di Linda Russo
spazio50.org, 10 ottobre 2023
Fabio Cavalli è attore, regista, autore, scenografo, produttore, docente universitario, fondatore del Teatro Libero di Rebibbia. Già intervistato nel numero di ottobre della rivista 50&Più, racconta a Spazio 50 il suo impegno nelle carceri: com’è entrato in contatto con il mondo carcerario, perché il rischio di recidiva nel nostro Paese è così alto e come può aiutare il teatro.
recensione di Gennaro Avallone
Il Manifesto, 10 ottobre 2023
“Trattenuti e trattamenti. Esistenze e spazi nella nemesi del diritto” di Matteo Buffa, edito da Ombre corte. È la storia di un’emergenza permanente quella ricostruita e raccontata dall’interno da Matteo Buffa, nel libro “Trattenuti e trattamenti. Esistenze e spazi nella nemesi del diritto” (Ombre corte, pp. 333, euro 25). Ed è anche il resoconto di un’erosione progressiva dello stato di diritto operata dalle stesse istituzioni che, invece, dovrebbero sostenerlo e rafforzarlo. Al tempo stesso, è un libro che entra nei luoghi, che mostra, anche attraverso le vicende e i resoconti di una serie di diretti protagonisti, che cosa accade nei centri per i rimpatri e in altri centri di trattenimento degli stranieri.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 10 ottobre 2023
Ufficialmente, il nostro ordinamento nega ogni assimilazione tra centri per migranti e carceri. Ma una bugia, anche se scritta in Gazzetta Ufficiale, resta sempre una bugia.
di Vitalba Azzollini
Il Domani, 10 ottobre 2023
Il tribunale di Firenze solleva dubbi sull’implementazione da parte del governo della normativa sui paesi sicuri. La Farnesina avrebbe omesso di verificare se la Tunisia possa ancora essere inclusa tra tali paesi oppure se vi sia stato un “cambiamento significativo nella situazione relativa ai diritti umani”. A Catania intanto un altro giudice non ha convalidato il trattenimento di richiedenti asilo disposto dalla questura di Ragusa, confermando nella sostanza le argomentazioni di Apostolico.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 ottobre 2023
Dopo quelle inflitte dalla giudice Apostolico e dal Tribunale di Firenze, il dl incassa una nuova bocciatura a Catania. Dopo quelle inflitte da Iolanda Apostolico e dal Tribunale di Firenze, il decreto Cutro incassa una nuova bocciatura, ancora una volta dal Tribunale di Catania. A “bacchettare” il governo, evidenziando le incongruenze della norma italiana con il diritto comunitario, questa volta è il giudice Rosario Maria Annibale Cupri, che in sette pagine ha smontato la decisione del Questore di Ragusa evidenziando, al contempo, i punti del decreto che rischiano di essere asfaltati davanti alla Corte costituzionale e alla Corte di Giustizia europea.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 10 ottobre 2023
“I provvedimenti dei tribunali di Catania e di Firenze non sono persuasivi”, dice Francesco Munari, docente di Diritto dell’Unione europea all’Università di Genova. “I tempi di trattenimento previsti per i richiedenti asilo appaiono compatibili con quelli delle norme europee”. “Il diritto d’asilo non equivale al diritto di entrare nel territorio di un altro stato e di circolare. Tale diritto comporta un obbligo per gli stati di valutare richieste di protezione internazionale, ma l’ampiezza di questo obbligo è grandemente ridotta quando i richiedenti provengono da un paese terzo sicuro. E tale accertamento spetta al governo, secondo quanto previsto (anche) dal diritto Ue”.
di Domenico Affinito e Milena Gabanelli
Corriere della Sera, 10 ottobre 2023
Saridewi Djamani era una tossicodipendente di 45 anni, nata e cresciuta a Singapore. Venerdì 28 luglio le autorità della città-stato asiatica l’hanno giustiziata perché nascondeva in casa 30 grammi di eroina. È la prima donna portata al patibolo a Singapore negli ultimi 19 anni e, per un giorno, i più importanti quotidiani internazionali sono tornati a occuparsi della pena di morte. Nei primi otto mesi del 2023 sono state “legalmente uccise” 538 persone, secondo le stime di Amnesty International.
di Riccardo Noury*
Il Domani, 10 ottobre 2023
Il 10 ottobre ricorrono due giornate internazionali: quella sulla salute mentale e quella contro la pena di morte. Due argomenti all’apparenza lontani, che possono però essere anche intimamente connessi. Come insegnano gli Stati Uniti. Nel 1992, dopo 14 ricoveri a causa di ripetuti attacchi di schizofrenia paranoide, “su suggerimento di Dio” Scott Panetti cessò di prendere le medicine, si rasò i capelli a zero, indossò una divisa militare e sparò ai suoceri, uccidendoli. Si consegnò alla polizia dicendo di aver agito sotto il controllo di un tale “Sergente Cavallo d’acciaio” e con le “risate del Demonio” nelle orecchie.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 10 ottobre 2023
L’intelligenza viene spinta a sviluppare strategie di sopravvivenza e per questo si spengono le alleanze e le amicizie fra disuguali. Conosco queste atmosfere in cui l’odio prevale sulla comprensione e la tolleranza. Conosco la paura e il sospetto che nasce ogni volta che si incontra una persona: sarà con noi o contro di noi?
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 10 ottobre 2023
Quelle immagini parlano e ci dicono che siamo di fronte a qualcosa di mostruoso: si tratta di odio etnico, la pulsione a eliminare qualcuno per ciò che è, a prescindere da quel che fa. George Orwell, durante la guerra di Spagna, non ci riuscì. Non riuscì ad uccidere il “nemico” che fuggiva davanti a lui senza aver avuto il tempo di vestirsi. “Ero venuto per colpire un fascista, ma un uomo che si regge i pantaloni che stanno per cascargli non è un fascista, è evidentemente un nostro simile, e questo pensiero mi tolse ogni desiderio di sparargli”.
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