di Vanessa Roghi
Il Manifesto, 18 ottobre 2023
“Grande meraviglia”, l’ultimo romanzo di Viola Ardone per Einaudi. Napoli, 1982. Una ragazza poco più che adolescente racconta la vita quotidiana del manicomio in cui vive fin dal momento della sua nascita. Il mezzomondo, lo chiama. Non lo fa per noi che leggiamo ma per sé stessa. Sono le sue pagine di diario quelle che abbiamo sotto gli occhi. A volte confuse, a volte ripetitive, a volte poetiche fino a essere leziose, eppure chiarissime nella volontà di trasmetterci quello che conta, che la ragazza si chiama Elba, come il fiume che attraversa la Germania dell’est, e nel mezzomondo ha trovato un suo modo di viverci, tra pillole e scosse, meglio che nel mondo fuori, quello delle “suore culone”, dove a un certo punto è stata mandata per sfuggire al destino di matta per frequentare un corso di studi che la possa portare fuori dai confini dell’ospedale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 ottobre 2023
L’audizione in commissione di Mauro Palma sulla disciplina in materia di detenzione amministrativa dei migranti: no al trasferimento fino a 18 mesi: “A rischio le garanzie”. Recentemente, in commissione, è stato audito Mauro Palma, il Garante nazionale delle persone private della libertà, per un parere sul Decreto- legge che tratta delle politiche di coesione e dell’immigrazione in Italia. Il Garante, nel suo ruolo di tutela dei diritti umani, ha esaminato attentamente le disposizioni in materia di detenzione amministrativa e ha espresso gravi preoccupazioni riguardo alle implicazioni per i diritti fondamentali delle persone coinvolte. Un parere, ricordiamo, non solo opportuno per via della sua natura di Autorità di tutela dei diritti delle persone private della libertà personale, ma anche obbligatorio ai sensi dell’articolo del Protocollo opzionale alla Convenzione Onu contro la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti (ratificato dall’Italia con legge 9 novembre 2012 n. 195) per via della sua designazione quale Meccanismo nazionale di prevenzione.
di Giulia Merlo
Il Domani, 18 ottobre 2023
Il ministro dell’Interno alla Camera: “Ad oggi dall’inizio del 2023 sono arrivate via mare 140.586 persone” e “La presenza delle ong continua a costituire un catalizzatore dei flussi attraverso il canale di Sicilia”. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è intervenuto con una informativa alla Camera, fornendo una serie di dati sui flussi migratori e le politiche del governo. In questo contesto ha spiegato la linea del governo, che è quella di “fermare gli ingressi illegali” e chiamato in causa l’Unione europea, cui ha chiesto di finanziare la costruzione dei nuovi Cpr.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 18 ottobre 2023
“I bambini continuano a soffrire ed a morire sulla scala dei milioni, di fame, di malattia, o intrappolati nelle maglie di guerre incomprensibili e feroci”. “Ho letto nei loro occhi dilatati dal terrore, nei loro visetti pallidi di pena, nelle loro manine che si aggrappavano spasmodiche alla fiancata del camion, la paura folle che li invadeva, il terrore di quello che avevano visto e udito, l’ansia atroce dei loro cuoricini per quello che ancora li attendeva. Non piangevano neanche più quei bambini, lo spavento li aveva resi muti e aveva bruciato nei loro occhi le lacrime infantili”. Potrebbero essere state scritte la settimana scorsa, dopo la retata assassina di bambini nel kibbutz israeliano di Kfar Aza il 7 ottobre, le parole con cui Fulvia Ripa di Meana raccontò nel libro “Roma clandestina” il rastrellamento di decine di piccoli prigionieri ebrei caricati su un autocarro nazista a Fontanella Borghese il 16 ottobre di ottanta anni fa. E rileggere oggi quella testimonianza sui bambini razziati nel ‘43 e destinati ad essere caricati nei giorni successivi sui treni in partenza dalla stazione Tiburtina verso Auschwitz fa gelare il sangue.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 18 ottobre 2023
“Il rischio di attentati è sempre costante. Bisogna capire che combattere questi fenomeni non è una questione di forza, ma di intelligenza investigativa”. Era l’aprile del 2001 quando Giuseppe Battarino, allora pm a Busto Arsizio, chiuse la sua inchiesta su un gruppo di jihadisti di stanza nell’hinterland milanese. Quattro gli arresti, con ipotesi di reato come l’arruolamento di mercenari. Ancora non esisteva la legge sul terrorismo internazionale e gli investigatori si muovevano in un territorio ignoto fatto di legami sottili e indagini che si muovevano in più paesi. Poi, dopo l’11 settembre, lo scenario cambiò radicalmente, nacque il concetto di guerra al terrorismo e le cose, in Italia come nel resto del mondo, presero una piega molto diversa. Meno inchieste e più guerra, almeno dal punto di vista di quello che si vede tutti i giorni. Perché poi il lavoro di intelligence è sempre andato avanti in maniera costante lontano dai riflettori.
