di Marco Solimano* e Carlo Testini**
L’Unità, 6 ottobre 2023
Non è solo una questione di sovraffollamento, le prigioni italiane sono piene di ingiustizie e contraddizioni. Il nostro impegno per garantire dignità e diritti ai detenuti e a chi lavora negli istituti di pena. Negli ultimi mesi si è ricominciato a parlare di carcere anche al di fuori della stretta cerchia di chi se ne occupa da sempre. La situazione disastrosa della vita di chi vive e lavora negli istituti di pena è ormai nota.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 6 ottobre 2023
In Commissione Giustizia del Senato continua l’esame del Ddl di iniziativa governativa n. 808 in materia di modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare. Prosegue in Commissione Giustizia, alla presenza del Viceministro della Giustizia Sisto, l’esame, avviato mercoledì 2 agosto, con la relazione del Presidente Bongiorno, del Ddl di iniziativa governativa n. 808 in materia di modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare.
di Liana Milella, 6 ottobre 2023
La Repubblica
Braccio di ferro tra chi “condanna” la giudice e chi vuole tutelarla. Delmastro attacca il tribunale di Firenze. Stavolta, al Csm, non c’è tutela che tenga per Iolanda Apostolico. A palazzo dei Marescialli, egemonizzato dal centrodestra della politica e delle toghe, in un Consiglio presieduto dall’avvocato leghista Fabio Pinelli, la giudice rischia il trasferimento d’ufficio. Ma su di lei il Csm si spacca due volte in 48 ore. I laici filogovernativi assieme a Italia viva la “condannano” prim’ancora di averla sentita, non proprio all’insegna del garantismo, dando per scontato che sia stata in piazza per manifestare contro Salvini. Dopo che la destra delle toghe di Magistratura indipendente due giorni fa aveva negato la “tutela” chiesta per lei da 13 colleghi dopo l’attacco della premier Giorgia Meloni.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 6 ottobre 2023
Il costituzionalista Michele Ainis dopo il caso Catania: “Ogni sentenza, anche una che riguarda affari di condominio, comunque, ha un effetto politico”. “Nel contesto attuale occorre evitare di personalizzare il conflitto”. Il costituzionalista Michele Ainis interviene sulle tensioni tra governo e magistratura, dopo i provvedimenti della giudice del Tribunale di Catania che ha sbriciolato le certezze del governo in materia di immigrazione.
di Armando Spataro
La Stampa, 6 ottobre 2023
Inaccettabili le insinuazioni e i sospetti sulla terzietà della giudice Apostolico. Sono legittime le critiche ai provvedimenti, ma non la tracimazione negli insulti. Improvvisamente la questione del giudice Apostolico di Catania che non ha convalidato il trattenimento di tre immigrati irregolari tunisini disposto dal Questore di Ragusa e che ha disposto il loro immediato rilascio ha assunto nuovi caratteri: non più quelli della violenta aggressione politica ed istituzionale nei confronti del giudice per il suo decreto, ma quelli dell’insinuazione e della diffusione di sospetti sulla sua terzietà e serenità di giudicante, attraverso allusioni alla sua vita privata e diffusione di un filmato sulla sua partecipazione ad una manifestazione in difesa dei diritti umani dei migranti.
di Gianpaolo Catanzariti*
Il Dubbio, 6 ottobre 2023
Passano i governi, cambiano i ministri, mutano le maggioranze, ma la polemica incandescente tra politica e magistratura, specie se associata e magari con lo sguardo rivolto a sinistra, quella non cambia mai. Si pensava che il tramonto politico, prima, di Berlusconi e quello esistenziale, dopo, potesse sopire le turbolenze e le polemiche tra i poteri. E invece… e invece. Siamo alle solite. Stavolta la miccia l’ha innescata un giudice del tribunale civile di Catania che ha deciso di non convalidare il provvedimento di trattenimento emesso nei confronti di alcuni immigrati tunisini, provocando una reazione a catena in diversi ambiti. Dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che, con opportunistica superficialità, aveva liquidato la interessantissima lettera di Marina Berlusconi sull’ennesima inchiesta giudiziaria mossa, post mortem, nei confronti del Cavaliere, sino ai giornali ritenuti vicini al centro- destra che hanno scovato posizioni “politiche” assunte in passato dal magistrato catanese contro la politica anti- migranti dell’ex ministro Matteo Salvini.
