di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 7 ottobre 2023
Ritorna a gran voce il dibattito intorno a uno degli istituti più dibattuti e divisivi del sistema processuale penale italiano: la prescrizione. Sebbene considerata, da alcuni, indispensabile strumento di civiltà giuridica e di contrasto all’irragionevole durata dei processi, da altri, strumento che frusta le esigenze di chi, domandando giustizia, per via del mero decorso del tempo, se la vede negare a tutto “vantaggio” di chi quel reato ha commesso, non andrebbe tuttavia mai dimenticata la sua intima finalità: l’istituto della prescrizione è espressione - prima di tutto di un ben preciso concetto, ossia che con l’allontanarsi del momento della commissione del reato si affievolisce sempre più la funzione della pena, dal punto di vista general- preventivo e, ancor più, da quello special-preventivo.
di Glauco Giostra*
Il Domani, 7 ottobre 2023
Il vicepremier Matteo Salvini ha attaccato la magistrata del tribunale dell’immigrazione, chiedendo la separazione delle carriere. Ma i due fatti non possono avere nulla a che vedere uno con l’altro, a meno che non voglia far capire che la separazione serva a fare in modo che il governo possa garantirsi un presidio politico in sede giudiziaria.
di Mariano Croce*
Il Domani, 7 ottobre 2023
A proposito della giudice Apostolico di Catania, s’è fatta una scoperta che scandalizza le anime belle: i/le giudici hanno idee, e tentano di farle valere. Idee tutte loro, che rischiano d’inquinare la terzietà del giudizio, specie quando chi giudica ne dà esecrabile sfogo in pubbliche manifestazioni. Questa scoperta a me sembra un’ingenuità studiata.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 7 ottobre 2023
La vecchia Magistratura Democratica, quando era l’unica corrente di sinistra delle toghe, l’ha sempre teorizzato, che i giudici dovessero immergersi anima e corpo nella società per proteggere i deboli dalla forza del Potere, scritto sempre con la P maiuscola. Erano gli anni dei “pretori d’assalto” e dei processi collettivi. E furono anche gli anni in cui gran parte della sinistra comunista abdicò alla “lotta di classe” per trasferirsi armi e bagagli nelle aule di tribunale, a delegare ai compagni magistrati il compito della presa della Bastiglia. Una certa forma di lotta politica entrò allora, erano gli anni settanta del novecento, nei palazzi di giustizia. E non ne uscì più. Generazioni di magistrati si formarono su quella storia. Nacquero ed entrarono nei palazzi di giustizia discendenti di quei pretori, già politicizzati. E convinti di essere portatori di un diritto in più, quello di scrivere la storia.
di Andrea Cittadini
giornaledibrescia.it, 7 ottobre 2023
Di certo c’è solo l’epilogo. Drammatico in un contesto non facile. Se questo poteva essere evitato lo dovranno stabilire le indagini. La Procura ha infatti aperto un’inchiesta sulla morte a Canton Mombello di un detenuto bresciano di 51 anni. Un “veterano” del carcere cittadino, soprattutto per reati legati allo spaccio di droga. Mercoledì è stato stroncato da un arresto cardiaco nella sua cella al quarto piano. Pur affetto da patologie, e quindi destinato al pian terreno di Canton Mombello per una maggiore comodità di intervento in caso di necessità, aveva ottenuto, firmando una liberatoria, di poter essere trasferito al quarto piano per stare con altri detenuti.
di Alessandro Rigamonti
Corriere del Trentino, 7 ottobre 2023
All’Università di Trento ieri il grande ospite è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il quale ha partecipato al convegno organizzato alla facoltà di Giurisprudenza. A margine del suo intervento, il ministro ha parlato anche del caso della giudice Apostolico, del carcere di Trento e di Chico Forti.
estense.com, 7 ottobre 2023
Roberto Cavalieri, Garante regionale dei detenuti: “Nonostante fossero pervenute candidature con profili di interesse nella commissione consiliare competente è stato annunciato l’annullamento del bando”. Roberto Cavalieri, garante regionale dei detenuti dell’Emilia-Romagna, esprime delusione per la mancata nomina del garante dei detenuti del Comune di Ferrara.
di Angela Stella
L’Unità, 7 ottobre 2023
“Nella risposta all’interrogazione di Giachetti si mette nero su bianco la compressione del diritto di difesa. Non so chi prepara queste risposte, ma lui potrebbe dare un’occhiatina”. Il Ministro Nordio ha risposto all’interrogazione del deputato di Italia Viva Roberto Giachetti, avente ad oggetto una presunta lesione del diritto di difesa di un detenuto con pena definitiva ristretto al Pagliarelli di Palermo. I fatti: l’avvocato marsalese Vito Cimiotta ha presentato una denuncia perché al suo assistito “è stato imposto di specificare i motivi specifici che lo hanno indotto ad avanzare la richiesta di colloquio telefonico con il suo difensore. L’avvocato ha inviato una segnalazione anche alla Ong Nessuno tocchi Caino”.
di Daria Shmitko
Corriere dell’Alto Adige, 7 ottobre 2023
Osthoff (Caritas): insegniamo a gestire i conflitti ma valori patriarcali sono ancora radicati. In due anni il numero degli iscritti al training antiviolenza organizzato dalla Caritas è quasi raddoppiato, complice una cresciuta consapevolezza degli uomini rispetto alla violenza di genere. Ma è anche una conseguenza del Codice Rosso che obbliga gli uomini a intraprendere questo percorso. Il responsabile Guido Osthoff: “Insegniamo a gestire i conflitti, ma viviamo in una società nella quale i valori patriarcali sono ancora molto radicati. L’importante è responsabilizzare”.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera - Buone Notizie, 7 ottobre 2023
La giovane educatrice con la collega Miriam accompagnano i piccoli in un percorso didattico nel quartiere Zen di Palermo: il progetto con la Fondazione Con i Bambini. “Quello che stiamo facendo è toccare delle anime, in modo assolutamente reciproco: i bambini toccano le nostre e stanno lasciando un segno nella nostra vita come educatrici. Abbiamo la consapevolezza che stiamo lasciando una parte di noi in loro, e che questa parte potrebbe essere dimenticata, ma comunque rimarrà sempre presente. Ed è forse la parte più bella e soddisfacente del nostro lavoro”. È il racconto di Rita, una delle educatrici del progetto “P.A.S.S.I. - Promozione e Accompagnamento ai servizi e alla scuola dell’infanzia”, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e realizzato nel quartiere Zen di Palermo dall’associazione Laboratorio Zen Insieme in partnership con il Comune di Palermo, l’associazione culturale Accademia La bottega delle percussioni, la cooperativa sociale Orto Capovolto e l’associazione culturale Piccolo Teatro Patafisico.
- Venezia. “Morto per gravi lesioni cerebrali”: ecco i risultati dell’autopsia dell’uomo deceduto a Psichiatria
- Roma. “Liberare il carcere”, una giornata dedicata alle condizioni dei detenuti
- Perugia. In volo oltre quelle sbarre. Le poesie dei detenuti
- Il trattamento sanitario obbligatorio di stampo psicologico
- Il problema migranti richiede la collaborazione di tutti









