di Luca Liverani
Avvenire, 12 ottobre 2023
Il ministro Carlo Nordio ha disposto il procedimento nei confronti del magistrato del Tribunale di Catania che in due occasioni non ha convalidato il trattenimento nel Centro per richiedenti asilo. Il ministero della Giustizia ha avviato l’accertamento preliminare nei confronti del magistrato Iolanda Apostolico, il giudice del Tribunale di Catania che non ha convalidato il trattenimento nel centro per richiedenti asilo di Pozzallo di migranti tunisini sbarcati a Lampedusa. A disporre il procedimento è stato il ministro Carlo Nordio attraverso l’Ufficio ispettivo.
di Claudio Dionesalvi e Silvio Messinetti
Il Manifesto, 12 ottobre 2023
Condannato solo per abuso d’ufficio, per una determina sindacale, a un anno e sei mesi. In molte città italiane ed europee iniziative di solidarietà all’ex sindaco di Riace. Allora non era un “delinquente”. Quel che era chiaro a tutti, specie alle migliaia di attivisti sparsi per l’Europa sempre al suo fianco, nei giorni felici e in quelli cupi, ora lo è anche nelle aule dei tribunali. C’è un giudice a Reggio. L’umanità e la solidarietà alla sbarra possono uscire dalla prigione delle idee, dove le avevano rinchiuse, e tornare a respirare.
di Carlo Macrì
Corriere della Sera, 12 ottobre 2023
“Non ha rubato”. L’avvocato Giuliano Pisapia: “Seguite i suoi soldi, non li troverete. Ha sempre agito per gli altri”. L’ex sindaco era imputato con altre 17 persone sul modello “Riace”. Cadono l’associazione a delinquere, la truffa ai danni dello Stato e il peculato. Può definirsi quasi un’assoluzione. Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace, è stato condannato a un anno e sei mesi: la Corte d’Appello di Reggio Calabria, dopo sette ore di camera di consiglio ha ribaltato quasi interamente la decisione del Tribunale di Locri che, a settembre del 2021, aveva comminato a 13 anni e quattro mesi l’ex primo cittadino, dopo l’inchiesta sul “modello Riace”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 12 ottobre 2023
Sentenza ribaltata in appello: l’ex sindaco condannato solo ad un anno e mezzo per un episodio di falso. In primo grado era stato condannato a 13 anni e due mesi, quasi il doppio di quanto chiesto dall’accusa. Il modello Riace non era un modello criminale. E Domenico Lucano non avrebbe sfruttato in alcun modo l’accoglienza a suo vantaggio. È una sentenza clamorosa quella pronunciata oggi dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, che ha letteralmente asfaltato l’impianto accusatorio della procura di Locri, salvando solo un episodio di falso per l’ex sindaco di Riace, condannato solo ad un anno e mezzo con sospensione della pena. Tutti assolti gli altri 17 imputati, a fronte di una condanna in primo grado pesantissima: il Tribunale di Locri, infatti, aveva addirittura raddoppiato la pesante richiesta dell’accusa, condannando “Mimmo il curdo” a 13 anni e due mesi. Ma cinque anni dopo l’arresto, la distruzione del modello più odiato da Matteo Salvini e lo svuotamento del piccolo paesino calabrese, la Corte reggina ha dato ragione alla difesa, secondo la quale a processo non si contestavano reati, ma una visione politica diventata famosa in tutto il mondo, tanto da disturbare i teorici dell’emergenza perenne. Visione che, per anni, è stata usata anche dall’Italia come motivo di vanto, salvo poi scaricare Lucano in una continua battaglia politica giocata sulla pelle dei più deboli. E di mezzo ci sono andati anche lui e Riace. Nessuna associazione a delinquere, nessun peculato, nessuna truffa: l’indagine Xenia era una bufala. Ma ciò ha comunque distrutto la carriera politica di Lucano, indicato tra i potenti del mondo dalla rivista Fortune e finito anche ai domiciliari, nonché quella di altre 17 persone, costrette per cinque anni a difendersi in Tribunale.
di Simone Marani*
altalex.com, 12 ottobre 2023
L’obbligo per l’impugnante di depositare la dichiarazione o elezione di domicilio, ai fini della notifica del decreto di citazione a giudizio, si applica solo all’imputato libero (Cass. n. 38442/2023). L’obbligo di depositare, assieme all’impugnazione, la dichiarazione o elezione di domicilio della parte privata, ai fini della notificazione del decreto di citazione a giudizio, non opera nel caso in cui l’imputato impugnante sia detenuto. Questo è quanto emerge dalla sentenza 20 settembre 2023, n. 38442 della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione.
