cr.piemonte.it, 8 giugno 2023
Le condizioni della vita carceraria femminile, con particolare riguardo alle problematiche dell’abitare, dei bisogni materiali, psicologici e relazionali delle detenute, sono state al centro del seminario “Abitare il carcere femminile. Spazi, sicurezza, diritti”, che si è svolto mercoledì 7 giugno alle 17 presso lo spazio Combo (corso Regina Margherita 128) di Torino.
di Fabio Postiglione
Corriere della Sera, 8 giugno 2023
Rinascere. O meglio ancora, partorire. Sognare. Anzi no: costruire. Il teatro che diventa vita e la vita che ribolle grazie alla volontà, l’impegno, la condivisione di un percorso unico, essenzialmente eccezionale. E poi la fatica, la visione comune e il “sistema”. Il palco sì, l’arte, ma anche i mestieri: costumisti, sartoria, luci, audio. Ovvero tutti i mestieri che ruotano attorno alla messinscena. Opera Liquida è tutto questo. Ma, incredibilmente, anche molto di più. Dà concretezza alle parole di chi il più delle volte ha poca voce. E libertà per chi è recluso tra le mura di un carcere. Un’associazione che, grazie al teatro, favorisce l’inclusione sociale, promuove la legalità e previene i comportamenti a rischio nei giovani. Lavora nella casa di reclusione di Milano Opera da ormai da 15 anni.
di Alley Oop
Il Sole 24 Ore, 8 giugno 2023
Fra gesta di eroi e battagli di dei sul palco del Teatro Trianon di Napoli andrà in scena un’Iliade rivisitata che avrà come protagonista una compagnia teatrale mista composta da studentesse dell’I.I.S. “A. M. De’ Liguori” di Sant’ Agata De’ Goti e ragazzi in regime ristretto dell’Istituto Penale per i Minorenni di Airola. Un’iniziativa per dare voce ai giovani, anche a quelli in momentanea difficoltà.
Adnkronos, 8 giugno 2023
La cultura come strumento di prevenzione e socializzazione che influenza il benessere delle persone attraverso processi di inclusione e accoglienza: è questo uno degli obiettivi del progetto ‘La cultura come cura’ che Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 si propone di raggiungere. Un obiettivo ben evidente nelle numerose iniziative culturali, artistiche ed espressive che in questo anno si stanno realizzando anche dentro alle mura della casa circondariale di Bergamo, e che coinvolgono direttamente i detenuti e le detenute e si sono dimostrate un’importante occasione per evidenziare la stretta connessione fra il carcere e il resto della città.
forlitoday.it, 8 giugno 2023
“La Partita con mamma e papà” è creata e organizzata dall’Associazione Bambini senza sbarre Ets in collaborazione con il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Dal primo giugno, negli istituti penitenziari italiani, si disputa la settimana edizione de “La Partita con mamma e papà”, l’atteso incontro tra i genitori detenuti e i loro figli, all’interno della annuale campagna “Carceri aperte”, che fa accedere negli istituti le famiglie a partecipare a un evento atteso e “relazionale”.
di Mazzino Montinari
Il Manifesto, 8 giugno 2023
La “transizione” dopo la morte di Francisco Franco, la detenzione, le conquiste. Alberto Rodríguez si immerge nella storia spagnola. Barcellona, febbraio 1976, sono passati tre mesi dalla morte di Francisco Franco. Manuel è in custodia cautelare. Quando potrà sedersi davanti a un giudice per reclamare la propria innocenza? L’avvocato d’ufficio è sbrigativo, ha troppi casi da seguire e, comunque, non saprebbe cosa rispondere. La legge percorre strade tortuose e lunghe, inutile tentare una previsione. La dittatura volge al termine, siamo nel mezzo della “transizione” ma, nel carcere, la democrazia è ben lontana dall’affermarsi.
di Carlo Lania
Il Manifesto, 8 giugno 2023
Meloni incontra a Palazzo Chigi il premier libico Dabaiba. A Bruxelles la mettono così: “È una situazione delicata. Al momento le possibilità di trovare un accordo sono del 50%”. La previsione, fatta da una fonte diplomatica dell’Ue, riguarda l’esito del vertice dei ministri dell’Interno che si tiene oggi a Lussemburgo. Sul tavolo ci sono le proposte di riforma del Patto di immigrazione e asilo e in particolare la gestione delle frontiere europee e i ricollocamenti, entrambi argomenti che toccano da vicino gli interessi dell’Italia che oggi però rischia di rimanere in minoranza. La spinta per sbloccare una situazione in stallo da più di due anni (la presentazione del piano da parte della Commissione è del 2020) potrebbe infatti convincere i ministri a procedere per la prima volta non più all’unanimità ma con una maggioranza qualificata, che prevede che come minimo 15 Paesi rappresentanti il 65% della popolazione Ue siano a favore delle proposte avanzate. Oggi si capirà se queste condizioni esistono oppure no e nel caso arrivare al voto, anche se poco o niente delle richieste avanzate da mesi da Roma è stato accolto. Da qui i rischi di isolamento del nostro paese: uno scenario “non auspicabile ma possibile” ammetteva ieri sempre la fonte.
di Giorgia Linardi
La Stampa, 8 giugno 2023
L’ennesima contraddizione: le Ong impegnate nel soccorso in mare sono state ascoltate ieri dalle commissioni Esteri e Difesa riunite a Montecitorio, nell’ambito della partecipazione dell’Italia a missioni militari internazionali, mentre a Palazzo Chigi si è tenuto l’incontro del nostro esecutivo con una delegazione di ministri del governo di Tripoli. Al centro la discussione e la sigla di una nuova intesa sulla cooperazione in materia di sicurezza e lotta alla migrazione irregolare.
Il Manifesto, 8 giugno 2023
Dopo anni di stallo, questa settimana i ministri degli Interni e della Giustizia dei Paesi Ue hanno la possibilità di cambiare rotta sulle politiche migratorie europee, ma ancora una volta l’orientamento è rafforzare i meccanismi di respingimento dei migranti, esternalizzare le frontiere, minando di fatto il diritto di asilo. Intanto, nonostante le procedure previste dal patto rischino di trasformare l’Italia in una grande prigione per richiedenti asilo, il Governo, con il Decreto Cutro, si è già mosso nella direzione voluta dall’Europa.
di Lorenzo Lamperti
Il Manifesto, 8 giugno 2023
La storia di Gianluca Stafisso, simbolo degli abusi sugli stranieri nel paese asiatico: permesso di soggiorno ritirato dopo il divorzio, la detenzione in un centro per l’immigrazione e infine la morte, sospetta, in cella. “La persona desiderata non è più qui”. Alla signora A, che chiede di restare anonima, è stato risposto così dai funzionari del centro per l’immigrazione di Shinagawa. È uno dei 17 istituti per stranieri irregolari di Tokyo. Era il 18 novembre scorso e l’anziana donna era andata a visitare Gianluca Stafisso, detenuto da poco più di tre settimane. Il giorno dopo, la signora A. legge sul giornale che nel centro di Shinagawa è morto un cittadino italiano per un sospetto suicidio. È una storia presto dimenticata.
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