di Carlo Lania
Il Manifesto, 9 giugno 2023
Il vertice a Lussemburgo. Si potranno rinviare le persone nell’ultimo paese di transito, anche se non europeo. I ricollocamenti dei migranti, che l’Italia avrebbe voluto obbligatori, restano invece volontari ma in cambio Roma ottiene il via libera alla possibilità di rimandare uomini, donne e bambini nell’ultimo paese di transito non europeo attraversato, purché ritenuto sicuro.
Piantedosi: “Abbiamo rifiutato i soldi per i migranti. L’Italia non diventerà un centro di raccolta”
di Francesca Basso
Corriere della Sera, 9 giugno 2023
Il ministro dell’Interno: è passata la nostra linea, con noi anche Paesi del Nord. Il negoziato finale è stato su alcuni punti che ritenevamo fondamentali. “È stata una giornata impegnativa. Questo è un luogo di mediazione e siamo soddisfatti”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla al Corriere della Sera mentre si reca all’aeroporto, al termine di dodici ore di negoziato che hanno portato a un’intesa tra gli Stati membri sui due principali regolamenti nel nuovo Patto per la migrazione e l’asilo.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 9 giugno 2023
Massimizzazione dei profitti privati e contenimento dei costi statali: la tenaglia sulla pelle degli ultimi. Un rapporto della Coalizione italiana libertà e diritti civili (Cild) fa nomi e cognomi: ecco chi guadagna sulla violazione dei diritti.
ansa.it, 8 giugno 2023
Servono misure anti-suicidio e più trasferimenti verso Rems. Le autorità italiane devono migliorare le misure preposte a prevenire i suicidi in carcere, che “nel 2022 hanno raggiunto un livello senza precedenti”, e “proseguire gli sforzi per assicurare una capacità sufficiente delle Rems”, le residenze alternative per i detenuti che soffrono di disturbi psichici.
di Fiorenza Elisabetta Aini
gnewsonline.it, 8 giugno 2023
“La vostra nobile missione è fondamentale, in quell’opera di rieducazione che svolgete e che può aiutare il detenuto a reinserirsi nella società in modo dignitoso”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha accolto al Ministero i nuovi Cappellani che a breve inizieranno il loro importante incarico nelle carceri, a contatto con i detenuti. “La vostra opera è essenziale nell’ambito carcerario - ha proseguito il Guardasigilli - anche se non sempre ha successo, perché questo è un mondo imperfetto e non un mondo ideale, ma può fare molto, nel riavvicinamento a quelli che sono i principi della società civile”.
di Mattia Feltri
La Stampa, 8 giugno 2023
Quanto dovremmo essere preoccupati dopo il disvelamento dei metodi violenti della polizia di Verona? Quanto dovremmo esserlo un paio di settimane dopo che i carabinieri hanno preso a calci un ragazzo a Livorno e i vigili urbani a manganellate una donna a Milano? Quanto ricordando le storie di Stefano Cucchi e di Federico Aldrovandi, i pestaggi messicani nelle carceri, le pratiche da Gomorra alla caserma Levante di Piacenza, tre anni fa? Quanto dobbiamo esserlo, come ha suggerito Luigi Manconi, per gli abusi di potere ai quali le forze dell’ordine si sentono autorizzati, quanto per la diffusa incapacità a gestire l’enorme responsabilità del monopolio dell’uso legittimo della forza?
di Stefano Anastasia
L’Unità, 8 giugno 2023
Nella terribile vicenda di Verona, gli uomini in divisa si dividono in tre gruppi: gli accusati, quelli che li hanno denunciati e quelli che hanno taciuto, magari per acquisire un credito. È quest’ultima zona grigia a essere incoraggiata dalle parole di autorevoli esponenti del governo.
di Ilaria Cucchi
Il Domani, 8 giugno 2023
Quando ho letto le conversazioni intercettate tra uno dei poliziotti arrestati a Verona e la sua fidanzata mi si è raggelato il sangue. Oggi il presidente del Senato, sempre lui, Ignazio La Russa si affanna ad augurarsi e sperare che tutti i poliziotti arrestati e indagati a Verona siano un giorno dichiarati innocenti. Un bel endorsement, non c’è che dire.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 8 giugno 2023
Servono due grandi campagne di formazione interna. La prima è di tipo tecnico. La seconda dovrà essere di natura culturale: una vera e propria educazione costituzionale. Anche in questa circostanza è necessario assumere una posizione rigorosamente garantista. Fatta salva la presunzione di innocenza per arrestati e indagati, e assicurata loro la più ampia capacità di difesa, tuttavia non è possibile ignorare la ruvida materialità di alcuni fatti.
di Liana Milella
La Repubblica, 8 giugno 2023
Il Garante delle persone private della libertà sui fatti di Verona: “Quei poliziotti non sono mele marce, c’è una cultura di connivenza, silenzio e omertà”.
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