di Nathalie Tocci
La Stampa, 9 ottobre 2023
La parola più sentita nelle prime drammatiche ore dell’attacco brutale di Hamas nel sud di Israele è stata “sorpresa”. Ma è sorprendente questa recrudescenza del conflitto, di cui si contano già centinaia di vittime civili israeliane e palestinesi che con il passare dei giorni sono destinate a diventare migliaia? Quale verità si cela dietro lo shock e lo stupore? Implicita in un attacco di questa scala e complessità è una preparazione durata mesi.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 9 ottobre 2023
La Striscia è una prigione a cielo aperto dal 2007, ma l’estremismo di Hamas la condanna a restare così per sempre. A due giorni dall’attacco di Hamas, le domande guardano tutte al futuro: quanto lunga, violenta e sanguinosa sarà la rappresaglia alle centinaia di morti, agli ostaggi trasferiti dai miliziani di Hamas nella Striscia di Gaza, alle squadre di incursori che hanno attraversato il confine facendo sì che per la prima volta nei 75 anni dalla creazione di Israele, le forze palestinesi siano riuscite a prendere il controllo delle aree all’interno della Linea Verde.
di Paola Di Caro
Corriere della Sera, 9 ottobre 2023
Il ministro: condanniamo l’aggressione con fermezza. Preoccupano l’Iran e le immagini di gioia per i massacri. Dalla parte di Israele e del suo popolo che sta subendo un’aggressione “mostruosa” a danno di civili inermi, donne, bambini, anziani e non un mero atto di guerra o terrorismo. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, non ha dubbi su quale debba essere il posizionamento dell’Italia nel conflitto appena esploso in Medio Oriente, e anzi crede e auspica che su questo tema “la politica, i partiti, maggioranza e opposizione non si dividano: quello che vediamo, che sappiamo, che ci arriva da quei territori è talmente insostenibile che nessuno potrà negare la propria solidarietà a Israele”.
di Enzo Musolino
L’Unità, 8 ottobre 2023
Ho visitato la prigione di Reggio Calabria, ho sentito racconti di caccia ai topi, di svenimenti per il caldo, di pastiglie per anestetizzare l’esistenza. Ho visto volti di giovanissimi che non studieranno né lavoreranno. Il crimine è solo tra i carcerati?
di Angela Stella
L’Unità, 8 ottobre 2023
Francesco Petrelli al timone dell’Unione Camere Penali. Non ha bisogno certo di presentazioni ma ripercorriamo brevemente la sua storia. Classe 1957, si laurea nel 1980 alla Sapienza di Roma con 110 e lode discutendo una tesi di laurea in Diritto Processuale Penale dal titolo “La motivazione della sentenza penale e il suo controllo in Cassazione”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 8 ottobre 2023
Non fa sconti al Governo Meloni la relazione con la quale Giandomenico Caiazza chiude il suo mandato di presidente delle Camere Penali. Il congresso di Firenze eleggerà oggi il suo successore e sarà Francesco Petrelli, ma intanto Caiazza non risparmia le critiche alle politiche della giustizia realizzate da un ministro come Carlo Nordio, nei confronti del quali resta una stima di fondo, incrinata tuttavia dalla prassi dei numerosi provvedimenti attuati.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 ottobre 2023
L’intervento del viceministro alla convention delle Camere Penali a Firenze. “Il Governo è determinato: non ci sono esitazioni, ma occorre solo rispettare le dinamiche parlamentari. Si darà la priorità alla sessione di bilancio ma la determinazione del Governo e del Ministro è totale per portare a termine la separazione delle carriere. Lo abbiamo promesso agli elettori e lo faremo”: così stamattina il vice Ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto al Congresso dell’Unione Camere Penali. Il senatore forzista ha proseguito: “Controllore e controllato non possono coincidere: per questo la separazione è un obiettivo da raggiungere”.
di Glauco Giostra
Il Domani, 8 ottobre 2023
Inaccettabile e inquietante il polverone polemico sollevato intorno al provvedimento della giudice di Catania che non ha convalidato un trattenimento in Cpr (ometto il nome perché i magistrati non devono comparire in prima pagina, né per esecrabili linciaggi mediatici, come in questo caso; né per narcisistici sfoggi autopromozionali, come pure è accaduto: la collettività deve giudicare le parole della giustizia, non le labbra che le hanno pronunciate). Ovviamente, la decisione, come ogni altro provvedimento giurisdizionale può essere valutata e, se del caso, criticata, censurando l’itinerario logico-giuridico che ne è alla base, con argomenti di diritto, usando parole tanto più misurate, quanto più alto è il ruolo istituzionale ricoperto. Ove si sia legittimati, poi, si possono naturalmente attivare i rimedi giurisdizionali: ineccepibile, al riguardo, il preannuncio di un ricorso in Cassazione del Ministro Piantedosi.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 ottobre 2023
“I comportamenti dei singoli magistrati, anche in ambito privato, contribuiscono a determinare la credibilità complessiva della magistratura nel Paese, e debbono essere continenti e manifestati con prudenza istituzionale”. Non c’è ascoltatore che non abbia pensato a Iolanda Apostolico, la giudice di Catania finita nel mirino del governo per non aver convalidato il trattenimento di tre migranti e filmata alla manifestazione contro Matteo Salvini nel 2018, ascoltando le parole di Fabio Pinelli, vicepresidente del Csm, intervenuto a Firenze al congresso degli avvocati penalisti. Un tema che da giorni tiene banco a Palazzo dei Marescialli, dove dopo la richiesta di apertura di una pratica a tutela è circolata la voce, smentita da tutti, della richiesta di una pratica di trasferimento per incompatibilità ambientale, “desiderata” dai laici di centrodestra. Pinelli, richiamandosi più in generale alla crisi di immagine delle toghe, ha ricordato che “le Istituzioni hanno un loro prestigio e i comportamenti devono avvalorare e suffragare questo prestigio”. E “si reggono sulla reputazione”, ha aggiunto, richiamando anche la necessità che i confini tra magistratura e politica “siano definiti, senza improprie invasioni di campo”.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 8 ottobre 2023
“La giudice Apostolico non ha violato alcuna norma. Giudicare una sentenza dalla vita del magistrato e non dai suoi argomenti ci porta fuori dalla civiltà giuridica”, dice Giovanni Maria Flick, ex magistrato, ex ministro della giustizia, ex presidente della Corte Costituzionale e docente di diritto penale.
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