di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 12 ottobre 2023
Via libera alle nomine. Opposizioni divise. Dubbi sui titoli del presidente D’Ettore voluto da Fratelli d’Italia. Il parto delle nomine è stato faticoso e lungo: almeno quattro le terne bruciate in roghi diversi. Doppio scontro politico sulla nomina del nuovo Garante dei detenuti. Una nomina strategica per il ruolo di vigilanza su carceri e immigrazione. Da una parte le opposizioni contestano la designazione del presidente Felice Maurizio D’Ettore, docente di diritto fiorentino, ex deputato di Forza Italia transitato con Fratelli d’Italia a fine legislatura, fortissimamente voluto da Palazzo Chigi. Dall’altro si registra l’ira del Pd nei confronti di Giuseppe Conte, accusato di aver “trattato in segreto con la destra” usurpando al Pd il nome che era stato concordato per l’opposizione e assestando sulle nomine di sottogoverno un altro colpo di un metodo già sperimentato con successo su altri dossier, dal Consiglio di presidenza della Corte dei Conti alla Rai.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 ottobre 2023
A sollevare la polemica ci hanno pensato ieri gli esponenti del Pd e di Avs. Perché la maggioranza non vuole audire nelle Commissioni parlamentari competenti i tre membri - Felice Maurizio D’Ettore, Irma Conti e Mario Serio - scelti dal ministro della Giustizia Carlo Nordio per ricoprire il ruolo del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale? A sollevare la polemica ci hanno pensato ieri gli esponenti del Pd e di Avs. “È molto grave che la maggioranza si sia opposta oggi (ieri, ndr) in commissione all’audizione dei candidati al ruolo del collegio dei garanti dei detenuti. Si tratta di un organo di garanzia molto delicato, al quale devono essere chiamate persone con caratteristiche di indipendenza e riconosciuta competenza nel campo dei diritti umani. Negare la possibilità di audire i candidati significa impedire di fare una scelta consapevole e ragionata, e costituisce l’ennesimo atto di arroganza di una maggioranza che occupa anche le istituzioni di garanzia senza alcun rispetto per l’opposizione”, scrivono in una nota i senatori del Partito democratico Alfredo Bazoli, Anna Rossomando, Franco Mirabelli, Walter Verini, membri della commissione Giustizia a Palazzo Madama.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 ottobre 2023
Rispondendo all’interrogazione di Giachetti (Iv), il guardasigilli ribadisce che bisogna comunicare i motivi della chiamata. Bernardini: “E se devono denunciare un pestaggio?”. A rischio la privacy. La scorsa settimana, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto all’interrogazione del deputato di Italia Viva Roberto Giacchetti sulle modalità organizzative per i permessi delle telefonate dei detenuti con i loro difensori presso l’Istituto Penitenziario Pagliarelli di Palermo. Ma la risposta non soddisfa e conferma che il problema rimane.
di Patrizio Gonnella*
Il Dubbio, 12 ottobre 2023
Appello. Non c’è Paese democratico al mondo che, per salvare un manipolo di poliziotti accusati di questo reato, abbia cambiato in corso le regole del gioco mettendo mano al delitto. Deputati e senatori della Repubblica non si rendano complici di questo misfatto giuridico.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 ottobre 2023
In un contesto in cui il dibattito sul sistema giuridico è sempre più acceso, la senatrice Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi- Sinistra ha fatto sentire la sua voce contro qualsiasi tentativo di modificare o abrogare il reato di tortura. La sua dichiarazione è arrivata in risposta all’apertura di una nuova inchiesta da parte della procura della Repubblica di Cuneo. L’indagine coinvolge 23 agenti della Polizia penitenziaria, accusati, tra le altre cose, proprio di tortura, afferma Ilaria Cucchi.
di Flavia Amabile
La Stampa, 12 ottobre 2023
Il Garante dei detenuti: “Mancano risorse per gli istituti ma la quasi totalità del personale di custodia è estranea a questi episodi”. Il sistema penitenziario piemontese è in sofferenza, afferma Mauro Palma, presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. L’ultimo episodio è di una settimana fa. Avvisi di garanzia nei confronti di 23 agenti di polizia penitenziaria accusati con l’accusa di violenze e, in alcuni casi, anche di tortura.
ansa.it, 12 ottobre 2023
“La giustizia riparativa funziona” e “non è previsto uno sconto di pena, ma si tratta di uno strumento volontario che si affianca al procedimento giudiziario”. A dirlo è l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti e a dimostrarlo sono le testimonianze raccolte nell’indagine nazionale che l’Autorità ha condotto in collaborazione con il ministero della Giustizia e l’Istituto degli Innocenti, presentata oggi a Roma. La giustizia riparativa è un percorso volontario, basato sul dialogo e guidato da mediatori esperti, che permette di rielaborare quanto accaduto.
di Errico Novi
Il Dubbio, 12 ottobre 2023
L’idea prevalente, ai vertici di via Arenula, è che si debba andare oltre il testo base adottato dieci giorni fa dalla commissione Giustizia di Montecitorio. “Ci sono varie soluzioni. Le valuteremo, siamo aperti ad altre proposte in arrivo. Con i sottosegretari Andrea Delmastro e Andrea Ostellari partiamo comunque da una certezza: l’improcedibilità va archiviata”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 12 ottobre 2023
Si stringono i tempi nella maggioranza sulla riforma della prescrizione. Dopo l’adozione come testo base del disegno di legge Pittalis che rappresenta un superamento del complesso sistema attuale, punto di equilibrio dell’allora assai composita maggioranza che sorreggeva il Governo Draghi, nelle ultime ore hanno preso quota due ipotesi che a breve saranno tradotte in emendamenti da presentare alla Camera, in commissione Giustizia (il termine per la presentazione è slittato di alcuni giorni, dalla sera di ieri, a quella di lunedì prossimo, mentre il provvedimento è atteso in Aula dal 27 ottobre).
di Arnaldo Ferrari Nasi
Libero, 12 ottobre 2023
Periodicamente si riapre in Italia un confronto sulla percepita politicizzazione della magistratura, o per lo meno di una parte di essa. È uno dei temi di elezione per Analisi Politica, che da anni propone la domanda nei suoi sondaggi sul grado di accordo o disaccordo riguardo l’affermazione: “Sovente i magistrati agiscono con fini politici”.
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