 2025
Ventuno ore al giorno rinchiuso in una cella di tre metri per due, scavata quasi sotto terra. La luce elettrica va sempre tenuta accesa, nelle celle della sezione 41-bis del carcere di Bancali, frazione di Sassari. Perché quella naturale quasi non c’è. Alfredo Cospito, l’anarchico condannato a 23 anni di detenzione per una “strage” in cui non ci sono stati morti né feriti, vive ancora come sepolto vivo. “Nell’ultimo mese ad Alfredo hanno negato anche l’acquisto di libri” dice il suo avvocato, Flavio Rossi Albertini, a L’Indipendente. “Un libro sui vangeli apocrifi, uno sulla fisica quantistica e due libri di fantascienza. Più un cd musicale”. Ha tutta l’aria di essere una vendetta di Stato quella contro Alfredo Cospito.
di Roberta Barba
tfnweb.it, 8 giugno 2025
Tutelare la genitorialità delle persone recluse e l’infanzia, mettendo a disposizione dell’Autorità giudiziaria residenze idonee a evitare la presenza di bambini in carcere. L’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali pubblicherà, la prossima settimana, un Avviso rivolto agli enti del Terzo settore per selezionare un progetto sperimentale per l’accoglienza extra-carceraria di genitori detenuti con figli al seguito. Le risorse complessive assegnate dal ministero della Giustizia alla Sicilia ammontano a oltre 294 mila euro e il governo Schifani li destinerà a interventi volti alla copertura delle rette per il mantenimento sia dei genitori che dei figli presenti nella struttura e per l’attivazione di percorsi di inclusione sociale.
bolognatoday.it, 8 giugno 2025
Antonio Ianniello denuncia due situazioni critiche: sovraffollamento e degrado nel carcere minorile del Pratello, condizioni inumane e rischio salute alla Dozza. Una fotografia preoccupante delle condizioni carcerarie a Bologna arriva dalla relazione 2024 presentata in commissione a Palazzo D’Accursio dal garante dei detenuti del Comune, Antonio Ianniello. Due i nodi principali segnalati: il carcere minorile del Pratello, dove l’apertura del secondo piano avrebbe peggiorato drasticamente la qualità della detenzione, e il carcere della Dozza, dove il numero dei detenuti ha superato livelli critici, toccando soglie che per il garante rischiano di configurare trattamenti disumani.
di Gianluigi Nuzzi
La Stampa, 8 giugno 2025
Giorgio Leggieri: “Servono risposte costruttive. Imprevedibile il caso De Maria”. La tragedia di Emanuele De Maria, omicida e suicida è stata strumentalizzata e deformata da chi ha utilizzato la lente sfuocata dell’indignazione facile per modesti bottini politici e di revisionismo del lungo e tortuoso percorso di reintegrazione finora compiuto. De Maria era detenuto nel carcere di Bollate, istituto modello con il più basso tasso di recidiva di reati in Italia. La storia di De Maria non era prevedibile, il fascicolo era ricco di relazioni positive dei suoi miglioramenti. Direttore è Giorgio Leggieri, in prima linea per mettere la dignità di chi vive dietro le sbarre al centro di programmi e iniziative.
Corriere della Sera, 8 giugno 2025
Il rapporto del Garante nazionale delle persone private della libertà, con dati aggiornati a una settimana fa. Il carcere di Bergamo è fra i primi dieci in Italia per livello di sovraffollamento. È quanto emerge dall’ultimo report del Garante nazionale delle persone private della libertà, secondo il quale ci sono 62.722 detenuti presenti nelle carceri italiane, a fronte di 46.706 posti disponibili, con un indice di sovraffollamento del 134,29% a livello nazionale e di un “significativo aumento” del numero di presenze in carcere - con un incremento di 10.499 unità - registrato dal dicembre 2020.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 8 giugno 2025
Palazzo Vecchio ha dato la sua disponibilità al Ministero per il progetto di “Giustizia riparativa”. Prima l’hanno offesa, poi l’hanno aggredita fisicamente. Infine, qualche settimana dopo, le hanno chiesto scusa, riflettendo su ciò che avevano compiuto, immedesimandosi nella vittima e cercando di capire da dove provenisse quella violenza. È la storia, una delle tante, dove gli autori (o le autrici come in questo caso) di violenza incontrano le loro vittime. Un confronto diretto, faccia a faccia, moderato da esperti mediatori, dove due ragazze hanno agito bullismo nei confronti di una loro compagna di classe straniera.
di Eliana Positano*
aspbasilicata.it, 8 giugno 2025
Partito il progetto di telemedicina che vede coinvolti Asp, Rotary e il carcere federiciano che fa da apripista. Si è concluso l’ultimo atto per la definitiva messa a punto e partenza del progetto di Telemedicina che interessa i detenuti della Casa Circondariale di Melfi e che rappresenta il risultato di un patto a tre tra Rotary Club Melfi Distretto 2120 Melfi, Asp Basilicata e Ministero della Giustizia siglato lo scorso marzo.
di Ilenia Pistolesi
La Nazione, 8 giugno 2025
Il garante Ezio Menzione: “Liste d’attesa lunghe. Per gli ingressi possono passare da 8 mesi a un anno” “Attualmente, lo spazio disponibile per entrambe le infermerie è assolutamente insufficiente”. La Rems sotto la lente del garante dei detenuti della struttura per pazienti psichiatrici autori di reato e della Fortezza, l’avvocato Ezio Menzione, che disegna una cornice nella quale persistono una sequela di criticità dovute in particolar modo agli ambienti.
corriereirpinia.it, 8 giugno 2025
Il Garante Mele: necessario immaginare pene alternative al carcere. Sceglie di raccontare l’esperienza straordinaria di un gruppo di detenuti, coinvolti a Tufo in progetti sociali il libro di Peppe Battaglia, “La libertà è un organismo vivente”. Una esperienza capace di costituire una comunità di detenuti politici determinati nel loro progetto di ritorno alla vita sociale grazie all’accoglienza del territorio irpino. Comunità di Servizio Sociale dei detenuti era il nome dell’associazione che organizzò un laboratorio in Carcere, capace di tradursi in realtà concreta a Tufo con la realizzazione di articoli di pelletteria, il cui ricavato veniva devoluto a sostegno
superioreaugusta.edu.it, 8 giugno 2025
Anche quest’anno, così come è tradizione per la nostra scuola dal 2010, il progetto “Il Carcere va a Scuola”, nato dalla collaborazione tra il Ruiz e la Casa di Reclusione di Brucoli, si è concluso con la messa in scena di una bella esperienza teatrale, che si è rivelata un importante strumento di crescita, inclusione e riflessione. La straordinaria compagnia teatrale del Ruiz e i detenuti della Casa di reclusione di Brucoli hanno, infatti, messo in scena con notevole successo la commedia di Peppino De Filippo “Non è vero ma ci credo” in due distinti spettacoli: mercoledì 4 giugno per un pubblico di soli detenuti, venerdì 6 giugno, invece, è stata la volta degli studenti della scuola.
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