di David Carretta
Il Foglio, 18 ottobre 2023
I rischi interni spingono i leader dell’Ue a chiudere la bocca sul sostegno a Israele. Le critiche a von der Leyen per aver dato l’impressione di un “assegno in bianco” al governo di Netanhyau. I ventisette dicono: Israele ha il diritto di difendersi, ma nel rispetto del diritto internazionale.
di Maurizio Ferrera
Corriere della Sera, 18 ottobre 2023
Perché il conflitto si trasformi da distruttivo a costruttivo è indispensabile che entrambe le parti tengano alla sopravvivenza fisica. Altrimenti, non c’è deterrenza che tenga. Una parte significativa dell’opinione pubblica occidentale (in particolare a sinistra) fa fatica a condannare senza se e senza ma l’eccidio di civili innocenti perpetrato da Hamas il 7 ottobre. I se e i ma riguardano sempre Israele, visto come inveterato oppressore del popolo palestinese, esso stesso colpevole di violenze gratuite contro la popolazione, incluse quelle in corso con i bombardamenti di Gaza City.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 17 ottobre 2023
Andrea Delmastro: “Stiamo pensando a una grande misura per la rieducazione”. Evitare il carcere al tossicodipendente. Almeno alla prima condanna. Questo il progetto sul quale sta lavorando il ministero della Giustizia. Lo annuncia il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove: “stiamo pensando a una grande misura per i detenuti tossicodipendenti perché a casa mia la rieducazione del tossicodipendente comincia dalla disintossicazione. Abbiamo un terzo settore altamente preparato e capace. Probabilmente la prima condanna meritano di scontarla non all'interno di un istituto di pena ma di essere accompagnati nelle comunità terapeutiche e di recupero”.
di Lorenzo Romeo
La Discussione, 17 ottobre 2023
Il decreto Caivano può essere migliorato. Lo sostiene l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza Carla Garlatti intervenuta nell'iter di conversione con un parere indirizzato ai presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato. L'esame del disegno di legge 878 di conversione del decreto 123/2023, sulle misure urgenti di contrasto al disagio giovanile e alla criminalità minorile dovrebbe arrivare in Aula al Senato dal 23 ottobre. Il termine per la presentazione di emendamenti è scaduto e si stanno svolgendo le audizioni in Commissione.
garantedetenutilazio.it, 17 ottobre 2023
Una circolare interpreta l'articolo 18 dell’Ordinamento penitenziario e dà indicazioni in merito all’accesso alla documentazione in possesso dell’amministrazione penitenziaria. I colloqui dei garanti territoriali con le persone detenute e la possibilità di accesso degli stessi alle informazioni in possesso dell’amministrazione penitenziaria sono oggetto di una circolare del 5 ottobre scorso del direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), Gianfranco De Gesu, e di una missiva del Provveditore per il Lazio, l’Abruzzo e il Molise, Maurizio Veneziano, indirizzata ai Garanti regionali delle tre regioni di sua competenza.
- Colloqui con i Garanti e accesso alle informazioni sulle persone detenute: le comunicazioni del Dap
- Esecuzione penale esterna: circolare del Ministero per la realizzazione di un’efficace agenzia di probation
- Prescrizione, accordo nella maggioranza
- Se il giudice giudica la legge
- Quei magistrati che escono dalle aule di giustizia feriscono la nostra Costituzione









