borderline24.com, 3 giugno 2023
Per il lavoro svolto in qualità di assistente sociale alla Rems. La dottoressa Anna Rita Sette ieri a Bari ha ricevuto l’onorificenza come Cavaliere della Repubblica per il lavoro svolto in qualità di assistente sociale alla Rems, la Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza di Spinazzola.
giornalenordest.it, 3 giugno 2023
Mons. Michele Tomasi, Vescovo di Treviso si è recato nella Casa Circondariale di Santa Bona per partecipare alla consegna degli attestati spendibili professionalmente che alcuni detenuti hanno conquistato al termine di due corsi di formazione. Si è concluso così, venerdì 1 giugno, il primo atto del progetto Oltre le sbarre, che ha realizzato un corso di alfabetizzazione digitale di 30 ore (iniziato il 30 marzo e che si concluderà l’11 maggio) e uno di saldatura di 28 ore (iniziato il 15 aprile e che si concluderà all’inizio di giugno) per i detenuti.
di Paolo Persichetti
L’Unità, 3 giugno 2023
Nella notte tra sabato 16 e domenica 17 giugno 1973 scoppia la rivolta nel carcere di Rebibbia, un istituto di pena inaugurato appena un anno prima. Centinaia di detenuti prendono il controllo fino all’alba dei “bracci” e della “rotonda” centrale. I rivoltosi staccato mobilio e suppellettili dalle loro celle per innalzare barricate davanti ai cancelli d’ingresso dei reparti.
di Massimiliano Panarari
La Stampa, 3 giugno 2023
Uno dei classici della macchina dell’informazione spettacolarizzata è il “delitto dell’estate”. L’omicidio di Senago sembra averlo anticipato; così, in queste ore, si susseguono notizie, ricostruzioni e isterismi pseudoinfomativi sulla tragedia di Giulia Tramontano.
di Flavia Amabile
La Stampa, 3 giugno 2023
Lo psichiatra sull’omicidio di Giulia Tramontano: “La società deve insegnare ad affrontare le emozioni. Bisogna ripartire dall’educazione: si preferisce riempirci di poliziotti invece che investire nella scuola”. Si ama con la stessa superficialità con cui si acquista un oggetto su Amazon. Si osserva il cadavere della fidanzata (e pure del futuro figlio) appena uccisa con lo stesso fastidio di chi ha un problema al rubinetto e cerca su Google il tutorial per ripararlo. È una generazione sempre meno evoluta, sempre più vicina alle specie animali quella che si sta affacciando alla vita matura, secondo Vittorino Andreoli, 83 anni, psichiatra, lucido indagatore della mente umana.
di Elena Stancanelli
La Stampa, 3 giugno 2023
Le donne hanno torto quanto gli uomini, sono cattive quanto gli uomini, violente, rabbiose, noiose tanto quanto gli uomini, ma non fanno paura. La paura è un’altra cosa. Sono cresciuta pensando che gli uomini avessero paura delle donne, perché questo loro dicevano.
di Domenico Agasso
La Stampa, 3 giugno 2023
Il presidente Cei: “Respingere i profughi non è patriottico, servono qui, non a casa loro”. Parola del cardinale Matteo Zuppi: “Quella tra migrante economico e profugo di guerra è una distinzione difficile. I conflitti durano anni o decenni, le conseguenze sulle persone durano tutta la vita”. E poi, “noi abbiamo gran bisogno di manodopera, per esempio nell’agricoltura, dove lo scandalo è il caporalato, che nega diritti essenziali”.
di Giuliano Battiston
Il Manifesto, 3 giugno 2023
Il rapporto dell’International Rescue Committee: “Sconcertante negligenza”. Nell’agosto 2021 l’Europa prometteva di non lasciare nessuno indietro, ma di 273mila rifugiati afghani ne sono stati reinsediati solo 271. Ricordate le promesse fatte agli afghani nell’agosto 2021, quando venivano giù le istituzioni della Repubblica e i Talebani conquistavano Kabul e l’intero Paese? Gli impegni solenni a “non dimenticare l’Afghanistan” e a non lasciare indietro nessuno, soprattutto tra quanti avevano collaborato con la Nato o con il regime appena rovesciato?
di Fabiana Magrì
La Stampa, 3 giugno 2023
Secondo un rapporto di Amnesty International dall’inizio dell’anno, dopo processi farsa, sono quasi triplicate le esecuzioni di detenuti in carcere. L’obiettivo più ampio, il rovesciamento del regime, è ancora di là da venire. Ma anche se il movimento delle proteste in Iran non ha ancora vinto la sua guerra, chi si abbevera al bicchiere mezzo pieno segnala e applaude i video sui social media che mostrano molte donne in pubblico camminare sicure di sé per le strade di Teheran a capo scoperto. Non tutte. Alcune portano il velo sulle spalle o a mo’ di sciarpa, pronte a tirarlo su, perché non si sa mai. Ma, almeno nella quotidianità, qualcosa è cambiato. In un tweet con video di una ragazza a passeggio tra altre donne velate, lei lunghi capelli scuri, pantaloni neri e top senza maniche che lascia scoperte spalle e braccia, l’attivista Masih Alinejad scrive che “il leader supremo della Repubblica islamica ha tentato di costringere le donne iraniane alla sottomissione e costringerle a coprirsi i capelli e obbedire alle leggi obbligatorie sull’hijab o affrontare punizioni brutali. Le donne iraniane hanno risposto non solo lasciando i capelli al vento, ma anche vestendosi come vogliono”. C’è poi un fenomeno di onda più lunga, emerso recentemente sui social, che nasce nel privato delle famiglie religiose, le cui giovani figlie femmine respingono le regole islamiche a casa. E si mostrano “prima” (con il velo) e “dopo” (senza). Ma anche prima e dopo la rivoluzione in nome di Mahsa Amini.
di Marco Boccitto
Il Manifesto, 3 giugno 2023
60 bambini sarebbero morti per gli stenti dall’inizio del conflitto nell’istituto di Khartoum isolato dai combattimenti. Tregue sistematicamente violate, a Gedda i mediatori Usa e sauditi fermano il tavolo. Le agenzie Onu paralizzate, mentre aumentano gli abusi su vecchi e nuovi profughi. Scaduta l’ennesima tregua non rispettata e interrotti i colloqui in corso tra le parti in Arabia saudita, nessuna pietà sembra manifestarsi per i civili intrappolati nel conflitto sudanese.
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