di Tiziana Campisi e Roberta Barbi
vaticannews.va, 15 ottobre 2023
Il riconoscimento è stato istituito dalle monache di Cascia per promuovere l’idea di impresa alla badessa del monastero di Santa Rita, scomparsa nel 1947, che per 27 anni ha realizzato opere e progetti di carità, coniugando la vita contemplativa con la lungimiranza di una moderna imprenditrice. Questo pomeriggio la consegna a Luciana Delle Donne, manager che dopo 20 anni di carriera nel mondo della finanza ha deciso di offrire opportunità lavorative a detenute e detenuti.
di Stefano Iannaccone
Il Domani, 15 ottobre 2023
Il Movimento 5 stelle ha presentato un disegno di legge al Senato, già incardinato in commissione, per potenziare la norma. Ma Cucchi teme il cavallo di Troia: “Impossibile migliorare il testo con questa maggioranza”. Il governo punta infatti a cancellare la norma. Il reato di tortura viene strattonato da più lati, finendo per dividere anche le opposizioni. Con il pericolo che ne esca ammaccato. Il governo non ha fatto mistero di voler intervenire per depotenziarlo, fino a cancellarne gli effetti. Le minoranze in parlamento vogliono tutelarlo e addirittura coltivano il sogno di rafforzarlo. Il rischio è però dietro l’angolo: quello di servire su un piatto d’argento la possibilità di intervento della maggioranza, che può cogliere l’occasione di attuare il progetto di sostanziale cancellazione. Un bel caos, non c’è che dire. La notizia, rivelata da Domani, sull’inchiesta aperta Cuneo sui presunti abusi di 23 agenti di polizia penitenziaria ha rilanciato il dibattito anche in parlamento.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 15 ottobre 2023
Per il procuratore di Palermo un’antimafia seria è quella che “fa analisi, critica e guarda ai fatti”. Maurizio De Lucia, procuratore di Palermo non ha dubbi: “Con l’arresto di Matteo Messina Denaro ha vinto lo Stato, quello con la S maiuscola: quel giorno ho registrato una serie di entusiasmi tra la gente normale, che è scesa in strada ad applaudire, e questo a Palermo anni prima non era immaginabile”, dice intervistato da Giuseppe Sottile durante la festa dell’Ottimismo del Foglio a Firenze.
di Martina Castigliani
Il Fatto Quotidiano, 15 ottobre 2023
Sono giorni cruciali per le trattative sulla prima legge Ue contro azioni e querele temerarie (le cosiddette SLAPP). Eppure nessuno ne parla. Il testo è stato concepito per tutelare la partecipazione pubblica di giornalisti, attivisti e difensori dei diritti umani. Ma gli Stati membri stanno tentando di indebolire il documento proposto dalla commissione Ue e nelle trattative in corso tra le istituzioni, che coinvolgono anche il Parlamento, si sta cercando un compromesso. Nella speranza che il risultato non stravolga l’intento originario. Per questo gli attori della società civile che sono parte della coalizione anti-SLAPP (CASE) si appellano ai ministri della Giustizia dei singoli Stati. Che però non stanno mostrando aperture. A mancare è prima di tutto una consapevolezza del fenomeno. “I Paesi, nonostante le raccomandazioni della commissione, non hanno neanche iniziato a raccogliere i dati”, spiega a ilfattoquotidiano.it Sielke Kelner, ricercatrice di Osservatorio Balcani Caucaso e membro di CASE. E senza dati è difficile qualsiasi intervento. Per ora, a raccogliere le minacce legali subite da cronisti e attivisti sono piattaforme indipendenti come il Mapping Media Freedom o la stessa CASE. Ma serve qualcosa di più. La direttiva è stata presentata come un’iniziativa in onore della giornalista uccisa Daphne Caruana Galizia, ma come denunciato dal figlio a luglio scorso “se resta così non l’avrebbe mai tutelata” ed “è un grave torto verso i suoi colleghi in tutta Europa”. Ecco perché, dice Kelner, “siamo preoccupati ma è necessario cercare di influenzare il processo finché c’è ancora spazio di manovra”. Di questo e di come creare una rete di sostegno europea si parlerà a Roma, lunedì 16 ottobre, al primo evento di CASE Italia “Per una rete transnazionale di contrasto alle SLAPP: contro i bavagli alla partecipazione pubblica”.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 15 ottobre 2023
Aveva 86 anni: con il boss in carcere, fu lei a guidare la Nuova camorra organizzata. Partecipò al piano di trasformazione del fratello in carcere. Muore con lei la Vecchia Camorra, quella con alla base una sorta di welfare. Non può esistere Raffaele Cutolo senza Rosetta. Rosetta Cutolo non è stata una ancella, una gregaria. Rosetta Cutolo è stata l’organo pulsante della vita del fratello. La sua è un’esistenza tragica, di totale devozione a Raffaele.
