di Alessandra Pellegrini De Luca
ilpost.it, 6 giugno 2023
Storie di donne, bambini e bambine all’interno di un ICAM, un carcere pensato per non sembrarlo. “Attesa”, “pazienza”, “noia”: su un armadio dell’ICAM di San Vittore, uno dei cinque Istituti a custodia attenuata per detenute madri esistenti in Italia, Marianna ha appeso queste tre parole ritagliate nella carta. Le ha scritte durante un progetto fatto con gli studenti del liceo per rappresentare e descrivere la vita delle detenute con figli al seguito. Nonostante un ICAM sia diverso da un carcere tradizionale e permetta alle detenute di non separarsi dai figli, Marianna dice di convivere con un forte senso di colpa: “Ogni tanto mia figlia sbatte i piedi per terra e mi dice che vuole andare a casa: fa male, ed è difficile spiegarle che a casa, per un po’, non ci possiamo andare”.
di Giovanni Verde
Corriere del Mezzogiorno, 6 giugno 2023
Abbiamo la fortuna di essere informati. I supercritici ci spiegano che anche la nostra informazione è funzionale a interessi più o meno occulti e che è o può essere deviante. Anche se così fosse, qui da noi siamo comunque più e meglio informati di quanto lo siano coloro che vivono in regimi dittatoriali. Mi basta questo per sentirmi dalla parte del mondo dei privilegiati che vivono in democrazia. La quale sarà anche malata, ma è quella che ci garantisce uno stile di vita che non è neppure lontanamente equiparabile alle condizioni in cui vivono le persone là dove esistono regimi di tipi dittatoriale o autoritario; di quelli - per intenderci - in cui si scompare misteriosamente o si va in carcere per il fatto di coltivare ed osare di esporre pubblicamente idee non conformi a quelle del regime (perché, al limite, si è considerati pazzi da curare e, in fin di conti, si finisce con l’esserlo); oppure si è uccisi o si scompare o si va in carcere per non essere vestiti adeguatamente o per coltivare relazioni sessuali “diverse”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 6 giugno 2023
Domani il governo potrebbe esaminare i testi su abuso d’ufficio, misure cautelari e “ascolti”. Le toghe di Articolo 101: dimissioni in massa dei fuori ruolo a Via Arenula. Lo scontro tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la magistratura si acuisce. Con la possibilità, all’esito dell’assemblea generale convocata per domenica prossima, di un nuovo sciopero, dopo quello a dire il vero poco incisivo contro la riforma Cartabia.
di Angela Stella
L’Unità, 6 giugno 2023
Parlando del delitto di Senago, l’ex consigliere del Csm attacca i benefici e le misure alternative. Tanti like sui social, ma piovono critiche di avvocati e anche di alcuni giudici.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 giugno 2023
Il post del magistrato Sebastiano Ardita sul caso di Giulia Tramontano ha suscitato molte polemiche. Ne parliamo con il giudice Aldo Morgigni, già consigliere del Csm.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 6 giugno 2023
“Rimuovendo gli argini dei controlli, il governo consente a mafie e corruzione di sguazzare nel fango dell’illegalità”, dice Federico Cafiero de Raho, ex procuratore nazionale antimafia, oggi deputato del M5S.
di Manuela Messina
Il Giornale, 6 giugno 2023
Il sistema “Giove” alle forze di polizia per gestire le informazioni- Predire e prevenire i reati di maggiore allarme sociale, ovvero i più comuni e anche più odiosi: molestie sessuali, furti in abitazione, rapine e raggiri ad anziani e fragili. Con la possibilità di estenderne l’utilizzo anche in altri ambiti, man mano che migliora la tecnologia, come ad esempio il terrorismo. Un obiettivo ambizioso che si prefigge “Giove”, il primo “sistema di analisi automatizzata per l’ausilio alle attività di polizia”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 giugno 2023
Le motivazioni della condanna del carabiniere per la misura adottata nei confronti di Hjorth. “Sull’assoluta anomalia della misura adottata dal sottufficiale imputato non possono, in concreto, nutrirsi dubbi di sorta in quanto non solo la stessa non è espressamente prevista (e il dato non è solo meramente formale) da alcuna disposizione di legge, ma la totalità dei testi cui la relativa domanda è stata posta nel presente procedimento ha escluso, nonostante trattasi di soggetti con diversi anni di esperienza in attività di polizia giudiziaria, di aver mai proceduto o assistito al bendaggio di un fermato, procedura infatti che non rientra certo nelle prassi operative delle forze di polizia italiane”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 6 giugno 2023
La Corte costituzionale, sentenza n. 111 pubblicata oggi, ha stabilito che devono sempre essere avvertiti del diritto al silenzio che si estende anche alle domande sulle qualità personali dell’imputato. Chi è sottoposto a indagini o è imputato in un processo penale deve essere sempre espressamente avvertito del diritto di non rispondere alle domande relative alle proprie condizioni personali. Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza n. 111 pubblicata oggi (redattore Francesco Viganò), con cui sono stati dichiarati parzialmente illegittimi gli articoli 64, terzo comma, del codice di procedura penale e l’articolo 495 del codice penale.
cagliaripad.it, 6 giugno 2023
“Si profila ancora un’estate da incubo per chi dovrà garantire la gestione dei 10 Istituti Penitenziari della Sardegna con 2.079 ricoveri al 31 maggio. Sono infatti solo tre, Marco Porcu, Patrizia Incollu ed Elisa Milanesi, a ricoprire la carica. Una Direttrice, Giulia Russo, arriva addirittura a Secondigliano dove è la titolare. Insomma, la situazione sull’isola continua a peggiorare. In queste condizioni sembra molto difficile rispettare i diritti di chi lavora e di chi è privato della libertà”.
- Cosenza. Il Comune è alla ricerca del Garante per i detenuti
- Rimini. Un Garante “tra le sbarre”
- Genova. 18 detenuti diventano accompagnatori di persone con disabilità sulle spiagge libere
- Pavia. I cani entrano in carcere per aiutare i detenuti nel percorso riabilitativo
- Bologna. “E state alla Dozza!”, tre serate di teatro nel cortile del carcere











