Corriere Adriatico, 31 maggio 2023
Un 41enne detenuto nella casa circondariale di San Donato di Pescara si è tolto la vita, ieri pomeriggio, impiccandosi all’interno del carcere. Lanciato l’allarme, è subito intervenuto il medico della struttura, che ha iniziato le manovre rianimatorie, poi proseguite dal personale del 118, arrivato nel giro di pochi minuti. Per l’uomo, però, non c’è stato niente da fare. In seguito all’episodio, alcuni detenuti, come forma di protesta, non sono rientrati in cella: in via precauzionale, a supporto della polizia penitenziaria, nell’area del carcere sono intervenuti polizia e carabinieri.
ansa.it, 31 maggio 2023
Un detenuto di origine nordafricana è morto dopo aver appiccato un incendio all’interno della propria cella, rimanendo intossicato dal fumo. Un detenuto del carcere di Terni è morto dopo che - secondo una prima ricostruzione - avrebbe appiccato un incendio all’interno della propria cella - posta nella sezione G “accoglienza” - rimanendo intossicato dal fumo.
ciociariaoggi.it, 31 maggio 2023
Immediato l’intervento dell’agente di sezione in servizio. Ma per l’uomo di 53 anni non c’è stato nulla da fare. Detenuto muore in carcere a causa di un malore. I soccorsi sono stati tempestivi ma per il cinquantatreenne non c’è stato nulla da fare.
ledicoladelsud.it, 31 maggio 2023
È stato firmato a Bari, dal procuratore Roberto Rossi, dal garante nazionale dei detenuti Mauro Palma e dal garante regionale Pietro Rossi, il protocollo d’intesa per la tutela dei diritti delle persone la cui libertà personale è limitata non solo per motivi di esecuzione penale, ma anche quelli di “chi - ha detto il garante regionale Rossi - quella limitazione la vive de facto, ad esempio le persone ricoverate nelle strutture socio sanitarie o i cittadini stranieri in attesa di rimpatrio”. Scambio di informazioni tra Procura a Garante dei detenuti, analisi congiunta delle problematicità, formazione sono i tre pilastri su cui si basa.
ferraratoday.it, 31 maggio 2023
La figura è vacante da febbraio, quando Cacciola è scomparso prematuramente. Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, a quando? È quanto si chiede - e chiede all’amministrazione - la consigliera del Partito Democratico, Ilaria Baraldi. Nello specifico, l’interpellanza presentata dalla Dem verte sulla selezione.
corrieredellacalabria.it, 31 maggio 2023
Ciambriello sul caso denunciato: “È sacrosanto, non può essere derogato a niente, men che meno alla presunta commissione di un reato”. “Conosco la storia e le condizioni di salute di Andrea S. da diversi mesi e, più volte, sono intervenuto con l’area sanitaria per chiedere maggiore attenzione sul suo caso, più accertamenti specialistici e un monitoraggio costante”.
di Antonella Mariani
Avvenire, 31 maggio 2023
Alla Casa internazionale delle donne 8 profughe afghane hanno testimoniato davanti a una Commissione di giuriste che elaborerà un “verdetto”. Difficoltà per lavoro e ricongiungimento familiare. Parisa, Mahoba, Sakina, Madina: donne che hanno lasciato in tutta fretta l’Afghanistan nelle ore concitate della presa di Kabul da parte dei taleban (agosto 2021), e, arrivate in Italia, faticano a trovare una nuova vita. Le loro testimonianze, a tratti drammatiche fino alle lacrime, sono state raccolte sabato scorso in un lungo e intenso pomeriggio alla Casa internazionale delle donne di Roma. La prima seduta del “Tribunale delle donne per i diritti delle donne migranti” è stata una occasione per far parlare loro, le protagoniste, ascoltare il loro dolore e i loro sogni. Che non devono restare tali, però: ne va della civiltà dell’intero popolo italiano. “Sono una chirurga, ho rinunciato a tutto pur di studiare” - ha raccontato Mahoba, profuga in Iran da bambina, ragazza piena di speranze durante il ventennio “filo occidentale” dell’Afghanistan. “Sono scappata da Kabul solo con ciò che indossavo. All’arrivo mi dissero che in Italia c’era molto bisogno di medici, che avrei avuto buone possibilità di lavorare. Non è stato così. Oggi ci concedono di fare la badante o al massimo mediatori culturali. Ma io non voglio buttare via tutti i miei obiettivi. Se non riconoscono le mie competenze di medico, la mia laurea, la mia esperienza, non riconoscono la mia dignità”.
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 31 maggio 2023
Non è mai un affare privato ed è sempre una attestazione esplicita, chi non le sopporta non conosce le regole del vivere in libertà. Si protesta per attirare l’attenzione. L’affermazione può suonare banale, ma essere costretti a sottolineare le banalità sembra la malattia di questo tempo. Quando qualcuno sfila per strada, ostacolando il traffico e la normale vita quotidiana, lo fa perché non considera affatto “normale” questa vita e vorrebbe cambiarla e se strilla slogan non è perché non gli piace parlare a bassa voce.
di Irene Famà
La Stampa, 31 maggio 2023
Il fumettista: “Dai blitz per il clima ai rave party, le indagini e le pene sono spropositate. Il conflitto è il motore della democrazia, in questo Paese c’è un problema di autoritarismo”. In questo Paese c’è un problema con il dissenso. E non parlo solo di questo governo”. Fuori dall’aula 3 del tribunale di Torino il fumettista Zerocalcare, all’anagrafe Michele Rech, ha appena finito di testimoniare al processo contro 28 attivisti del centro sociale torinese Askatasuna. “Accusarli di associazione a delinquere è una follia”, dice.
di Umberto Galimberti
La Stampa, 31 maggio 2023
I giovani oggi stanno male, come dimostra la tragica vicenda del sedicenne di Abbiategrasso. Ma non cerchiamo facili spiegazioni imputando il loro malessere al distanziamento sociale imposto dalla pandemia. Ben più profonde sono le ragioni. E vanno cercate nel collasso educativo della famiglia e della scuola, avvenuto con il progressivo passaggio dalla società della disciplina che si regolava sul ciò che era permesso e ciò che era proibito, alla società dell’efficienza e della performance spinta, spesso misurata dal numero dei like e dei follower a cui viene affidata la propria identità, spesso accompagnata da un senso di insufficienza per ciò che si vorrebbe essere e non si riesce ad essere a partire dalle attese altrui, dalle quali ciascuno misura il valore di se stesso. L’identità, infatti, non la possediamo per il fatto che siamo nati, ma è un dono sociale, è il risultato del riconoscimento o del misconoscimento che riceviamo dagli altri.
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