di Amalia De Simone e Titti Beneduce
Corriere del Mezzogiorno, 15 ottobre 2023
Nelle sue mani la gestione del clan, in nome di Raffaele. Lo dichiara Piero Marrazzo, giornalista, il cui padre, Joe, a sua volta giornalista, fu autore di una lunga intervista a Rosetta: “Quando mio padre per primo riuscì a intervistarla - continua Marrazzo - lei mentì sul ruolo di Raffaele, che definì uomo caritatevole, attento a chi cercava lavoro e ai carcerati, senza attribuirgli minimamente quell’accezione criminale che lo portò in pochi anni ai vertici della camorra, seminando paura e morte”. Nacque così la funzione assistenziale della camorra, con lei, Rosetta Cutolo, sorella del boss Raffaele, ‘o professore, personaggio carismatico, pericoloso e visibile. Lei invece agiva nell’ombra e nell’ombra ha gestito l’organizzazione, l’economia, il consenso, la politica, di uno dei clan più potenti della storia criminale italiana.
di Enzo Bubbo
calabriainforma.it, 15 ottobre 2023
La ‘ndrangheta in Calabria non si contrasta solo nelle aule dei tribunali, ma c’è una presa di coscienza della società civile sulla pericolosità del crimine organizzato. Servono esempi positivi da emulare e da indicare alle nuove generazioni: “Liberi di scegliere” ha contenuti che lasciano basiti e per questo è diventata legge. Esiti confacenti alle attese per la presentazione del progetto regionale e nazionale “Giustizia e umanità Liberi di scegliere”, promosso ieri nella città capoluogo dall’associazione culturale Biesse, acronimo di bene sociale.
Corriere della Calabria, 15 ottobre 2023
L’uomo avrebbe dovuto subire un intervento per problemi di salute. Era accusato di associazione mafiosa. La famiglia ha sporto denuncia contro ignoti. È morto nel carcere di Rebibbia Rosario Leonetti, 58 anni, di Cirò Marina. L’uomo era ristretto in carcere in seguito all’operazione “Ultimo atto” della Dda di Catanzaro, scattata a febbraio 2023 e considerata una prosecuzione dell’indagine “Stige” contro le cosche del Cirotano.
di Giuseppe Di Bisceglie
Corriere del Mezzogiorno, 15 ottobre 2023
Da tempo i sindacati di Polizia penitenziaria lamentano difficoltà nell’operare all’interno delle carceri pugliesi, a causa dell’esiguità del personale impiegato e del numero di detenuti ben superiore rispetto a quello stabilito dalla legge. Una situazione che rende complicata la gestione delle strutture. Tra le carceri più affollate in Puglia c’è la casa circondariale di Trani che attualmente ospita circa 400 persone, quasi il doppio della capienza massima della struttura. È qui che, domani, sarà in visita il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, proprio per verificare le condizioni in cui vivono i detenuti e ascoltare gli agenti penitenziari sui problemi riscontrati nello svolgimento del loro lavoro. Delmastro sarà in visita anche alla casa di reclusione femminile, sempre a Trani, una delle cinque carceri italiane destinate ad ospitare esclusivamente donne.
di Giorgio Malavasi
genteveneta.it, 15 ottobre 2023
Camminare sotto il cielo e non sotto il soffitto di una camera chiusa a chiave fa una bella differenza. Ma rischia di contare poco se non si ha un lavoro, un tetto per la notte, e soprattutto una direzione verso cui andare.
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