di Gloria Sanzogni
Gazzetta di Parma, 5 giugno 2023
Da quel 22 ottobre 2009, giorno in cui fu ucciso suo fratello Stefano Cucchi, la senatrice, scrittrice e attivista Ilaria Cucchi si batte per i diritti di chi non ha voce. Per ringraziarla dei suoi sforzi le è stato conferito, all’Auditorium del Palazzo del Governatore, il premio Tommasini per il suo attivismo per i diritti civili e umani.
torinoggi.it, 5 giugno 2023
Una maglietta, poi un’altra. E ancora una polo, una felpa. Sono circa 300, a volte 400 i capi di abbigliamento che il laboratorio di serigrafia del carcere di Torino riesce a stampare ogni giorno. A prestare lavoro quei detenuti che escono dalla cella e, tra una mansione e l’altra, costruiscono oggi importanti pezzi di futuro.
Italia Oggi, 5 giugno 2023
Nel carcere di Foggia via al progetto “Natura libera”. Fino a un anno fa i terreni all’interno della Casa circondariale di Foggia e nella zona demaniale esterna erano inutilizzati e in stato di abbandono. Oggi queste aree che circondano l’istituto sono rallegrate dai colori degli ortaggi stagionali che stanno crescendo.
di Pietro Caccavo
La Voce e il Tempo, 5 giugno 2023
La sera del 29 maggio, al cinema Massimo di Torino, con l’anteprima del formidabile documentario “Attica” di Tracy Curry e Stanley Nelson (candidato agli Oscar 2022), si sono ufficialmente aperte le iscrizioni per partecipare alla quarta edizione del concorso cinematografico nazionale “LiberAzioni - le arti dentro e fuori”, primo passo di avvicinamento al festival LiberAzioni curato dall’Associazione Museo nazionale del Cinema (Amnc) che si svolgerà in autunno.
di Marco Belpoliti
La Repubblica, 5 giugno 2023
Un filosofo, Jacques Derrida, ha scritto che il perdono appartiene all’ordine dell’imperscrittibile, ovvero a quelle realtà che nel linguaggio giuridico non sono soggetti alla prescrizione. Si tratta di qualcosa di paradossale, come ha ribadito Renato Rizzi, medico, oncologo e psicologo, in un libro dedicato a questo tema (“Itinerari del perdono”, Unicopli). Si può perdonare solo dove c’è qualcosa di imperdonabile: da qui il pensiero del parroco nel ricordare Giulia Tramontano. Qualcosa che appartiene a una sorta di ordine superiore, dal momento che per essere tale deve essere assoluto. Quasi una assurdità su cui anche altri filosofi come Jankélévitch si sono interrogati in particolare dinanzi a quell’evento storico che è stata la Shoah. Per il filosofo francese questo avvenimento è inespiabile, irrevocabile, incancellabile. Come accade davanti all’uccisione di qualcuno che ci è caro, qualcuno che amiamo e che la violenza irrefrenabile ha cancellato dalla vita.
di Andrea Morniroli* e Marisa Parmigiani**
vita.it, 5 giugno 2023
Come valorizzare il ruolo della cooperazione nella lotta contro le disuguaglianze? Dal Forum Disuguaglianze e Diversità e Fondazione Unipolis proposte concrete frutto di un percorso partecipativo, ora da sperimentare per migliorare la capacità del mondo cooperativo di essere protagonista nella promozione di coesione sociale
di Francesca Coin
La Stampa, 5 giugno 2023
Le dimissioni di massa sono la cartina di tornasole del divario tra bisogni e sistema produttivo. L’indisponibilità al lavoro è una risposta inattesa e disorganizzata al collasso climatico e sociale. La politica nazionale e, per molti versi, internazionale, ha abdicato da anni alle grandi sfide del presente. Troppo a lungo, l’unico scopo del nostro modello produttivo è stato tagliare il costo del lavoro e aumentare i profitti. In questo contesto, poco spazio è stato dedicato a temi importanti, come la necessità di tutelare ed estendere i diritti del lavoro e di ripensare le finalità della struttura produttiva in un’epoca segnata dal cambiamento climatico, dall’automazione e dall’intelligenza artificiale, dal crescente bisogno di cura da parte della popolazione. Circa un secolo fa, l’economista britannico John Maynard Keynes ha tenuto a Madrid un importante discorso poi pubblicato con il titolo Prospettive economiche per i nostri nipoti, che preconizzava come, nel nostro tempo, la crescita della capacità produttiva avrebbe consentito di risolvere il problema della scarsità e di marginalizzare il ruolo del lavoro nella nostra vita. Cento anni dopo, la capacità produttiva è aumentata talmente tanto che l’umanità ha bisogno di fare un salto da gigante se vuole ridurre la pressione sull’ambiente e il consumo di risorse, senza trovarsi in una condizione di siccità, scarsità idrica e carenza alimentare, ha scritto l’ultimo rapporto del Club di Roma. In un contesto diseguale come quello in cui viviamo, le grandi potenzialità della nostra epoca si sono trasformate in problemi. Le sfide del presente sono diventate così grandi che la politica, incapace di rispondere, si volta dall’altra parte. Oggi non c’è un’unica soluzione in grado di rispondere alle crisi multiple in cui viviamo. In questo contesto, le poche risposte vengono dal mondo del lavoro e dal movimento ambientalista.
di Fabrizio Goria
La Stampa, 5 giugno 2023
Per la transizione energetica servono occupati, secondo Banca d’Italia ci sono 120 mila posti che non saranno creati per carenza di personale. Palazzo Koch: “Flussi di lavoratori insufficienti”. Senza i migranti sarà difficile completare il Pnrr. Il Recovery dovrebbe creare, a regime, 120mila occupati nella transizione energetica. Ovvero nel 2025, l’anno di massima spesa del Fondo.
di Stefano Landi
Corriere della Sera, 5 giugno 2023
Viaggio nella comunità di recupero dove aprirà il terzo centro per under 18. A 45 anni dalla fondazione non c’è più solo la droga: alimentazione, bullismo, prostituzione. Così sono cambiate le dipendenze. Le storie e le testimonianze.
di Francesca Paci
La Stampa, 5 giugno 2023
L’autrice di “Leggere Lolita a Teheran”: “La rivolta contro il regime continua, usa la fantasia contro la brutalità. Ora però tocca all’Occidente fare la sua parte, bisogna mettere sotto pressione le finanze dei Pasdaran e le tivù”. Le notizie che arrivano dall’Iran sono contraddittorie, si muore sulla forca e si balla per le strade. Azar Nafisi sente, in cuor suo, che questa è la volta buona. Deve esserlo. Proprio ieri l’Alto rappresentante dell’Ue Josep Borrel ha affidato a Twitter l’auspicio che dopo la liberazione di tre europei con doppia cittadinanza detenuti a Teheran il regime possa “rilasciare tutti i suoi cittadini” ma la grande scrittrice di cui Adelphi ha da poco tradotto in Italia “Quell’altro mondo” non crede nella presunta razionalità della teocrazia sciita. Semmai ci abbia creduto, racconta in questa intervista a La Stampa alla vigilia, non è più tempo: oggi l’iniziativa è delle ragazze, delle piazze, del popolo. Donna, vita, libertà.
- Che errore sostenere il regime di Tunisi
- In carcere per un fiore. A Hong Kong è vietato ricordare Tiananmen
- In quel ragazzo che ha fatto del male alla professoressa io mi rivedo
- “Bisogna aver visto”. Visitare i carcerati è un atto politico
- “Nelle prigioni si vive un dramma. Progressisti incantati dalle sirene giustizialiste”.











