di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 giugno 2023
Le Ong denunciano il mancato soccorso italiano. E Malta li ha “trascinati” nei famigerati centri di detenzione libici. Ci sarebbe stata una operazione, per procura, di respingimento collettivo dove si prefigurerebbe un abuso per mancato soccorrimento. A effettuare il respingimento verso la Libia di 500 migranti fuggiti soprattutto dalla guerra in Siria è stata l’autorità maltese, ma - secondo quanto denunciano le ong Alarm Phone, Sea-Watch, Mediterranea Saving Humans ed Emergency - le Autorità italiane avrebbero dovuto mobilitare i soccorsi per proteggere quelle vite e garantire il loro sbarco in un luogo sicuro. Nel pomeriggio del 23 maggio 2023, oltre 500 persone provenienti dalla Siria, dall’Egitto, dal Bangladesh e dal Pakistan, tra cui donne e bambini, sono fuggite dalla violenza e dalla prigionia in Libia. Purtroppo, le loro speranze di trovare sicurezza sono state infrante quando sono stati riportati in Libia, un paese che ancora non riesce a garantire la protezione dei diritti umani fondamentali. Il loro viaggio verso la speranza ha subito un duro colpo quando il motore del peschereccio a doppio ponte su cui si trovavano ha smesso di funzionare.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 2 giugno 2023
Destre a favore, ma il governo: non li useremo. Il Pd si spacca: 10 sì, 4 astenuti e un no. I dem sotto attacco di destre e terzo polo per difetto di atlantismo. Fratoianni: se si è contrari si vota contro. L’Europa corre verso un’economia di guerra. Il Parlamento europeo ieri ha approvato a larga maggioranza (446 sì, 67 no e 112 astensioni) il regolamento Asap (Act in Support of Ammunition Production) voluto dal commissario al mercato interno Thierry Breton.
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 2 giugno 2023
Non solo non usciamo dalla guerra, ma la sua agenda diventa sempre più onnivora e si allarga come del resto avviene sul campo di battaglia. Il voto di ieri dell’Europarlamento che ha approvato la relazione della Commissione europea denominata Asap (Act to Support Ammunition Production) dice che i governi nazionali potranno impegnare a man bassa fondi già destinati dal Pnrr (Il Piano di Ripresa e resilienza) per l’avvio del Next generation Eu e indirizzarli invece direttamente sul riarmo.
di Letizia Tortello
La Stampa, 2 giugno 2023
Gli albanesi sfidano i serbi: “Via da casa nostra”. Il premier di Pristina Kurti risponde a Vucic: “È un autocrate ma sono pronto al dialogo. Elezioni anticipate solo se cessano le violenze”.
di Parisa Nazari
La Stampa, 2 giugno 2023
L’accusa è di cospirazione. Ma la rivoluzione delle donne non si arrende al regime. A chi mi chiede a che punto sia la notte in Iran porto l’esempio di Niloofar Hamedi e Elaheh Mohammadi, le due giornaliste rinchiuse in carcere dalla fine di settembre per aver raccontato sui rispettivi giornali la storia di Mahsa Amini, portandola di fatto all’attenzione del mondo. Per capire il significato politico del caso, di cui mi occupo sin dall’inizio cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana, basti pensare che è finito alcuni mesi fa nelle comunicazioni ufficiali dell’intelligence di Teheran come emblema della minaccia incombente sul Paese. Le due donne, entrambe poco più che trentenni, sono accusate, secondo quanto ricostruito da Reporter senza frontiere, di “collaborazione con governi ostili, cospirazione e collusione contro la sicurezza nazionale e propaganda anti establishment”. La pena prevista è l’ergastolo ma, sostiene sempre Rsf, se gli inquirenti confermassero il reato di “spionaggio” rischierebbero l’impiccagione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 giugno 2023
Negli ultimi giorni, le carceri italiane sono state teatro di tragici eventi che hanno evidenziato la situazione critica in cui versano tali istituti. La morte di un detenuto per impiccagione nel carcere di Pescara e un altro grave episodio di un detenuto di 35 anni recluso per piccolo spaccio stupefacenti, che ha dato fuoco alla propria cella nel carcere di Terni morendo intossicato dal fumo, hanno sollevato nuovamente l’allarme riguardante le condizioni dei penitenziari.
di Leo Beneduci*
Il Fatto Quotidiano, 1 giugno 2023
Nel 2010 erano oltre 1.500 i detenuti sottoposti a misura di sicurezza nei sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari - Opg (Barcellona Pozzo di Gotto, Aversa, Napoli, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere), in sostituzione dei Manicomi Giudiziari di fine ‘800 e così rinominati dalla Riforma dell’ordinamento penitenziario del 1975 (l. 354/1975).
agensir.it, 1 giugno 2023
Dal 1° giugno, negli istituti penitenziari italiani, si disputa la 7ª edizione de “La Partita con mamma e papà”, l’incontro tra i genitori detenuti e i loro figli, all’interno della annuale campagna “Carceri aperte”, che fa accedere negli istituti le famiglie a partecipare a un evento atteso e “relazionale”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 1 giugno 2023
Le riforme promesse dal Guardasigilli Carlo Nordio ancora non si vedono, ma il vice Francesco Paolo Sisto rassicura: “Nella prima metà di giugno andremo al Consiglio dei ministri”. Verso modifiche su abuso d’ufficio, intercettazioni e misure cautelari.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 giugno 2023
Le toghe agitano lo spettro della criminalità organizzata per tentare di bloccare la riforma. Caiazza: “Così confermano che questo reato è una rete a strascico”. Pittalis (Fi): “Solita bufala”. L’abuso di ufficio non va modificato: ce lo chiede non solo l’Europa ma anche la mafia. No, non si tratta di un errore di battitura o concettuale ma della sintesi di un pensiero che alberga nella mente di molti magistrati e del Movimento 5 Stelle per i quali l’articolo 323 del codice penale non va toccato.
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