di Massimo Fini
Il Fatto Quotidiano, 6 ottobre 2023
La sentenza con cui il Tribunale di Catania, nella persona del giudice Iolanda Apostolico, non ha convalidato il trattenimento di tre migranti tunisini ha suscitato un putiferio. Contro la sentenza si sono scagliati i berluscones di tutte le risme e anche non strettamente berlusconiani, come la premier Giorgia Meloni, che dovrebbe conoscere i fondamentali della democrazia. Secondo la classica definizione di Montesquieu, in democrazia esistono tre poteri, distinti per funzioni e indipendenti l’uno dall’altro: il potere esecutivo che decide i provvedimenti concreti, il potere parlamentare che controlla politicamente le decisioni dell’esecutivo e il potere giudiziario che controlla che le leggi approvate dal Parlamento e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale non contrastino, dal punto di vista della giurisdizione, queste stesse leggi votate dal Parlamento. Inoltre ha il compito di dare stabilità all’intero sistema, nel penale e nel civile, regolando i rapporti tra i cittadini, sancendo quali abbiano violato le leggi e quali no. In altri termini, se io ho violato norme del codice penale o di quello civile devo essere punito nel più breve tempo possibile. Se sono stato accusato ingiustamente devo essere assolto nel più breve tempo possibile. Purtroppo in Italia i tempi del processo hanno una durata da plantigradi. Ed è questo il vero, grande, problema della Giustizia italiana, non la “terzietà” dei giudici o la composizione del Csm.
di Frank Cimini
L’Unità, 6 ottobre 2023
Arrestato nel 1980 con l’accusa di aver partecipato a Prima Linea, il pm Spataro chiese per lui 11 anni di reclusione. Condannato a 8, dopo 6 anni l’assoluzione in appello poi confermata dalla Cassazione. Ma il ristoro per l’ingiusta detenzione gli fu rifiutato. Il motivo? A causare l’errore giudiziario erano state le sue “cattive frequentazioni”. Non ha mai smesso di lottare: per l’amnistia, contro il 41bis. Pochi giorni fa la morte per una embolia polmonare.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 6 ottobre 2023
Nulla l’espulsione del cittadino extracomunitario, adottata in alternativa alla detenzione, dal magistrato di sorveglianza senza notificare il provvedimento al difensore. L’impossibilità di proporre opposizione da parte del legale di fiducia viola il diritto di difesa.
L’Unione Sarda, 6 ottobre 2023
“Strutture sovraffollate e fatiscenti, assenza di personale: occorre stanziare fondi per incentivare l’assunzione di medici e operatori socio-sanitari”. “Ho riscontrato, nel corso della mia esperienza da Consigliere Regionale, un’importante emergenza relativa al rapporto tra detenzione carceraria e diritti dei detenuti all’interno delle carceri della Sardegna”.
- Santa Maria Capua Vetere. Processo per le torture in carcere: “Scongiurare rischio prescrizione”
- Monza. Carcere allo scoperto con orto e falegnameria: “Una seconda occasione per i detenuti”
- Cagliari. Carcere Uta, capienza al 105%. Allarme per detenuti tossicodipendenti e malati psichici
- Napoli. “Firma falsa per rinunciare alla Tac”, detenuto scopre tumore con un anno di ritardo
- Bologna. Il progetto di Acli e del carcere della Dozza. Un corso da centralinista per otto detenuti









