di Patrick Zaki*
La Repubblica, 5 giugno 2023
Nel 2011 la Primavera araba è partita dalla Tunisia, prima scintilla della rivoluzione. Io ero al secondo anno di università e ricordo che, subito dopo Natale, prima della sessione di esami, i miei coinquilini sono rientrati in fretta a casa dicendo di accendere subito la tv, perché la politica della regione stava cambiando. Emozionati, con gli occhi fissi allo schermo, proiettavamo ciò che stava accadendo laggiù sul nostro Paese, rendendoci conto che è un falso mito che i leader della regione araba cambino solo quando muoiono. La rivoluzione tunisina è stata di ispirazione a tutti i giovani della regione e in tema di rivoluzioni e di primavera araba il nostro riferimento resta sempre la Tunisia.
di Antonello Guerrera
La Repubblica, 5 giugno 2023
Nell’anniversario della strage del 1989 arrestati dirigenti e attivisti dell’opposizione. Alexandra Wong, anzi Nonna Wong come affettuosamente ribattezzata, porta un mazzo di garofani, rose e gigli nei pressi di Victoria Park, dove per decenni a Hong Kong si sono tenute le manifestazioni in ricordo del massacro di centinaia di studenti e attivisti democratici a piazza Tiananmen a Pechino, il 4 giugno 1989. Vietato. La polizia locale, in allerta da giorni, si porta via la 67enne Wong, già arrestata nel 2019 per aver sventolato una bandiera britannica contro le nuove leggi liberticide di Pechino e poi scomparsa per oltre un anno tra carceri cinesi, deportazioni e “corsi di rieducazione”.
Ristretti Orizzonti, 4 giugno 2023
L’anima del progetto che mette in dialogo le scuole e il carcere mira a prevenire episodi come quello di Abbiategrasso, dove uno studente, armi in pugno, si è scagliato contro la professoressa che era lì per lui. Era lì per lui. Per prepararlo ad affrontare il futuro, per trasmettergli conoscenze che lo avrebbero aiutato a superare le insidie che la vita ti presenta quando il periodo della spensieratezza lascia spazio al mondo degli adulti.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 4 giugno 2023
L’esortazione di Piero Calamandrei (1949) vale ancora oggi. Ho varcato la soglia di molti penitenziari: per congressi, iniziative, esami universitari. Ma non ero mai realmente entrato in un carcere, nelle sezioni, nelle celle. Un’esperienza che, da giurista, mi ha messo a dura prova.
di Angela Stella
L’Unità, 4 giugno 2023
Intervista a Giovanni Fiandaca: “Nordio ha un vasto programma, ma l’opposizione può venire pure dalla sua stessa maggioranza. Le sentenze possono criticarle tutti: politici e comuni cittadini”. Il professor Giovanni Fiandaca, emerito di diritto penale all’Università di Palermo e già Garante dei diritti dei detenuti siciliani, sul piano delle riforme della giustizia non esprime molto ottimismo: tra correnti giustizialiste all’interno della stessa maggioranza e l’opposizione dei magistrati sarà difficile portare avanti le riforme previste. Sulla possibile alleanza Pd e Cinque Stelle ci dice: esito dannoso.
di Marco Fagiolo
L’Osservatore Romano, 4 giugno 2023
“Il carcere”: davanti a un titolo del genere i più cambierebbero immediatamente pagina, passando a qualcos’altro di più “interessante”. D’altra parte, come dargli torto? I media, di solito, fanno vedere il carcere come il luogo dove vengono reclusi i boss, coloro che hanno commesso gravissimi reati, magari qualche politico, oppure il luogo dove, quando succedono delle rivolte, i poveri agenti - sempre sotto organico - finiscono in infermeria. Lo descrivono come il luogo dove ci sono dei tornelli, dove la gente entra e esce a suo piacimento. Dicono: le forze dell’ordine arrestano e i magistrati li buttano fuori!
di Diego Mazzola
L’Unità, 4 giugno 2023
Un poco alla volta, come quelle poche stelle che si vedono sbucare da un cielo nero in tempesta, si fa strada l’ipotesi abolizionista del sistema penale e con esso del modello retributivo/punitivo. Che sia la fine della vendetta di Stato intesa come Giustizia?
di Tommaso Marvasi
La Discussione, 4 giugno 2023
L’efferato omicidio confessato da Alessandro Impagnatiello ha tutti i requisiti necessari per misurare il livello di civiltà giuridica della nostra società. Impagnatiello ha confessato di avere ucciso la sua compagna, Giulia Tramontano, di lui incinta di sette mesi.
di Francesco Boezi
Il Giornale, 4 giugno 2023
Le misure concordate dai ministri Roccella, Piantedosi e Nordio. Allo studio modifiche su distanza minima, sex offender e stalker. La normativa sui femminicidi e sulle violenze subite dalle donne sarà irrobustita. Il governo e le Camere sono pronte. I casi di cronaca, compreso l’omicidio di Giulia Tramontano, possono aver fornito qualche consapevolezza in più al legislatore. Ma il provvedimento era già previsto da tempo.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 4 giugno 2023
C’è un limite oltre il quale non si può andare (per pudore, per decenza, per uno scampolo residuo di umanità). Se così non fosse, vedremmo, leggeremmo e ascolteremmo di peggio, credetemi. Propongo un esame di coscienza, iniziando da me stesso. La vicenda di Giulia, incinta al settimo mese, uccisa dal fidanzato a Senago. Quanto leggiamo per informarci, per capire, per evitare che queste cose accadano ancora? E quando scatta la morbosità?
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