di Liana Milella
La Repubblica, 8 giugno 2023
Scontro in commissione Giustizia alla Camera, la Lega blocca il voto sul testo base di Forza Italia che cancella il reato. Il vice ministro Sisto costretto al rinvio. Da Costa di Azione “appoggio pieno” alla piattaforma del Guardasigilli. Netto no di Pd e M5S.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 giugno 2023
Rinviato di un’altra settimana l’esame in Cdm delle riforme preparate a Via Arenula. Il governo dà la corsia preferenziale al testo Piantedosi-Roccella, sollecitato dal caso Tramontano. Doppio binario, come sui rave. Da una parte le affermazioni, più o meno rassicuranti, di Carlo Nordio: “Ci sarà una riforma della giustizia in tre tempi, con la prima fase destinata a realizzarsi, credo di poterlo dire con ragionevole certezza, già la prossima settimana”. Dall’altra parte, il dato concreto: ieri in Consiglio dei ministri si è discusso con estrema celerità di tutt’altra riforma “giudiziaria”, ossia delle modifiche-lampo al codice rosso.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 8 giugno 2023
Un reato che Nordio vuole cancellare del tutto avendo l’occhio alle statistiche che raccontano di pochissime condanne effettive a fronte di un gran numero (ma in calo) di procedimenti aperti. “La prossima settimana”. Al settimo mese abbondante di annunci - Nordio cominciò a illustrare la sua riforma della giustizia qualche minuto dopo aver giurato da ministro al Quirinale, appena fuori dal portone con i corazzieri - forse ci siamo. Il guardasigilli lo ha detto ieri nell’aula della camera, forte di un mezzo accordo con la Lega e spiegando che il primo pacchetto andrà al prossimo Consiglio dei ministri. “Potrei dire la prossima settimana” la formula esatta usata dal ministro, che rispondendo al question time ha parlato anche di un secondo e di un terzo tempo: “Medio e lungo termine”. Arriveranno, cioè, anche le novità che prevedono modifiche alla Costituzione: la separazione delle carriere e un altro cambiamento dell’assetto, appena modificato, del Csm. Ma parliamo di eventualità lontane nel tempo.
di Giuseppe Belcastro*
Il Dubbio, 8 giugno 2023
Forse il sistema penale non fa più paura, ma certe affermazioni continuano a farne. E molta. Ne fanno intanto perché provengono dalle bocche sbagliate, quelle che ti aspetteresti pronunciassero parole di equilibrio, manifestando la capacità di comprendere i fatti umani e di governarne le conseguenze; anche i più atroci tra i fatti umani. Anzi, soprattutto quelli, ché quando accadono rischiano di far saltare il patto sociale bruciando la pelle collettiva con l’effetto vischioso del veleno del delitto.
di Gianpaolo Catanzariti
Il Dubbio, 8 giugno 2023
Rovistando nell’archivio di mio padre, ho ritrovato un pezzo di giornale, ingiallito dal tempo, da lui scritto per L’Unità di allora, il giornale fondato da Antonio Gramsci e organo ufficiale del PCI, pubblicato il 9 settembre 1958. Ha un titolo inusuale per i nostri giorni, specie per un giornale politico con una rappresentanza parlamentare. “Indegna montatura ad Africo sul gesto di un senzatetto”. Con un occhiello profetico - Come opera il “governo sociale” - ed un sottotitolo altrettanto significativo “Il dramma del bracciante che occupò una cappella abbandonata - Intervenuti i Carabinieri”. In evidenza, una foto in bianco e nero. Un uomo dal volto scuro e segnato dalla fatica, con un cappello in testa; al suo fianco, una donna dai capelli intrecciati, con in braccio un bimbo riccioluto e dagli occhi, che immagino vispi, neri e impermeabili alle brutture della condizione familiare disagiata.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 giugno 2023
La Cassazione conferma la riparazione per ingiusta detenzione nei confronti di Bruno Contrada così come stabilito dalla Corte di Appello sezione Prima di Palermo. Rigettando i ricorsi della Procura Generale di Palermo e del ministero dell’Economia e delle Finanze, mette così fine a otto anni di battaglia giudiziaria sostenuta dall’avvocato difensore dell’ex 007, Stefano Giordano del foro di Palermo.
di Francesco Furlan
La Repubblica, 8 giugno 2023
“Ho chiamato tre volte spiegando che mio marito era disperato e voleva uccidersi”, racconta la donna, Silvia Padoan. L’uomo aveva quasi scontato la pena quando era stato raggiunto da una nuova ordinanza. “Mi hanno sempre detto di stare tranquilla. Però poi mi hanno telefonato dicendomi che si era ammazzato”.
di Roberta Brunetti e Davide Tamiello
Il Gazzettino, 8 giugno 2023
Un suicidio in carcere su cui si dovrà fare chiarezza. La Procura ha aperto un’inchiesta sulla morte di Bessem Degachi, detenuto già in semilibertà, che si è tolto la vita martedì, nella sua cella di Santa Maria Maggiore, dopo aver ricevuto la notifica di un’ordinanza di custodia cautelare per fatti di droga vecchi ormai di cinque anni.
di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 8 giugno 2023
La rabbia della moglie: ho dato l’allarme più volte. La procura apre un’inchiesta. Non si dà pace la moglie di Bassem Degachi, che dopo l’arresto, martedì, si è suicidato mentre era solo in cella. “Poteva essere salvato. Vogliamo giustizia”, dice. Degachi era detenuto in regime di semilibertà con la prospettiva di un affidamento ai servizi sociali a settembre. “È stato commesso un errore e non vogliamo che succeda a nessun altro”, aggiunge. La procura ha aperto un’inchiesta per fare luce su quanto avvenuto in carcere.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 8 giugno 2023
Si allarga l’inchiesta della Procura sui fatti dell’8 marzo 2020 al Sant’Anna. Gli agenti devono rispondere anche dei reati di tortura e lesioni. Non sono cinque ma quattordici gli agenti della Polizia penitenziaria indagati per il reato di tortura nell’ambito della maxi rivolta all’interno del carcere Sant’Anna, avvenuta l’8 marzo del 2020.
- Torino. “Abitare il carcere femminile”
- Milano. Teatro & carcere, a Opera un binomio ricco di frutti (sociali e artistici)
- Airola (Bn). Teatro, l’Iliade raccontata dai ragazzi dell’Istituto penale per i minorenni
- Bergamo. Capitale della Cultura, anche in carcere: eventi e iniziative con protagonisti i detenuti
- Forlì. “La Partita con mamma e papà”