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 12 ottobre 2023
“È pericoloso”. Rigettata l’istanza di Francesco Tagliavia, all’ergastolo per l’attentato di via dei Geogofili a Firenze, che voleva acquistare il volume che il giornalista ha scritto basandosi sulle dichiarazioni del pentito catanese Maurizio Avola, giudicato inattendibile dalla Procura di Caltanissetta. “Le esigenze di sicurezza prevalgono sul diritto all’informazione”.
di Barbara Morra
La Stampa, 12 ottobre 2023
La spedizione per punire una protesta, coinvolti colleghi fuori servizio. Sono ventitré gli agenti accusati di torture su detenuti del carcere Cerialdo di Cuneo, ma in particolare sono sedici quelli indagati per aver condotto il presunto blitz nella cella 417 la notte tra il 20 e il 21 giugno di quest’anno. Perlopiù poliziotti fuori servizio, alcuni in abiti civili.
di Emanuela Gatti
ilpiacenza.it, 12 ottobre 2023
Chiuso il processo iniziato nel 2016. Rachid Assarag, in carcere per violenza sessuale, denunciò di essere stato percosso. Agli atti un video del corridoio della sezione. Anche il pm ha chiesto l’assoluzione. Si è concluso dopo sette anni e con due assoluzioni il processo che vedeva imputati per lesioni aggravate Mauro Cardarelli e Giovanni Marro. I due, ex comandante del corpo e ispettore superiore della polizia penitenziaria, erano accusati di aver picchiato il detenuto Rachid Assarag alle Novate: due gli episodi distinti avvenuti la mattina e il pomeriggio del 16 maggio 2016. Il giudice Matilde Borgia ha deciso di assolverli entrambi, così come anche chiesto dal pm Emilio Pisante e ovviamente dagli avvocati Fabio Maria Giarda e Vittorio Antonini.
di Fabrizio Vincenti
La Nazione, 12 ottobre 2023
La nomina dell’avvocato Giulia Gambardella scatena le fibrillazioni all’interno della maggioranza: sui 18 voti presenti, solo in 16 l’hanno votata. Tutt’altro che facile e scontata, come si poteva pensare. Ci sono volute ben tre votazioni prima di veder eletta nuova garante dei detenuti l’avvocato Giulia Gambardella, la cui candidatura era sostenuta in consiglio comunale dalla maggioranza del sindaco Pardini.
cittametropolitanaroma.it, 12 ottobre 2023
Presentazione del volume “Tutte le cose che ho perso” di Katya Maugeri, con la partecipazione della Consigliera Tiziana Biolghini. La condizione della donna all’interno delle carceri e le loro storie sono state raccontate al convegno promosso dalla Consigliera Delegata della Città metropolitana di Roma, Tiziana Biolghini. Alla presentazione del libro, di Katya Maugeri, “Tutte le cose che ho perso”, hanno partecipato, Marco Patarnello, Magistrato del Tribunale di Sorveglianza di Roma, Sandro Libianchi, Presidente del Coordinamento nazionale Operatori per la salute delle carceri italiane, Valentina Calderone, Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Patrizia di Cinto, Pedagogista del disagio penitenziario e Pisana Posocco, Docente associata di architettura alla “Sapienza” di Roma.
- Torino. “La mia vita dopo il film alle Vallette”
- La divisione dei poteri e quelle regole violate
- Sei milioni di italiani vivono in povertà alimentare
- Migranti. Apostolico non convalida il trattenimento di altri quattro tunisini
- A Roma un migrante minorenne è stato trattenuto per dieci giorni in una cella









