di Mario Pierro
Il Manifesto, 15 giugno 2023
Lavoratori poveri: per Eurostat l’Italia supera la media europea. Per l’Istat la loro condizione non è cambiata dagli anni della pandemia anche se la crescita avrebbe diminuito il numero di coloro che versano in una povertà estrema. Nel frattempo procedono i lavori parlamentari in vista della conversione del “Decreto lavoro” che rinomina il “reddito di cittadinanza”. Sindacati e opposizioni chiedono modifiche: “Questo governo non fa nulla contro le diseguaglianze”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 giugno 2023
Sono 56 milioni di euro, previsti complessivamente nel periodo 2021-2023, gli appalti destinati alla gestione dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) affidati ai soggetti privati. Queste cifre, tuttavia, escludono i costi relativi alla manutenzione delle strutture e al personale di polizia. La detenzione amministrativa si rivela quindi un business molto remunerativo che ha attirato l’interesse di grandi multinazionali e cooperative. La privatizzazione della gestione dei CPR rappresenta uno degli aspetti più controversi di questa forma di detenzione senza reato, consentendo a qualcuno di trarre profitto dalla privazione della libertà personale.
di Donatella Stasio
La Stampa, 15 giugno 2023
Mauro Palma: “Troppo arbitrio nel respingere i migranti verso i Paesi definiti sicuri. Inefficaci i centri di rimpatrio, sbagliata la prigione per condanne inferiori a un anno”. “Solidarietà è una parola centrale nella Costituzione e nella Carta dei diritti Ue e non può significare equivalenza tra una somma da pagare e il diritto/dovere di proteggere chi fugge da conflitti, persecuzioni o comunque crisi, anche climatiche, del proprio paese”. Mauro Palma ha l’autorità, e soprattutto l’esperienza, per richiamare l’Europa al dovere di solidarietà nei giorni in cui prende forma il nuovo Patto su immigrazione e asilo che amplia l’ambito del respingimento e consente ai paesi Ue di sottrarsi al dovere di accoglienza pagando 20mila euro a migrante.
di Carlo Lania
Il Manifesto, 15 giugno 2023
Le politiche di Roma e Bruxelles. L’incognita Tunisia pesa sul risultato del prossimo Consiglio europeo. Eppure un modo per evitare che tragedie come quella di ieri in Grecia, o quella avvenuta del 26 febbraio scorso a Cutro, si ripetano ci sarebbe. O quanto meno per limitarle. Basterebbe che l’Unione europea si decidesse a ripristinare una missione navale che raccogliesse i naufraghi in mare portandoli in salvo, in modo da consentire di chiedere asilo alle persone bisognose di protezione e nel caso rimpatriare chi non avesse diritto di restare. Invece non si fa, preferendo spendere inutili parole di dolore di fronte alle ultime decine di morti affogati.
di Marina Della Croce
Il Manifesto, 15 giugno 2023
L’allarme dell’Unicef. In tutto i minori costretti a fuggire sono 43,3 milioni. Servono garanzie e diritti certi. Secondo le stime dell’Unicef, gli eventi climatici estremi hanno causato altri 12 milioni di bambini sfollati nel 2022. Secondo i calcoli dell’organizzazione per i diritti dell’infanzia, nel corso dell’anno si arriverà in tutto a 43,3 milioni di bambini in condizioni di sfollamento forzato. La maggior parte di loro si ritroverà a vivere questa condizione per tutta l’infanzia. Il numero è raddoppiato negli ultimi dieci anni. La guerra in Ucraina ha costretto più di due milioni di bambini a lasciare il paese e ha portato a oltre un milione il numero dei bambini sfollati all’interno dell’Ucraina.
di Michele Farina
Corriere della Sera, 15 giugno 2023
Il barcone partito dalla Libia è affondato al largo della Grecia: 79 corpi recuperati, almeno 500 dispersi. La tragedia è avvenuta nell’area dove il Mar Mediterraneo è più profondo. Abisso Calipso: un vecchio peschereccio di metallo con centinaia di persone a bordo si è ribaltato ed è affondato verso il Mar Ionio quando ancora era buio, nella notte tra martedì e mercoledì, vicino al punto dove il Mediterraneo si fa più profondo e porta il nome della ninfa che amò e nascose Ulisse, in acque internazionali ovvero di tutti e di nessuno (ma il Paese più vicino è la Grecia), a una settantina di chilometri a sud ovest della mitica Pylos dove nell’Odissea il figlio Telemaco andò a cercare notizie del naufrago forse più famoso della storia.
di Luca Attanasio
Il Domani, 15 giugno 2023
La vicenda dell’orfanotrofio di al Mayqoma di Khartoum, da dove lo scorso 7 giugno sono stati evacuati circa 300 neonati e bambini in tenera età in condizioni disastrose dopo che nei giorni precedenti 71 loro piccoli compagni erano morti per fame, disidratazione e malattie, è l’immagine probabilmente più esplicita e crudele della situazione in cui il Sudan versa al momento.
di Antonino Catalano*
Il Dubbio, 14 giugno 2023
È giunto il momento di riconsiderare la pena dell’ergastolo. La Costituzione della Repubblica ha compiuto 77 anni ma ancora non si è data piena attuazione al terzo comma dell’articolo 27 che testualmente recita: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. “La Costituzione ci dice che tutte le pene, nessuna esclusa, devono tendere al reinserimento sociale, e avere una funzione di emenda”, per citare il Dottor Santi Consolo, Garante dei detenuti in Sicilia, dall’intervista al “Dubbio” dello scorso 17 maggio. È proprio tale obbligatoria previsione dell’orientamento della pena alla “rieducazione del condannato” che rende difficile comprendere come sia con essa compatibile l’ergastolo, ossia il “fine pena mai”, e che impone di riconsiderare la pena dell’ergastolo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 giugno 2023
La misura ha scopo deflattivo ma anche “risarcitorio” per la detenzione durante il Covid. L’appello delle “ragazze di Torino”, sottoscritto da 114 detenute del carcere La Vallette, chiede che venga presa in esame la proposta Giachetti sulla liberazione anticipata speciale. Ricordiamo che si tratta di una misura alternativa introdotta nel 2013 tramite un decreto, volta a risolvere, nel minor tempo possibile, il sovraffollamento carcerario.
Il Dubbio, 14 giugno 2023
Pubblichiamo di seguito una lettera dal carcere di Torino, sezione femminile, sottoscritta da ben 114 detenute presenti nel padiglione. Sono le “Ragazze di Torino”, che chiedono di aiutarle a sostenere la proposta di legge avanzata dal parlamentare di Italia Viva Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata speciale.
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